Il termine olio di cannabis viene generalmente impiegato per definire i differenti oli derivati dalla pianta di canapa sativa o indica, distinti in virtù della concentrazione di cannabinoidi quali CBD e THC presenti, delle metodologie estrattive impiegate e delle componenti vegetali utilizzate durante l’intero processo produttivo. Se di fatto il THC o tetracannabidiolo rappresenta il diretto responsabile del tipico effetto psicotropo dato dalla marijuana, il CBD o cannabidiolo appare noto per le spiccate proprietà terapeutiche a carico dell’intero organismo: entrambi tuttavia agiscono in sinergia pur disponendo di azioni opposte al fine di migliorare sensibilmente lo stato di salute di un soggetto. In linea generale dunque per olio di cannabis non si intende quanto ottenuto dalla spremitura a freddo del seme della pianta di marijuana, detto in questo caso hemp oil o hemp seed oil, ma piuttosto un derivato che racchiude in sé concentrazioni differenti di fitocannabinoidi estratti dalla materia vegetale o da semi entrati in contatto con la relativa resina ricca di principi attivi. Nel caso dell’olio di canapa l’impiego è prevalentemente alimentare mentre l’olio di cannabis in senso stretto, dove prevalgono THC e CBD viene ampiamente utilizzato a scopo ricreativo o terapeutico.

Cos’è l’olio di cannabis e quali effetti ha

L’olio di cannabis noto anche come olio di semi di canapa rappresenta un vero e proprio preparato medicinale e terapeutico originato dalla spremitura a freddo dei suddetti semi, processo estrattivo che tra i molteplici a disposizione, permette di preservare integre tutte le proprietà organolettiche di tale derivato. Tuttavia esistono sostanziali differenze se comparato con quanto ottenuto invece dalla distillazione delle infiorescenze di canapa legale sativa, il cosiddetto olio di hashish, oleoresina che di norma tende ad essere facilmente confusa con il comune olio di canapa o hemp seed oil: esso infatti viene utilizzato prevalentemente a scopo ricreativo mediante vaporizzazione, combustione o somministrazione sublinguale.

Nonostante la pianta di marijuana appaia ancora tra le più “controverse”, i molteplici utilizzi a carico dell’olio di cannabis sono stati vagliati in maniera estremamente capillare dalla ricerca scientifica che ne ha confermato le numerose proprietà e potenzialità: dall’utilizzo cosmetico a quello tessile, dall’impiego in ambito industriale a quello alimentare fino ad arrivare alla più nota applicazione medico-farmaceutica e terapeutica.

Ricco di Omega 3 e 6 così come di acidi grassi e Vitamine E, B1 e B2, l’olio di cannabis è da sempre considerato una vera e propria panacea per l’organismo, complici le spiccate proprietà antiossidanti che consentono di mantenere il corretto equilibrio cellulare, contrastando l’azione dannosa dei radicali liberi e i relativi processi ossidativi. Permette inoltre di gestire più facilmente eventuali patologie cardiovascolari, svolgendo inoltre una marcata azione anti-infiammatoria.

Tuttavia al fine di non pregiudicarne le proprietà, in ambito alimentare è necessario assumere il prezioso olio preferibilmente a crudo: dosandone la corretta quantità, il sapore appare molto simile a quello tipico dell’olio di nocciole. Per quanto concerne nello specifico i valori nutrizionali dell’olio di cannabis, esso detiene circa 9KCal/g: il 1005 dei grassi che ne costituiscono al composizione sono generalmente costituiti da trigliceridi, di cui il 90% grassi insaturi e solo un esiguo 10% di grassi saturi, unitamente a molecole lipofile caratterizzate da tocoferoli e fitosteroli. Gli stessi semi di canapa vedono una componente oleosa che si attesta all’incirca nel 30%, ma anche il 20-30% di fibre insolubili, il 20% di proteine dal valore biologico medio e il 10-15% di carboidrati, elementi grazie ai quali può essere facilmente comparato a un comune olio da cucina quale un extravergine.

Al di là dell’applicazione prettamente gastronomica, l’olio di cannabis trova ampio impiego anche nella cosmesi, in virtù della concentrazione di acidi grassi insaturi che permettono di svolgere un’azione spiccatamente nutriente, adempiendo alle normali funzioni di trofismo cutaneo: la pelle si mantiene pertanto elastica e compatta, favorendone il processo rigenerativo. Noto anche per le proprietà emollienti permette di combattere e prevenire arrossamenti e irritazioni attribuite a fattori climatici ostili. Non meno importante l’azione antiossidante e anti-radicalica utile nella lotta contro l’invecchiamento precoce e l’adattabilità di tale olio nella preparazione di creme sia per il viso che per il corpo, così come di shampoo e balsami, questo grazie alla sua spiccata penetrabilità.

Generalmente l’olio di cannabis non presenta effetti collaterali significativi o rilevanti, specie se utilizzato come condimento o nel trattamento di alcune specifiche patologie, fatta eccezione per quelle che possono essere eventuali controindicazioni a carico dei principi attivi della cannabis, primo tra tutti il THC, sebbene compaia in quantità irrisorie all’interno di un olio ottenuto mediante spremitura dei comuni semi di canapa sativa. Tuttavia in presenza di olio di hashish, eventuali controindicazioni vengono generalmente ovviate dalla rapida metabolizzazione dei cannabinoidi che tendono ad essere smaltiti con maggiore rapidità rispetto a quanto assunto per inalazione o vaporizzazione.

Proprietà e benefici dell’olio di cannabis

Proprietà e benefici dell’olio di cannabis

Sono molteplici le proprietà e i benefici che l’olio di cannabis è in grado di apportare all’organismo, questo grazie alle applicazioni non sono gastronomiche e cosmetiche ma anche e soprattutto terapeutiche che contribuiscono a renderlo una sorta di panacea per tutti i mali. Grazie alla massiccia presenza trigliceridi risulta utile per la pelle, poiché svolge un’azione marcatamente nutriente e protettiva oltre che anti-ossidante, rivelandosi un ottimo coadiuvante nella lotta contro l’invecchiamento precoce.

Uno studio del 2014 ha sottolineato come l’applicazione di olio di semi di canapa sia in grado di rinforzare le difese cutanee, proteggendola da eventuali infezioni e rivelandosi pertanto efficace nel trattamento topico di dermatite, eczemi, psoriasi, acne rosacea, questo grazie alla presenza di acidi grassi e altri composti particolarmente preziosi. Lo stesso contenuto di acidi grassi favorisce inoltre le funzioni cerebrali rivelandosi efficace nel preservare proprio il cervello, coadiuvati dall’azione benefica dei polifenoli.

Grazie al profilo nutrizionale dell’olio di semi di canapa particolarmente completo, tale derivato è caldamente suggerito anche per proteggere la salute del cuore: uno studio riportato sulla rivista Nutrition & Metabolism evidenzia infatti come proprio l’olio di cannabis potrebbe apportare un effetto particolarmente positivo circa problematiche quali ipertensione e arteriosclerosi riducendo sensibilmente anche i livelli di colesterolo. Ulteriori ricerche condotte nel 2014 hanno invece dimostrato come l’acido alfa-linoleico, sembrerebbe ridurre il rischio di patologie cardiovascolari.

Studi effettuati nel 2017 hanno altresì avvalorato l’efficacia dell’olio di canapa come antibatterico, il quale avrebbe la capacità di inibire batteri particolarmente resistenti quali lo Staphylococcus Aureus, principale responsabile di infezioni che possono coinvolgere i polmoni, ma anche la pelle e l’apparato cardiovascolare. Importante anche la sua azione mirata contro i dolori mestruali, la PMS o sindrome premestruale e i disturbi legati alla menopausa: oltre l’80% delle donne tende infatti ad essere colpita da dolori fisici e fastidi emotivi dovuti quasi certamente dall’ormone prolattina che ne aumenta la sensibilità. La presenza di acido gamma-linoleico nell’olio di canapa produce prostaglandina E1 in grado di ridurne sensibilmente gli effetti.

Uno studio condotto proprio su donne colpite da sindrome premestruale, ha dimostrato come l'assunzione quotidiana di 1gr di acidi grassi essenziali che includa almeno 210mg di acido gamma-linoleico, contribuisca a ridurre in maniera significativa la sintomatologia.

Analogamente viene ridotta anche la caratteristica irritabilità, ritenzione di liquidi e tensione al seno, tipicamente associata a tale disturbo. Diverse ricerche hanno dimostrato inoltre come l’olio di cannabis sia in grado di regolare gli squilibri ormonali, riducendo tutte le problematiche legate alla menopausa.

L'olio di canapa a spettro completo include tuttavia anche la materia vegetale, la quale comprende ulteriori principi attivi quali THC e CBD. Sebbene tali cannabinoidi siano presenti in modeste quantità, concentrazioni più elevate possono altresì risultare efficaci nel trattamento del dolore cronico oltre che muscolare, articolare e infiammatorio: in molti infatti impiegano proprio la canapa così come l'olio al CBD per trarre sollievo dal dolore in maniera naturale specie se determinato da stati infiammatori come nel caso dell’acne o ancora in presenza di infiammazioni a carico dell’apparato muscolare, evitando in questo modo l’assunzione di antidolorifici da banco.

Controindicazioni dell’olio di cannabis

Circa gli eventuali effetti collaterali dell’olio di cannabis, occorre fare la distinzione tra olio di semi di canapa e olio di hashish o CBD.

L’olio di canapa è di fatto un prodotto adatto a tutti, compresi bambini e anziani: in questo caso non esistono particolari controindicazioni poiché l’eventuale presenza di THC presente nei semi è limitata al punto di doverne ingerire almeno 10 litri prima di percepirne le conseguenze e relative controindicazioni. È tuttavia opportuno tenere presente che, nonostante il tetracannabidiolo risulti pressoché irrilevante, tale fattore non ne esclude la presenza nel sangue, rendendolo pertanto ben visibile qualora vengano effettuate analisi del sangue o delle urine specifiche ed eventuali esami tossicologici o test THC.

Meglio tuttavia evitare di eccedere nelle dosi e utilizzare il prodotto preferibilmente a crudo. Discorso differente invece per quanto concerne l’olio di CBD che, quantomeno durante i primi giorni di utilizzo potrebbe comportare emicranie leggere, dissenteria e vertigini date dal sovradosaggio del principio attivo.

Utilizzi medici dell’olio di cannabis

L’olio di cannabis in particolare se al CBD o comunque derivato dalla materia vegetale propria della canapa, trova ampio utilizzo in ambito medico e terapeutico, questo grazie ai molteplici benefici che proverbialmente è in grado di apportare all’organismo.

Si comporta infatti da potente antinfiammatorio e antidolorifico alleviando il dolore e la rigidità, derivati anche da malattie croniche grazie alla spiccata azione antinfiammatoria e analgesica. Combatte efficacemente stati d’ansia e di stress, oltre che attacchi di panico e disturbo ossessivo compulsivo, rivelandosi un valido aiuto nell’alleviare eventuali dipendenze: sembra infatti che proprio l’impiego di cannabidiolo possa rivelarsi la soluzione ottimale contro sintomatologie dovute all’utilizzo di particolari sostanze quali ansia, disturbi del sonno e dell’umore, alleviando in presenza di sostanze stupefacenti, tutti i sintomi legati all’astinenza. Numerosi studi hanno inoltre riscontrato come l’olio di cannabis assuma un ruolo fondamentale nel trattamento dell’epilessia e dei disturbi neuropsichiatrici, vantando proprietà anti-convulsive e un livello di rischio ridotto legato agli effetti collaterali per le persone che soffrono di attacchi epilettici. Aiuterebbe inoltre a combattere il cancro, poiché tra pe potenzialità del CBD compare anche quella di risultare un ottimo agente antitumorale: a sostenerlo è una ricerca pubblicata sul British Journal of Clinical Pharmacology che ha rilevato come il cannabidiolo risulti in grado di arginare la diffusione di cellule tumorali e provocarne la morte. Notoriamente l’olio di cannabis ha la capacità di rilasciare ormoni rilassanti comportando una progressiva sensazione di benessere a carico della mente, questo poiché proprio i cannabinoidi sono in grado di ridurre gli stati di stress, inducendo calma grazie alla stimolazione di specifici recettori presenti nel sistema nervoso centrale e in quello immunitario. Uno studio condotto nel 2013 presso l’Università di Haifa in Israele ha potuto constatare come un trattamento a base di cannabinoidi somministrato a seguito di un’esperienza traumatica sia in grado di regolare la risposta emotiva prevenendo eventuali disturbi provocati dallo stress. Gli effetti calmanti dell’olio aiutano a migliorare sensibilmente anche la qualità del sonno, alleviando disturbi da ansia e irrequietezza. Una ricerca condotta nel 2015 e pubblicata su The American Journal of Health-System Pharmacy ha riscontrato l’efficacia del trattamento a base di olio di CBD in pazienti veterani militari colpiti da Disturbo da stress post traumatico (PTSD).

Nei pazienti che necessitano di recuperare peso a seguito di patologie o infortuni, l’olio di cannabis è noto come stimolante dell’appetito, inducendo la cosiddetta fame chimica e stimolando il sistema digestivo. Secondo l’International Weekly Journal of Science può pertanto rappresentare un valido aiuto nel trattamento di disturbi alimentari e un’ottima cura palliativa qualora sussista obesità e si riveli necessario controllare rapidamente il peso. Ulteriori studi hanno poi rivelato la capacità del cannabidiolo di curare in maniera naturale la degenerazione maculare nel glaucoma, patologia a carico del nervo ottico che può comportare perdita della visione e cecità: questo avviene poiché l’accumulo di fluido all’interno dell’occhio tende ad incrementare la pressione sul nervo ottico, così come sulla retina e sul cristallino, fattore che può pregiudicare inevitabilmente l’integrità dell’apparato visivo. Secondo la American Glaucoma Society, l’olio al CBD, sebbene disponga di effetti temporanei, aiuterebbe a ridurre sensibilmente la pressione in presenza di glaucoma, purché venga somministrato al paziente ogni 3 ore circa. Azione importante anche nella riduzione del dolore cronico, poiché proprio la cannabis da millenni viene impiegata come efficace antidolorifico e analgesico. Numerose ricerche suggeriscono che proprio i cannabinoidi possano risultare utili nella sostanziale riduzione del dolore, inibendone la trasmissione neuronale. L’olio di cannabis in particolare disporrebbe della capacità di attenuare il dolore cronico così come le infiammazioni nei pazienti oncologici sottoposti a chemio e radioterapia, spesso impiegato inoltre come trattamento della fibromialgia. Le sue note proprietà antiossidanti sono inoltre benefiche per il cuore e in grado di prevenire patologie cardiovascolari prevenendo molteplici disturbi quali ipertensione, malattia cardiaca coronarica, ictus, aterosclerosi e infarti. Nel 2014 la Scuola di Medicina dell’Università di Nottingham nel Regno Unito ha condotto per la prima volta uno studio volto ad avvalorare la tesi legata al cannabidiolo e relativa interazione con i vasi sanguigni, constatandone il palese effetto rilassante e dilatatorio: questo consente di ridurre la pressione sanguigna prevenendo patologie gravi a carico del cuore. Secondo quanto attestato dalla comunità scientifica rappresenterebbe altresì un ottimo coadiuvante nel trattamento di patologie neurodegenerative quali l’Alzheimer e di malattie autoimmuni quali la sclerosi multipla ove il cannabidiolo permette di ridurre il dolore e di migliorare la mobilità corporea riducendo eventuali spasmi muscolari.

Non da ultimo l’impiego dell’olio di cannabis in ambito cosmetico dove le spiccate proprietà curative del principio attivo, rappresentano un valido aiuto nel preservare la pelle da eccessiva secchezza e invecchiamento precoce ma anche i capelli e il cuoio capelluto. Migliorando infatti la microcircolazione attraverso la stimolazione della cute per mezzo di un micromassaggio permette di favorire la corretta ossigenazione, rendendo così la chioma più sana e lucente.

Come viene estratto l’olio di cannabis

In linea generale l’olio di cannabis ottenuto dai semi di canapa viene prodotto mediante un semplice processo di spremitura o pressatura degli stessi a freddo, in modo tale da non pregiudicarne le proprietà organolettiche trattandosi di un prodotto prevalentemente destinato ad uso alimentare. Discorso differente se si parla di olio al CBD che necessita di processi estrattivi notevolmente più complessi e articolati che possono prevedere l’utilizzo di alcool o di anidride carbonica supercritica. L’estrazione mediante l’utilizzo di alcool quali l’etanolo e l’isopropanolo, si rivela efficace in virtù della notevole solubilità dei cannabinoidi entro tali elementi a condizione che il contenuto di acqua nell’alcol sia ridotto. Utilizzare l’etanolo per estrarre i principi attivi della pianta di marijuana è una metodologia relativamente semplice e considerata tra le più sicure, poiché la materia vegetale viene messa semplicemente a macerare per circa 3 minuti nel solvente scelto per poi essere filtrata e miscelata ad oli vettori quali quello d’oliva, di cocco o di canapa. L’estrazione dei cannabinoidi mediante l’impiego di anidride carbonica supercritica rappresenta invece un processo complesso che richiede attrezzature specifiche e notevoli competenze: essa permette di estrarre i componenti benefici senza avvalersi di solventi chimici, mediante l’uso di un recipiente a pressione entro il quale viene inserita la materia vegetale. In esso viene poi veicolata l’anidride carbonica supercritica pompata attraverso un filtro nel quale, ridotta la pressione, viene separata dal materiale vegetale. Una volta dissolta lascia dunque spazio ai cannabinoidi puri, pronti ad essere introdotti all’interno di un olio vettore.

Differenze tra olio di cannabis e olio di CBD

Il CBD è il cannabinoide che da sempre si è rivelato sorprendentemente utile nel trattamento di patologie mediche di lieve e notevole entità: tuttavia è importante, specie per chi necessita di trattamenti terapeutici alla cannabis conoscere la sostanziale differenza che intercorre tra l'olio di CBD e relativi effetti e l'olio di canapa.

Sebbene entrambi preparati derivino tecnicamente dalla medesima pianta, la cannabis sativa, i principi attivi presenti sono diametralmente questo in virtù sia della varietà di piante da cui possono essere estratti che dalle parti della pianta stessa utilizzate durante il processo produttivo. L'olio di canapa o hemp seed oil, indicato anche come olio di semi di canapa, si ricava mediante processo di spremitura a freddo a carico dei semi di cannabis, che consente l’estrazione diretta della componente grassa presente all’interno. Esso pur avendo proprietà organolettiche degne di nota, è destinato prevalentemente ad uso alimentare e non presenta alcuna valenza medica. L’olio di CBD al contrario deriva dalle infiorescenze di cannabis femminili e prodotto miscelando a un olio vettore di cocco, di canapa o extra vergine d’oliva, l’estratto di cannabinoidi puro ottenuto mediante infusione in alcool o estrazione mediante impiego di anidride carbonica supercritica. Al contrario dell’olio di semi di canapa, presenta tutte le proprietà necessarie a renderlo a tutti gli effetti un preparato terapeutico e trattante.

L’olio di cannabis è legale in Italia?

In linea generale l’impiego di olio di cannabis in Italia è del tutto legale, questo poiché tale derivato della canapa sativa non dispone della presenza di THC o tetracannabidiolo, cannabinoide particolarmente controverso e discusso anche nella Sentenza della Corte di Cassazione del 30 maggio 2019 che ne ha messo in discussione l’efficacia drogante imponendo il limite di una concentrazione massima pari allo 0,02% con margine di tolleranza massimo allo 0,06%. Proprio il THC è infatti il diretto responsabile dell’effetto euforizzante della cannabis noto per la marcata azione psicotropa variabile in funzione del ceppo di provenienza. Nulla da eccepire invece sul cannabidiolo, venduto legalmente anche attraverso la canonica marijuana light e ampiamente utilizzato in ambito terapeutico complici i noti effetti benefici a carico dell’organismo e la mancata presenza di effetti collaterali di significativa entità.

Come fumare l’olio di cannabis

Sono molteplici le metodologie con cui l’olio di cannabis può essere assunto mediante inalazione. Per fumare olio di CBD in maniera soddisfacente godendone appieno dei benefici è possibile integrarlo all’erba per poi rollare una canna come sono soliti fare gli assuntori abituali, o inalarlo mediante l’utilizzo di un apposito vaporizzatore che consente di valorizzarne le proprietà, gustando in purezza tutti i caratteristici sentori dati dalla presenza di eventuali terpeni. Di contro non è adatto ad essere inserito in una semplice sigaretta elettronica, questo poiché le resistenze che compongono il dispositivo, tendono a raggiungere temperature eccessivamente elevate che ne pregiudicherebbero l’integrità. Meglio dunque in questo caso optare piuttosto per specifici e-liquid al CBD che permettono di apprezzare tutte le caratteristiche del principio attivo senza comprometterne gusto ed efficacia terapeutica.

Altri modi per assumere l’olio di cannabis

Al di là dell’inalazione tradizionale per mezzo di spinelli, integrato cioè nella materia vegetale in modeste quantità, l’olio di cannabis può essere assunto per via sublinguale, ponendone cioè poche gocce al di sotto della lingua in modo da favorire la penetrazione dei principi attivi nell’organismo in maniera estremamente rapida e reattiva. In alternativa può essere vaporizzato, avvalendosi di specifici dispositivi volti a produrre un vapore sufficiente a consentire l’inalazione dei principi attivi senza pregiudicarne l’efficacia e la qualità. Trova ampio riscontro anche l’assunzione di olio per mezzo di edibles, integrandolo cioè tra gli ingredienti utili a preparare gustose ricette a base di cannabis sia dolci che salate e ancora in ultimo mediante l’utilizzo di cosmetici o preparati galenici da applicare per via topica, utili a trattare problematiche che generalmente tendono a colpire la pelle o l’apparato muscolare.