CBD e THC compaiono tra i principi attivi principali che contraddistinguono la cannabis o canapa sativa: i cannabinoidi. Il THC o tetracannabidiolo rappresenta la componente psicotropa e psicoattiva, ovvero l’elemento chimico responsabile dell’effetto euforizzante tipicamente dato dall’assunzione di marijuana mentre il CBD o cannabidiolo, un metabolita della cannabis sativa tutt’ora oggetto di studi e ricerche scientifiche, risulta già ampiamente utilizzato in ambito medico/terapeutico, in virtù delle molteplici proprietà che contribuiscono a renderlo una vera e propria” medicina alternativa naturale”. Proposto prevalentemente sotto forma di cristalli o olio al CBD, in cannabidiolo è ancora tuttavia protagonista delle più svariate controversie, complice la Sentenza emessa dalla Corte di Cassazione il 30 Maggio 2019 che vieterebbe l’utilizzo così come la commercializzazione di prodotti e derivati della cannabis qualora dispongano di efficacia drogante. Una situazione piuttosto nebulosa, quantomeno in Italia, che ha determinato non poco scompiglio e confusione, specie per quanto riguarda il CBD, sul quale non è stato posto alcun limite sebbene non ne sia stata comunque dichiarata apertamente la legalità.

Uno scenario che non ha tuttavia influito sul comportamento dei consumatori abituali di cannabis che proprio nell’olio al CBD hanno trovato una valida alternativa al fumo, in grado di conferire all’organismo, tutti i benefici terapeutici e medicali propri del cannabidiolo. Si tratta dunque di una sostanza oleosa liposolubile, ricavata dalle infiorescenze di cannabis mediante particolari processi di estrazione volti a conservarne la caratteristica purezza. Tale essenza viene poi successivamente diluita in olio generalmente di canapa, in modo tale da accentuare e promuovere quelli che ne sono i caratteristici effetti. Disponibile in differenti concentrazioni e per molteplici applicazioni, in questa guida vedremo illustrate tutte le peculiarità dell’olio al CBD, gli ambiti di applicazione e le principali modalità di assunzione ed effetti a carico dell’organismo.

Cos’è l’olio al CBD e come si ottiene

L’olio al CBD è da considerarsi a tutti gli effetti un derivato della cannabis sativa, ottenuto secondo metodologie di estrazione differenti applicate alle infiorescenze femminili, dove la concentrazione di CBD è più elevata, ma sovente anche ai semi e ai rami che costituiscono la pianta. Altamente concentrato e particolarmente efficace in ambito medico e terapeutico, l’olio al CBD prevede precisi processi di lavorazione che implicano innanzitutto l’estrazione del cannabidiolo, successivamente integrato ad un cosiddetto olio vettore.

Il CBD viene pertanto estratto sia mediante tecniche che prevedono l’utilizzo di solventi alcoolici di grado alimentare, in grado di ricavare cristalli di CBD di elevata purezza e totalmente decarbossilati, che attraverso l’impiego di anidride carbonica, il quale non implica l’utilizzo di solventi chimici o di sintesi che inevitabilmente pregiudicherebbero l’integrità e la purezza del prodotto ottenuto. In entrambi i casi, l’essenza ottenuta, opportunamente filtrata viene poi integrata a un cosiddetto olio vettore: questo poiché l’estratto di CBD puro non presenta di per sé un sapore gradevole e non risulta completamente biodisponibile per l’organismo. L’olio vettore, generalmente di oliva o di semi di canapa consente pertanto non solo di rendere totalmente biodisponibile il CDB, facilitandone la metabolizzazione a carico del fegato, ma di promuovere quelli che sono gli effetti più comuni dati dall’assunzione di cannabidiolo.

Dove comprare l’olio al CBD

Reperire l’olio al CBD di elevata qualità non è sempre facile: si tratta infatti di un derivato della cannabis considerato “di nicchia”, e di conseguenza particolarmente costoso. Sovente i punti vendita fisici non ne dispongono, proprio in virtù del prezzo elevato che ne rende difficile la vendita, fatta eccezione per i “cultori della purezza” che di norma preferiscono investire qualche euro in più, consapevoli di acquistare un prodotto d’eccellenza dagli elevati standard qualitativi. A questo va ad aggiungersi il fattore discrezione: acquistando in un punto vendita fisico il consumatore deve necessariamente metterci la faccia, fattore che può generare imbarazzo o semplicemente il timore di essere etichettato come “assuntore di cannabis”, cosa che per privacy in molti preferiscono ovviamente celare.

Per acquistare olio al CBD è sicuramente preferibile orientarsi verso uno shop online, dove l’ampia scelta di concentrazioni di cannabidiolo conferisce una maggiore versatilità d’uso al derivato, col vantaggio di poter disporre di prodotti di elevatissima qualità a prezzi notevolmente ridotti rispetto agli standard tipici della vendita offline che contempla inevitabilmente spese di gestione ed eventuali ricarichi, il tutto nel totale rispetto della propria privacy.

Modalità di utilizzo e principali effetti dell’olio al CBD

L’olio al CBD può essere assunto principalmente mediante applicazione sublinguale o in alternativa vaporizzato sfruttando un apposito dispositivo elettronico, il vaporizzatore appunto. Sebbene la vaporizzazione permetta di godere delle benefiche proprietà del cannabidiolo, l’assunzione sublinguale risulta senza dubbio la più efficace: applicare poche gocce di olio al CBD sotto la lingua permette di attivare con maggiore rapidità i recettori cannabinoidi attraverso le membrane delle mucose orali, le quali risultano più recettive al principio attivo rispetto a qualsiasi altra zona corporea. In questo modo gli effetti tipici del CBD risultano quasi istantanei permettendo di goderne appieno dei benefici.

Proprio sul CBD negli ultimi anni si è focalizzata l’attenzione da parte della comunità scientifica che, per mezzo di studi e ricerche ha avvalorato e confermato quelli che sono i relativi benefici a carico dell’organismo, primi tra tutti gli effetti analgesici, antidolorifici e antinfiammatori. L’olio al CBD ha rivelato pertanto la sua efficacia nel trattamento di molteplici disturbi, dalla cefalea ai disturbi legati ad ansia e depressione, dall’insonnia ai dolori legati all’apparato muscolare, e sono solo alcuni banali esempi.

Olio al CBD come integratore alimentare

Assumere con regolarità olio al CBD permette di assolvere la funzione tipica di un integratore alimentare naturale, questo complice l’alto contenuto di acidi grassi essenziali quali omega 3 e omega 6 e di vitamina E, di cui la dieta mediterranea risulta spesso carente. Nonostante il CBD sia proverbialmente conosciuto per la sua azione spiccatamente rilassante, presenta anche un effetto energizzante a carico dell’organismo, dovuto alla capacità favorire la rigenerazione cellulare, incrementando le difese immunitarie. Questo avviene poiché il cannabidiolo è in grado di interagire con il sistema endocannabinoide, in particolare con i recettori CB1, che regolano la percezione del dolore della memoria, dell’appetito e dell’umore, così come con i recettori CB2, responsabili nella condotta del sistema immunitario.

Olio al CBD contro dolori e infiammazioni

Sono molte le ricerche e gli studi scientifici che hanno evidenziato le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche tipiche del CBD: esso risulta pertanto particolarmente indicato nel trattamento del dolore cronico, lo stesso che tende a riproporsi ciclicamente e in modo più o meno frequente. Interagendo con i recettori endocannabinoidi che regolano la percezione del dolore, l’olio al CBD svolge un’importante azione rilassante a carico dell’apparato muscolare, conferendo sollievo e benessere. Risulta pertanto efficace nel lenire ogni genere di dolore muscolare, infiammazioni articolari, emicranie e dolori mestruali.

Olio al CBD ad azione antiossidante

Il CBD detiene molteplici proprietà antiossidanti: il cannabidiolo inibisce infatti i processi ossidativi, reazioni chimiche responsabili della formazione dei radicali liberi che danneggiano le cellule provocandone un invecchiamento precoce. Utilizzare qualche goccia di olio al CBD posta sotto la lingua e con frequenza quotidiana permette di beneficiare delle proprietà antiossidanti del cannabidiolo agendo a livello sistemico.

Olio al CBD contro ansia, depressione e insonnia

Assumere olio di CBD, oltre a rinvigorire l’organismo permette di migliorare anche l’umore: questo poiché promuovendo la qualità del sonno e del riposo, agisce in modo particolarmente efficace anche su manifestazioni legate all’ansia e alla depressione, riducendo eventuali attacchi di panico. I disturbi legati al sonno possono notevoli disagi che spaziano dal senso di spossatezza, alla difficoltà di concentrazione unita a un nervosismo costante. Tale derivato della cannabis consente pertanto di alleviare tali problematiche, migliorando notevolmente la qualità della vita.

Come trovare il giusto dosaggio di olio al CBD

Il sistema cannabinoide è variabile da soggetto a soggetto: viene da sé che allo stesso modo può variare il dosaggio dell’olio di CBD necessario ad alleviare determinate problematiche. La soluzione più indicata per determinare il dosaggio di olio al CBD più adatto alle personali esigenze, prevede di iniziare il trattamento con una dose a concentrazione inferiore, per poi aumentare progressivamente fino ad ottenere quelli che sono gli effetti desiderati.

È pertanto preferibile che chi non ha mai assunto cannabis inizi il trattamento con un dosaggio di CBD pari a 5mg più volte al giorno, in modo da comprendere la risposta da parte dell’organismo. Qualora gli effetti non risultassero quelli sperati, sarà possibile incrementare la dose a 10mg, aumentando progressivamente fino a trovare sollievo e benessere. Chi invece risulta assuntore abituale può procedere con un dosaggio elevato pari a circa 25mg, regolando successivamente le quantità.

L’organismo tende a rispondere in maniera differente a tale stimolo, per questo è importante essere consapevoli che a giocare un ruolo fondamentale in questa tipologia di terapia, è proprio la pazienza: testare dosaggi e annotare gli effetti per un periodo di tempo relativamente prolungato permette di trovare facilmente la soluzione più adeguata al proprio corpo, beneficiando in questo modo di tutti i vantaggi dati dalla terapia.

A seconda della problematica da trattare, il dosaggio dell’olio al CBD può variare sensibilmente: tuttavia vi sono concentrazioni di CBD che sebbene orientative possono alleviare molteplici disturbi:

· Dolore cronico:può essere trattato con un dosaggio da 2,5 a 20mg per una durata di circa 25 giorni

· Epilessia:richiede dai 200 ai 300mg assunti per almeno 4 mesi e mezzo

· Problemi motori correlati alla malattia di Huntington: in questo caso il dosaggio consigliato risulta pari a 10mg/kg per 6 settimane

· Disturbi del sonno:richiedono da 40 a 160mg a seconda dell’entità della problematica

· Sintomi della sclerosi multipla:da 2,5 a 120mg per periodi di tempo che possono variare dalle 2 alle 15 settimane, in combinazione con il THC

· Glaucoma:dai 20 ai 40mg al massimo, questo poiché un dosaggio eccessivo potrebbe influire negativamente sulla pressione oculare, aggravando la problematica.

Come vaporizzare l’olio al CBD

Tra i metodi maggiormente impiegati circa l’assunzione di olio al CBD, risulta particolarmente apprezzata la vaporizzazione: utilizzando un vaporizzatore, il cannabidiolo raggiunge i polmoni in maniera diretta, diffondendosi nel sangue senza dover passare dal fegato o dall’intestino, raggiungendo in questo caso una biodisponibilità che si attesta intorno al 50/60%. Questo significa che per mezzo della vaporizzazione è possibile ottenere i medesimi effetti riscontrati mediante l’assunzione per via orale, ma con una concentrazione di CBD notevolmente inferiore. Ulteriore vantaggio dato dalla vaporizzazione è definito dal cosiddetto “tempo di azione”, ridotto rispetto all’assunzione che prevede un qualsivoglia processo digestivo: se vaporizzato l’olio al CBD inizia ad agire secondo un arco temporale che può variare dai 30 ai 60 minuti prima rispetto all’assunzione per via orale: un fattore da non sottovalutare che rende tale metodologia particolarmente apprezzata, sovente in misura maggiore rispetto all’applicazione sublinguale di olio.

L’utilizzo del vaporizzatore è relativamente semplice: l’olio viene introdotto in un piccolo serbatoio per mezzo di cotone e scaldato a basse temperature perfettamente regolabili, in modo da conservarne integre le caratteristiche e proprietà. Viene pertanto generato un vapore leggero pronto per essere inalato, dalla consistenza leggera e dal sapore caratteristico, peculiarità che rendono ancora più piacevole la “fumata”.

Si tratta pertanto di un dispositivo versatile, discreto, che può essere utilizzato dovunque e con la massima discrezione perché l’erogazione non determina alcun tipo di odore, permettendo di beneficiare in tranquillità dei vantaggi della marijuana, amplificandone sensibilmente gli effetti.

Ad oggi sono proprio i vaporizzatori ad aver rivoluzionato le metodologie di interazione con la cannabis: dispositivi semplici da usare, rapidi, economici e alla portata di tutti che consentono di sopperire agli svantaggi tipici dati dal fumo convenzionale.

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