Esiste una differenza tra cannabis indica e sativa, e si tratta di una differenza che coinvolge diversi aspetti della pianta, aspetti inerenti all’origine geografica, al periodo di fioritura, e agli effetti positivi che queste differenti varietà di cannabis donano ai loro consumatori.

La storia della cannabis è piuttosto complessa: alcuni scienziati hanno constatato la presenza di tracce di cannabis nelle mummie ritrovate in Perù nel 1500 d.c., mentre in America la pianta è arrivata dopo Colombo, e in Europa, sempre verso il 1500 fu introdotta da alcune tribù nomadi originarie dell’Asia centrale, fino ad arrivare in Africa nel 1700 d.c. tramite alcuni commercianti arabi.

Quando la cannabis venne identificata nel 1750 da Carlo Linneo, un botanico svedese, questo credeva che in natura esistesse un solo genere monotipico, e lo chiamò Cannabis sativa L., ma nel 1785 arrivò la scoperta di un’altra variante di cannabis, ovvero la cannabis indica, identificata e così chiamata dal botanico francese Jean-Baptiste Lamarck.

Le Origini di Indica e Sativa

Le origini di indica e sativa sono differenti, poiché le due varianti di cannabis, sono nate in regioni tropicali diverse.

La cannabis sativa è nata nelle foreste pluviali di zone molto calde ed umide, come Thailandia, Cambogia, America Centrale, Colombia, Messico e Brasile; poi tra gli anni ’60 e ’70 si narra (senza alcuna certezza) che alcune varietà autoctone di cannabis sativa delle Hawaii, furono lavorate in California, da parte dei cosiddetti Haze Brothers e dei The Skunkman, questi ultimi la portarono poi in Europa, dopo aver sperimentato alcuni incroci da cui nacque la genetica Haze.

Le origini della cannabis indica sono invece localizzate Afghanistan, in Pakistan, in India e in altre zone mediorientali molto calde ed umide; il nome indica deriva dal nome India: è stato qui che furono trovate le prime varietà indica da parte degli occidentali.

Come detto sopra, le differenze tra le due piante di cannabis, sativa e indica riguardano non solo le loro origini, ma anche le caratteristiche di crescita e gli effetti che le piante innescano nel consumatore.

E’ comunque risaputo che sia indica che sativa hanno proprietà benefiche sia dal punto di vista fisico che psicologico, a tal punto che in passato, nelle zone tropicali dove la cannabis è nata ed è stata scoperta, veniva considerata come una valida fonte di ispirazione per la propria spiritualità.

Le Differenze tra indica e sativa

Le differenze tra indica e sativa sono molteplici e riguardano fattori climatici e condizioni ambientali, fattori morfologici e di fioritura, e fattori conseguenziali che provocano nei consumatori a livello psicofisico.

Le piante di cannabis sativa sono le varietà di cannabis morfologicamente più grandi, con foglie strette e lunghe, nascono nei luoghi che si trovano 30 gradi a nord e 30 gradi a sud dell’equatore e hanno tempi di fioritura maggiormente lunghi rispetto alle varietà indica.

La struttura di una sativa è simile a quella di piccoli alberi che crescono in verticale con forme più slanciate rispetto alla cannabis indica; inoltre una sativa presenta spazi internodali molto ampi e foglie che hanno dita sottili ed allungate.

Il periodo di fioritura di una sativa può durare fino a 10 settimane, questa varietà di cannabis richiede molta luce e temperature calde, nonché molto spazio; inoltre le foglie sottili della sativa, sono causa della fragilità della pianta stessa poiché presentano meno clorofilla rispetto a quelle della cannabis indica.

Le varietà indica nascono in paesi subtropicali e crescono a temperature tra i 30 e i 50 gradi a nord e a sud dell’equatore, hanno una struttura corta e robusta, le foglie sono molto larghe e le loro dita crescono in modo piuttosto ampio, catturando così molta luce solare.

Le piante di cannabis indica hanno un periodo di fioritura molto più veloce di quello della sativa, per questo motivo si attesta come una pianta ideale per i coltivatori che hanno poco tempo e spazio per la coltivazione; il periodo di fioritura della indica è di circa 7-10 settimane.

Gli effetti di indica e sativa

Gli effetti di indica e sativa sono differenti, ma nonostante la canapa light sia di varietà indica che di varietà sativa, presenti meno percentuale di THC e CBD, queste piante garantiscono nel consumatore degli effetti benefici livello psicofisico.

Vediamo quali sono gli effetti della cannabis sativa:

  • Aumento dell’energia psicofisica
  • Contrasto alla depressione
  • Maggiore creatività
  • Riduzione della nausea e stimolo dell’appetito
  • Senso di benessere generale

Tra gli effetti della cannabis indica vi sono invece:

  • Rilassamento dei muscoli e del corpo
  • Aiuto per il sonno
  • Riduzione di stress e ansia
  • Aumento della produzione di dopamina
  • Aumento dell’appetito
  • Riduzione del dolore e di infiammazioni

Gli effetti di indica e sativa sono molto apprezzati per i loro risvolti positivi sull’uomo: l’effetto delle indica è definito “stone” perché riguarda soprattutto il corpo, dal momento che accentua il gusto, il tatto e l’udito; mentre le sativa sono conosciute per un effetto denominato “high” perché agisce in particolare sul cervello, accentuando energia, creatività, ed euforia, ma a livello psicofisico, si può affermare che le sative sono meno influenti rispetto alle indica e inoltre esse incentivano di meno la sonnolenza.

Marijuana Indica o Sativa, che tipo sei?

Decidere di consumare marijuana indica o sativa dipende molto dalle proprie esigenze personali: il nostro shop è ricco di varietà di canapa Sativa L, l'unica che è possibile coltivare legalmente in Europa ed e disponibile in pochissimi giorni; se si ha bisogno di rilassarsi è consigliabile fare uso di cannabis indica perché è molto più potente a livello fisico, mentre se si ha bisogno di una forte energia per stimolare l’attivismo e la creatività, la cannabis sativa è senza dubbio la pianta che può aiutare ad affrontare meglio situazioni complesse o adrenaliniche e in cui è necessario uno spirito di intraprendenza.

La cannabis Ruderalis

La cannabis Ruderalis è una linea relativamente nuova di cannabis nella scena della coltivazione della cannabis. Cresce nelle terre selvagge delle regioni più fredde del mondo, generalmente sopra i 50 gradi a nord dell'equatore (in luoghi come la Russia e la Cina).

La caratteristica principale della famiglia Ruderalis è che è autofiorente , cioè il coltivatore non deve essere coinvolto e può lasciare che la sua piantagione di marijuana cresca da sola. Le varietà Ruderalis sono anche molto piccole e di rapida crescita. Producono foglie molto piccole e solo pochi rami laterali.

Gli effetti della Ruderalis

La Ruderalis ha livelli molto bassi di THC e CBD, quindi inutilizzabile sia per uso terapeutico, sia per uso ricreativo. Per questo motivo i semi non sono stati utilizzati sul mercato fino a poco tempo fa. Tuttavia, se viene incrociato con una varietà Sativa o Indica, è possibile produrre una pianta prevalentemente Sativa o Indica che conserva le caratteristiche autofiorenti della Ruderalis

Questo è un enorme vantaggio per molti coltivatori, specialmente per coloro che vivono in zone più fredde. Ciò significa che un raccolto può essere piantato e raccolto con pochissimo sforzo e in poco tempo (2/3 mesi), poiché la fioritura sarà influenzata dal tempo e non dai cambiamenti stagionali.

Ciò significa che la cannabis Ruderalis non ha alcun effetto da sola e dipende dai geni Sativa o Indica con cui è stata incrociata.