Quali sono le parti della pianta di cannabis? Te lo riveliamo in questo articolo, un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’anatomia di una tra le più affascinanti piante dell’intero universo vegetale!

La pianta di cannabis è affascinante sotto moltissimi punti di vista, non da ultimo quello della sua particolare anatomia, non univoca, ma estremamente diversificata anche solo a seconda del sesso della pianta stessa, nonché delle specie.

In questo articolo, faremo un excursus breve ma completo, alla scoperta delle caratteristiche più salienti dell’anatomia di una delle piante più amate di tutti i tempi, non solo per le sue numerose qualità, ma anche per la sua indubbia bellezza esteriore.

Conoscere più approfonditamente le parti di questa pianta tanto preziosa ti aiuterà non soltanto a meglio coltivarla, se hai deciso di lanciarti in questa avventura, ma anche a capire meglio cosa le dona le caratteristiche uniche che fanno sì che sia tanto apprezzata.

Partiamo dalle differenze tra Maschio e femmina

L’anatomia della cannabis è diversa, innanzitutto, a seconda del sesso della pianta stessa: esistono piante femminili, piante maschili e piante ermafrodite.

Le piante femminili sono caratterizzate dal fatto che producono grandi fiori che assumono la forma di boccioli rotondi o appuntiti e che sono colmi di resina, che essi secernono.

Le piante maschili, invece, sono caratterizzate da piccole sacche di polline situate vicino alla base delle foglie.

Le piante maschio impollinano le piante femminili.

Le piante ermafrodite, invece, dal canto loro, sono piuttosto rare e possiedono sia caratteristiche maschili che femminili; ciò vuol dire che esse sono in grado di autoimpollinarsi. Per quanto questo fenomeno sia affascinante, ciò costituisce una discreta seccatura per i coltivatori, che hanno bisogno di piante femminili per assicurarsi un buon raccolto. Non va inoltre dimenticato che esse sono in genere il frutto di uno stress ambientale o di una genetica poco stabile.

Le piante femminili sono quelle che interessano i coltivatori di marijuana per uso personale, perché sono i loro fiori che vengono consumati dagli estimatori della cannabis. In particolare, i fiori femminili in questione, provengono in genere da piante femminili senza semi, dette sinsemilla, molto più pratiche e capaci di assicurare abbondanti raccolti, rispetto alle piante femminili con semi.

Parti della pianta

La pianta di marijuana possiede diverse strutture, molte delle quali comuni ad un enorme numero di piante. Indubbiamente, però, essa è riconoscibile rispetto ad altre specie vegetali soprattutto grazie alle sue grandi foglie di marijuana a ventaglio, note a tutti e ormai divenute iconiche. La pianta di cannabis, inoltre, si caratterizza per il fatto che è dotata di lunghi steli magri e per i suoi fiori scenografici, che si sviluppano in maniera intricata su tutto il corpo della pianta.

Cola

Con il termine cola si definiscono le aree in cui crescono le gemme. Queste aree sono note anche con il nome di gemme o cime secondarie. Un gruppo di gemme che crescono insieme corrisponde ad una cola. La cola principale, o germoglio apicale, si forma nella parte superiore della pianta e corrisponde in genere alla cima più grande.

Con il termine cola si definiscono le aree in cui crescono le gemme. Queste aree sono note anche con il nome di gemme o cime secondarie. Un gruppo di gemme che crescono insieme corrisponde ad una cola. La cola principale, o germoglio apicale, si forma nella parte superiore della pianta e corrisponde in genere alla cima più grande.

Altre cime secondarie, ovvero delle cole più piccole, si formano nelle parti più basse della pianta, quelle in erba, e dai nodi, tra le foglie della chioma. Di solito, la cima principale, detta anche cima apicale, matura prima delle cime più piccole, dal momento che la sua esposizione al sole, o comunque alla luce, è diversa.

Radici

L’apparato radicale, nelle piante, svolge una importante doppia funzione: di ancoraggio e di assorbimento delle sostanze nutritive. L’apparato radicale della pianta di cannabis è composto da una sola radice a fittone che sviluppa molte radici secondarie fino a formare una consistente massa fibrosa.

Fusto primario e diramazioni

Il fusto è, nelle piante, il canale vascolare primario ed ha la funzione di portare acqua e minerali dalle radici al resto della pianta. Da esso, più in particolare da punti chiamati nodi, nascono le diramazioni secondarie. La diramazione, nella pianta di cannabis, avviene a coppie: da ogni nodo nascono due rami, su entrambi i lati del fusto. La distanza tra i rami viene chiamata spazio internodale. Nella cannabis, le piante della specie sativa hanno uno spazio internodale più ampio rispetto a quelle della varietà indica.

Brattea e calice

I fiori delle piante femmina di cannabis vengono definiti calici e hanno la forma di noduli a goccia. Nelle piante di sesso femminile, i calici sono una sorta di sacchetti che contengono i pistilli, dai quali emergono due stigmi che sono collegati con gli ovari del fiore stesso. La loro forma può variare leggermente, a seconda della genetica di appartenenza.

Nelle piante di sesso maschile, invece, il sacchetto o calice è costituito da cinque sepali che reggono i petali, non contiene stigmi, ma polline. Anche i fiori maschili si raccolgono in grappoli, ma solo i grappoli di fiori femminili vengono chiamati cole.

Pistilli

I pistilli contengono le parti riproduttive del fiore e comprendono piccoli filamenti, simili a capelli, chiamati stigmi.

I pistilli contengono le parti riproduttive del fiore e comprendono piccoli filamenti, simili a capelli, chiamati stigmi. Gli stigmi, che hanno un colore che varia dal colore bianco della base al giallo delle estremità, servono a raccogliere il polline dai maschi e svolgono un ruolo importantissimo per la riproduzione. L’osservazione dei pistilli è molto utile per capire lo stadio di maturazione delle infiorescenze e se è arrivato il momento del raccolto: quando il colore dei pistilli vira sull’arancione o sul marrone intenso, o ancora sul rosso, il momento della raccolta è arrivato!

Per poter effettuare l’ispezione, è sufficiente rimuovere con delicatezza la brattea, magari utilizzando una pinzetta, e avere così modo di osservare i pistilli senza fare danni. se maturano troppo e il loro colore diventa marrone scuro, l’erba che se ne ricaverà avrà perso parte del suo sapore e della sua potenza.

Tricomi

I tricomi hanno l’aspetto di peli cristallini e sono ricchi di terpeni e principi attivi, quali il THC e gli altri cannabinoidi. La resina che secernono serve a proteggere la pianta da parassiti e predatori. All’inizio della loro fase di sviluppo sono piccoli e chiari, poi crescono in lunghezza, diventando prima nebulosi e poi ambrati. Sono proprio loro i principali responsabili della fama della cannabis: sono proprio queste minuscole ghiandole, infatti, quelle che producono tutti i preziosi e caratteristici fitochimici della cannabis, e quindi i suoi effetti e le sue caratteristiche organolettiche.

Il loro grado di maturazione è estremamente importante nel determinare gli effetti stessa della cannabis. I tricomi sono diffusi su tutta la pianta di cannabis, ma la loro concentrazione è particolarmente elevata sulle cime, che, per questa ragione, appunto, sono la parte più preziosa della pianta di cannabis. Il livello dei tricomi può essere stimolato con diverse tecniche: attraverso la selezione genetica, curando la qualità del suolo, evitando ogni tipo di stress alle piante e regolando l’illuminazione. In questo modo, si può ottenere una marijuana particolarmente ricca di tricomi, ovvero di elevata qualità e molto potente, sia dal punto di vista organolettico che degli effetti.

Foglie resinose

In prossimità delle grandi foglie a ventaglio, attorno alle infiorescenze, sono presenti anche piccole foglie resinose dalla forma appuntita. Queste foglioline hanno diverse funzioni: effettuano la fotosintesi come le loro sorelle maggiori e, crescendo accanto alle infiorescenze mature, svolgono la funzione di sito per la produzione della resina localizzato.

Le foglie resinose sono note anche con il nome di sugar leaves e possono essere fumate, anche se hanno meno sapore e meno potenza rispetto ai fiori. Con esse è inoltre possibile produrre hashish e diverse preparazioni gastronomiche, o, come si dice in gergo, edibles.

Foglie a ventaglio

Come abbiamo già detto, le foglie a ventaglio sono la caratteristica iconica per eccellenza della pianta di cannabis. Esse permettono alla pianta di assorbire tutta la luce disponibile. Al loro interno, il fleoma o tessuto cribroso, trasporta l’energia in tutta la pianta. Tuttavia, le foglie non sono identiche in tutte le varietà di marijuana: nella specie indica, esse sono in genere scure ed ampie, mentre, nella varietà sativa, le foglie sono di un bel verde chiaro e con le dita affusolate e sottili. Le varietà ibride presentano foglie con caratteristiche che sono una via di mezzo tra i due tipi di foglie che abbiamo appena descritto. Le foglie di marijuana possono essere utilizzate dopo il raccolto per preparare insalate e tisane, esse vengono inoltre utilizzate per la preparazione dell’hashish, naturalmente, insieme alla resina di cannabis!

Stelo e nodi

Lo stelo principale della pianta di cannabis nasce dalle radici, conferisce verticalità alla pianta e costituisce la principale via vascolare per il trasporto di acqua e nutrienti dalle radici ad ogni altra parte della pianta. Dallo stelo nasce uno sviluppo secondario che prende il nome di nodi. I nodi sono le intersezioni tra lo stelo principale e i rami o tra i rami e i germogli secondari. La varietà di cannabis sativa ha in genere meno nodi della varietà indica; per questa ragione le piante appartenenti alla varietà sativa crescono molto in altezza e sono poco folte; la cannabis indica, al contrario, presenta in genere una maggiore quantità di nodi e ciò determina una crescita meno importante in altezza ma più densa.