Secondo principio attivo più abbondante presente nella cannabis sativa, secondo solo al THC o tetracannabidiolo, il CBD o cannabidiolo è un metabolita che non presenta alcuna azione psicotropa o psicoattiva: svolge infatti un’azione rilassante, antidistonica, anticonvulsivante, antiossidante e antinfiammatoria, non genera assuefazione, ma al contrario vanta una vasta gamma di applicazioni terapeutiche e medicali avvalorate dai risultati di molteplici studi e ricerche scientifiche. Non è certo un caso dunque se negli ultimi anni la stessa comunità scientifica ha rivolto il proprio interesse verso il potenziale terapeutico del cannabidiolo, sempre più utilizzato nella cosiddetta “terapia del dolore”.

Ad oggi il CBD è pertanto annoverato tra i principali elementi della “cannabis terapeutica”, impiegata nel trattamento di patologie e disturbi di notevole entità a carico dell’organismo umano. Esso è attualmente classificato come prodotto alimentare dalla stessa Unione Europea e presente in piccole concentrazioni inferiori all’1% nella maggior parte dei ceppi di marijuana presenti: tuttavia alcune specie vedono proprio il cannabidiolo come cannabinoide dominate. Si differenzia dal THC poiché costituisce una molecola particolarmente stabile, non suscettibile all’ossidazione e in grado di agire come antagonista competitivo del tetracannabidiolo, limitandone gli effetti e arginandone la degradazione da parte del fegato. Disponibile in gran parte dei prodotti e derivati a base di cannabis light, può essere assunto sotto forma di erba, se privata della caratteristica componente psicoattiva, olio al CBD, cristalli al cannabidioloe non da ultimo per mezzo della vaporizzazione di e-liquid al CBD.

Cos’è il cannabidiolo e perché è così popolare

Il CBD o cannabidiolo è un fitocannabinoide non psicoattivo ricavato dalle infiorescenze della pianta di cannabis sativa, il quale risulta ad oggi particolarmente efficace nel trattamento di innumerevoli problematiche di carattere psicofisico: ha infatti effetti analgesici e risulta un efficace antidepressivo e ansiolitico.  Presenta altresì la capacità di ridurre manifestazioni di nausea e vomito, i disturbi nervosi, gli stati infiammatori così come eventuali patologie neurodegenerative, risultando in grado di modulare l’azione del THC, incrementandone gli effetti terapeutici e limitando invece quelli collaterali.

Il CBD tuttavia non è presente nella pianta in quanto tale bensì nella sua forma acida: CBDA. Diviene cannabidiolo a tutti gli effetti se sottoposto a calore naturale o per estrazione, processi grazie ai quali la componente acida viene mutata in cannabinoide neutro per mezzo della decarbossilazione. 

A livello dell’organismo, il CBD è un agonista dei recettori cannabinoidi GPR55, della serotonina, dei neurotrasmettitori oppioidi e dei recettori cannabinoidi CB1 e CB2: esso non si lega ai recettori CB1 presenti nel sistema nervoso centrale sebbene agisca su differenti canali neuronali rispetto al THC e proprio per questo non dispone di azione psicoattiva e non altera in alcun modo le funzionalità percettive, psicomotorie e psicologiche. Numerosi studi clinici ne hanno ampiamente dimostrato i caratteristici effetti analgesici, sedativi, antipsicotici, antiepilettici, antidistonici, antinfiammatori e miorilassanti oltre che antiossidanti. È inoltre in grado di agire efficacemente contro il processo degenerativo di neurotrasmettitori quali l’anandamide, prodotta naturalmente dall’organismo per legarsi ai propri recettori endogeni, rappresentando di fatto un neurotrasmettitore. Resa disponibile in caso di necessità, aiuta a rallentare la formazione di cellule degenerative, promuovere la neuro genesi e aiuta a gestire la percezione del dolore interagendo con i recettori endogeni siti all’interno del cervello, nel sistema nervoso centrale e periferico.

Tuttavia, una volta messa in atto la sua azione biologica, l’anandamide tende a subire un repentino processo di degradazione ed è proprio qui che entra in gioco il CBD, il quale è in grado di inibire l’azione dannosa dell’enzima FAAH, responsabile del processo degenerativo a carico dell’anamide, prolungando in questo modo lo stimolo della risposta del corpo a fronte del dolore e sortendo quindi il caratteristico effetto analgesico.

Importante tuttavia che l’estrazione del cannabidiolo avvenga in maniera naturale in modo tale da preservarne le caratteristiche e peculiarità: l’estrazione ad anidride carbonica supercritica permette di evitare il rilascio di residui alcoolici o di sintesi, massimizzando i livelli di purezza del principio attivo contenuto nei principali prodotti e derivati della cannabis.

Ecco dunque che ad oggi il CBD, a dispetto delle numerose controversie legate alla cannabis light, si rivela un valido alleato per l’organismo, complice la totale assenza di efficacia drogante, argomentazione spinosa e dibattuta anche a seguito della Sentenza emessa dalla Corte di Cassazione del 30 maggio 2019: i molteplici benefici volti al benessere, alla distensione, al relax e all’attenuazione del dolore, hanno pertanto contribuito a rendere tale principio attivo, sempre più apprezzato dagli assuntori di cannabis, complici le infinite possibilità e soluzioni immesse sul mercato: vaporizzatori, e-liquid, oli al CBD e cristalli rappresentano nuove modalità di assunzione, perfettamente idonee sia all’uso terapeutico che ricreativo, portando in questo modo il consumatore ad anteporre il benessere allo “sballo”tipicamente attribuibile al noto antagonista THC. 

Come si assume il CBD: qual è il dosaggio giusto?

Il CBD si presta alle più svariate modalità di assunzione, complice la vasta gamma di prodotti e derivati della canapa sativa ad oggi a disposizione in commercio. La scelta è sempre puramente soggettiva: molti assuntori preferiscono affidarsi al consumo di cannabis light, in cui il principio attivo dominante è appunto il cannabidiolo, mediante inalazione dopo aver rollato una classica canna. Altri prediligono invece la vaporizzazione E-liquid al cannabidiolo e cristalli al CBD per mezzo di specifici dispositivi elettronici. Tuttavia l’assunzione più efficace risulta quella attuata per mezzo dell’applicazione sublinguale: ecco che entrano in gioco gli oli di CBD in grado di garantire la più alta concentrazione di principio attivo da subito biodisponibile.

Non esiste tuttavia un dosaggio corretto e consigliato di CBD: ancora una volta entra in gioco la soggettività. Per godere dei benefici effetti del cannabidiolo è tuttavia sempre opportuno iniziare ogni trattamento seguendo un dosaggio ridotto di circa 10mg al giorno, per poi integrare progressivamente le quantità fino ad ottenere gli effetti desiderati. Il CBD resta comunque un principio attivo sicuro: un sovradosaggio non provoca particolari effetti collaterali né rischi di overdose: semplicemente può generare sonnolenza e ridurre lievemente la reattività in termini di mobilità muscolare e articolare. Vige comunque il buonsenso e la consapevolezza: importante risulta pertanto ricordare che si sta comunque assumendo un principio attivo altamente concentrato, componente essenziale di ciò che ad oggi è ancora considerato uno “stupefacente”.

Quali sono gli effetti e i benefici del CBD

Nonostante oli, cristalli, e-liquid e cannabis light siano facilmente reperibili ormai ovunque, complice la costante crescita di tale fetta di mercato, gli effetti legati all’assunzione di CBD sono ad oggi ancora ampiamente dibattuti e discussi: la cannabis in Italia resta illegale, il cannabidiolo fortunatamente no, complice anche il fatto che tale principio attivo tenda ad assumere sempre più di frequente una connotazione prevalentemente medica e terapeutica. 

In articolo apparso sulla rivista Quartz Jenni Avins ha risposto ad alcune delle domande più frequenti legate all’effettiva efficacia del CBD. Ad oggi i dubbi legati al cannabidiolo sono ancora molti ed è per questo che, a dispetto delle numerose ricerche ad oggi messe in atto quasi totalmente su cavie da laboratorio, suggerisce di ponderare con cautela quelli che di fatto risultano essere i benefici apportati dal principio attivo a carico dell’organismo. 

Il CBD deterrebbe sì, proprietà rilassanti e antiossidanti ma le informazioni a disposizione sono ancora troppo scarse per comprovarne in concreto i benefici. Lo stesso principio attivo presenta spiccate proprietà anti-infiammatorie e antidolorifiche ormai conclamate ma, come suggerisce lo scienziato Lihi Bar-Lev Schleider in uno studio pubblicato su Nature, è evidente l’assenza di dati sufficienti a determinarne l’impatto in maniera realmente incontrovertibile. 

Ad ogni modo molti tra gli esperti più affidabili su tale tematica risultano particolarmente ottimisti: Ziva Cooper, direttrice della ricerca sulla cannabis all'Università della California-Los Angeles, sostiene infatti che il problema non sia legato all’inefficacia del CBD ma bensì alla stessa ricerca scientifica ancora troppo indietro nel dimostrarne gli effetti reali. Tuttavia nonostante tale carenza di informazioni e dati, la comunità scientifica appare fiduciosa circa le potenzialità del cannabidiolo nella cura e risoluzione di molteplici patologie: occorre pertanto solo verificare quale misura e secondo quali modalità. 

A fronte di quanto finora scoperto, il CBD risulterebbe comunque un valido aiuto nella terapia del dolore cronico, nella riduzione di stati infiammatorie così come dei processi ossidativi a carico dell’organismo, nel trattamento di stati d’ansia, disturbo post-traumatico da stress, insonnia, emicranie e manifestazioni dolorose causate da patologie quali ad esempio la sclerosi multipla.

Il cannabidiolo ha effetti collaterali?

L’assunzione di CBD generalmente non presenta alcun effetto collaterale, questo purché non si ecceda col dosaggio o qualora il soggetto assuntore presenti particolari predisposizioni. Tuttavia è plausibile il verificarsi di spiacevoli manifestazioni fisiche quali ad esempio stati ansiosi, variazioni nell’appetito e nei comportamenti, repentini cambi d’umore, diarrea, secchezza delle fauci, nausea, vomito, vertigini e sonnolenza. Tali effetti tendono a giungere tuttavia a una rapida risoluzione, una volta terminata l’azione del principio attivo. Tuttavia quando si sceglie di assumere cannabidiolo, a prescindere dalla modalità, è sempre opportuno affidarsi al buon senso, evitando l’esagerazione.

Proprietà curative e usi terapeutici del cannabidiolo

Nonostante gran parte degli effetti dati dal CBD non siano ancora stati scientificamente ufficializzati, la comunità scientifica continua a garantirne l'efficacia nel trattamento di molteplici condizioni e patologie: risulta essere ideale nel trattamento di convulsioni, spasmi muscolari, ansia, nausea, dolore cronico, infiammazioni, insonnia complici le spiccate proprietà antiepilettiche e antispasmodiche, ansiolitiche e antipsicotiche, analgesiche, anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiossidanti. 

L’olio di CBD, per citare un esempio, sempre più spesso rappresenta la soluzione contro patologie che provocano convulsioni, in particolare per soggetti che assumono antiepilettici non più efficaci nel controllo delle sintomatologie. Proprio il cannabidiolo, complice la sua marcata azione anticonvulsivante, assicura un valido supporto in particolar modo nelle terapie contro l’epilessia infantile, quali forme causate dalla sindrome di Dravet. Riduce inoltre particolari stati ansiosi quali il disturbo ossessivo compulsivo e quello post-traumatico da stress, rivelandosi un efficace antipsicotico e un rimedio rapido contro gli stati d’ansia e stress, favorendo il riposo e limitando l’insonnia così come gli stati depressivi.

I derivati della cannabis ad alta concentrazione di CBD permettono di ridurre rapidamente il senso di nausea, stimolano l’appetito e sono in grado di alleviare eventuali stati dolorosi: il cannabidiolo viene pertanto impiegato come coadiuvante nelle terapie antitumorali e come supporto nel trattamento dell’HIV. Tale principio attivo offre inoltre un effetto rilassante e sedativo, riduce infiammazioni e tensioni, alleviando eventuali manifestazioni dolorose associate a molteplici patologie. Si rivela inoltre un valido alleato contrastare l’asma e nel controllo di diabete e glicemia. Nota anche la sua azione anti-infiammatoria utile nel trattamento di patologie cutanee quali acne e psoriasi, aiuta a lenire la cute grazie alla presenza di acidi grassi essenziali. Potente antiossidante combatte inoltre la formazione di radicali liberi prevenendo l’invecchiamento e proteggendo il cervello da eventuali patologie neurodegenerative.

L’assunzione di CBD si rivela altresì utile nel trattamento di stati reumatici dolorosi sebbene sotto questo aspetto, risulti più efficace il THC, la cui azione antidolorifica è stata ampiamente documentata soprattutto nel trattamento di patologie quali la sclerosi multipla

Cos’è l’olio di CBD?

L’olio di CBD rappresenta uno tra i derivati della cannabis tra i più potenti attualmente in circolazione, questo in virtù dell’elevato grado di purezza del principio attivo presente all’interno del preparato. Frutto dell’estrazione di cannabidiolo dalle infiorescenze femminili delle piante di cannabis, vede a monte un particolare processo produttivo che vede l’impiego di Co2, utile a garantirne la massima concentrazione del principio attivo disponibile, la stessa che di norma si attesta intorno al 90 – 99%, senza tuttavia la necessità di impiegare composti di sintesi o alcool che potrebbe comprometterne le caratteristiche proprietà organolettiche.

Particolarmente efficace, permette di beneficiare rapidamente dei caratteristici effetti rilassanti e calmanti propri della cannabis grazie alla metodologia di assunzione, mediante applicazione sublinguale. Porre poche gocce di olio al CBD sotto la lingua permette al principio attivo di immettersi facilmente nel microcircolo sanguigno, determinandone quasi istantaneamente i principali benefici. Rappresenta pertanto un prodotto particolarmente apprezzato dagli assuntori di cannabis, in virtù della sua spiccata versatilità e della rapidità d’azione a carico dell’organismo.

Dove comprare prodotti al CBD?

Dove comprare prodotti al CBD?

Tutti i prodotti al CBD possono essere facilmente acquistati presso i numerosi grow-shop presenti sul territorio nazionale. Tuttavia se si desidera optare per un’opzione più discreta, specie se non si desidera “metterci la faccia”, è possibile ricorrere agli acquisti online. Sono sempre crescenti infatti gli e-commerce affidabili dedicati alla cannabis light, i quali dispongono delle più svariate tipologie di prodotti a base di marijuana e derivati di notevole qualità e a prezzi vantaggiosi. CBDMania offre una vasta gamma di prodotti a base di cannabis light ed erba legale proveniente dai migliori ceppi di canapa sativa a disposizione, spedizioni rapide e un customer service d’eccellenza pronto a dissipare ogni genere di dubbio o perplessità legate al consumo di cannabis legale.