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Hashish: cos'è e che caratteristiche ha?

Pubblicato Da: Veronica / Pubblicato Il: 13 set, 2019

Hashish

Le origini dell'hashish sono sconosciute, ma è sempre stato uno dei derivati più popolari della cannabis. L'hashish è una sostanza dai comprovati effetti psicotropi, ottenuta dalle infiorescenze femminili della canapa sativa. I tricomi vengono estratti attraverso processi manuali, meccanici o chimici per creare la caratteristica resina.

L'hashish, spesso chiamato "fumo", può assumere forme diverse a seconda di come viene estratto. Può essere semi-solido o più o meno pastoso, e può essere di colore giallo, marrone, nero o rossastro. Può anche variare in durezza.

Ciò che distingue l'hashish è la notevole concentrazione di THC o tetracannabidiolo. È questo che definisce gli effetti psicoattivi caratteristici della sostanza, che possono variare da una piacevole sensazione di euforia ed eccitazione a qualcosa di più blando, a seconda di come viene assunta.

A differenza della marijuana, l’hashish non è altro che resina allo stato puro, materia prima vegetale che può contenere altissime percentuali di cannabinoidi, i quali generalmente si attestano intorno al 20/60% contro il 15/21% presenti comunemente nell’erba.

Viene da sé che sebbene l’azione data dalla sostanza risulterà più intensa e accentuata, può altresì comportare spiacevoli effetti collaterali, specie se l’assunzione risulta saltuaria o occasionale.

In questa guida tratteremo tutte le peculiarità dell’hashish legale e non, illustrandone la storia, le modalità di assunzione, l’azione benefica che il fumo può comportare così come gli eventuali effetti collaterali a carico dell’organismo.

Cos’è l’hashish?

L'hashish è una sostanza stupefacente psicotropa ricavata dalle infiorescenze femminili della cannabis, precisamente dai tricomi da cui viene estratta tale materia vegetale resinosa.

L'hashish è noto per i suoi caratteristici effetti psicotropi dati dalla notevole concentrazione di THC o tetracannabidiolo. Prende la sua nomenclatura dal termine arabo ﺣﺸﻴﺶ ḥašīš, "erba" in italiano, vantando una tradizione millenaria ancora oggi piuttosto nebulosa. Questo perché sono state raccolte poche prove sulla sua storia più antica. Tuttavia, gli storici concordano su quella che presumibilmente fu la sua prima apparizione storica in Arabia a partire dal X secolo.

I primi documenti storici risalgono infatti all’XI secolo, periodo in cui l’hashish fu ampiamente dibattuto dagli stessi legislatori musulmani circa il relativo utilizzo nella loro cultura.

Da quel momento l’hashish si sarebbe diffuso a macchia d’olio in tutto il territorio Arabo e in Medio Oriente, complici le caratteristiche proprietà euforizzanti e la capacità di indurre più facilmente il sonno e il riposo.

Ancora oggi si discute sulla creazione dell'hashish. Non è chiaro se sia nata in Arabia o se sia stata introdotta da altre culture. Tuttavia, esistono documenti che testimoniano come il leader sufi Sheikh Haidar consumasse abitualmente hashish e ne apprezzasse gli effetti psicotropi. Ne promosse l'uso tra i suoi seguaci che poi introdussero la sostanza nei Paesi vicini, come l'Egitto e l'Iraq..

L’hashish dunque conobbe una drastica impennata in tutto il Medio Oriente a partire dal XIII secolo, a cui ne seguì la capillare diffusione su scala globale: furono infatti le tribù mongole guidate da Genghis Khan

a permetterne la circolazione, complici le numerose conquiste territoriali che videro l’hashish spingersi addirittura in Russia e in Asia Centrale. Allo stesso periodo risale la stesura della prima monografia dedicata a tale sostanza, intitolata “Zahr al-'arish fi tahrim al-hashish”, documento che, sebbene sia andato perduto, descriveva la rapida diffusione dell'hashish durante il XIII secolo.

Solo con l’apertura delle principali vie commerciali internazionali, il “fumo” si infiltrò rapidamente anche in Europa, generando le opinioni più contrastanti.

La rivoluzione industriale in Europa ha portato allo sviluppo di metodi più efficienti per raccogliere la resina dai tricomi, con conseguente aumento della produzione e della distribuzione di hashish in tutto il mondo.

All’inizio del XIX secolo l’utilizzo dell’hashish continuò ad estendersi in territorio europeo, specie in Francia e nei Paesi circostanti dove tale sostanza risultava particolarmente apprezzata dai principali esponenti della cultura e dell’arte del periodo.

Il "Club des Hachichins" nacque a Parigi nel 1843. L'hashish veniva usato soprattutto per svago, ma suscitò anche l'interesse di medici e ricercatori. Essi riconobbero che l'hashish aveva proprietà medicinali, curative e terapeutiche. Queste proprietà sono oggi ampiamente confermate dalla medicina moderna.

Quando si esamina la storia dell'hashish, non si può prescindere dal Marocco. L'hashish vi è arrivato nel 14° o 15° secolo ed è stato rapidamente adottato dalle popolazioni della regione del Rif. La cannabis è stata la coltura principale per generazioni ed è ampiamente utilizzata nei rituali religiosi tradizionali.

Lo stesso governo marocchino autorizzò tale coltivazione fino alla metà degli anni '60, quando avvenne il picco della relativa diffusione.

Allo stesso tempo, gli "occidentali alternativi" provenienti dall'Europa e dal Nord America hanno iniziato a visitare il Marocco come meta turistica ambita, assumendo hashish dove disponibile.

Ciò ha portato a un aumento della coltivazione di cannabis e della conseguente produzione di hashish. In risposta, il governo marocchino ha reso illegale la produzione e ha preso provvedimenti per limitare i coltivatori locali.

Tale provvedimento risultò piuttosto relativo poiché il Marocco dominò la produzione così come l’esportazione dell’hashish dagli anni ’80 fino al 2010, anno in cui venne soppiantato dall’Afghanistan.

Sebbene i metodi di produzione dell'hashish siano cambiati molto nel corso dei secoli, ha una lunga tradizione di lotta e proibizione. Ma sono state condotte anche ricerche scientifiche e non, per cercare di dimostrare i suoi numerosi benefici.

Le persone che fanno uso di hashish lo considerano una sostanza preziosa e necessaria e lo usano in modi diversi, come fumare spinelli, usare un vaporizzatore o un bong o una pipa.

Cos'è l'hashish light?

L'hashish è prodotto per lo più in molte regioni dell'Africa mediterranea e della zona himalayana, dove il fumo ha origini antichissime, poiché è legato alla cultura e alla tradizione religiosa locale.

In Italia l'hasish è per lo più illegale, fatta eccezione del fumo prodotto dalla cannabis sativa Linneus; questa varietà, infatti, è l'unica ad essere ammessa liberamente alla coltivazione, in Italia e nel resto d'Europa. Le piante di Cannabis light Linneus derivano da coltivazioni realizzate con semi certificati.

Le norme vigenti impongono che il fumo light debba contenere una quantità di principio attivo inferiore o pari allo 0,5 %, ossia 5 mg per kg di THC.

Caratteristiche dell'hashish light

L'hashish legale ha un aspetto denso e compatto, che varia a seconda dei processi di estrazione impiegati. Il prodotto commercializzato ha l'aspetto simile ad un panetto o ad una palla con consistenza semisolida o abbastanza pastosa. Il colore del fumo può variare d'intensità e luminosità, in base alle varietà.

Solitamente si presenta di tonalità che vanno dal giallo ambrato al marrone scuro. Alcune varietà possono addirittura assumere colori chiarissimi come il crema (Ice Rock), tonalità rossastre (libanese rosso) o nere come il pakistano.

Trattandosi di resina allo stato puro, l'hashish CBD presenta concentrazioni altissime di cannabinoidi. Addirittura in alcuni prodotti le quantità di cannabinoidi sono del 60% in più rispetto alla cannabis light standard.

Quali effetti produce il fumo?

L'hashish legale è caratterizzata da un'alta concentrazione di CBD, rispetto a una bassa quantità di THC; questa peculiarità la rende incapace di produrre qualsiasi effetto psicotropo sulla mente. Fare uso di fumo legale non provoca alterazioni delle percezioni spazio temporali e non crea assuefazione.

Proprio l'alta percentuale di CBD contenuta nell'Hashish legale ha portato la comunità scientifica a riconoscergli proprietà benefiche pari alla cannabis light da cui deriva. Il CBD, come risaputo, permette all'organismo di mantenersi in equilibrio, agendo direttamente sul sistema endocannabinoide.

Effetti collaterali dell'hashish non legale

Un uso elevato di hashish con alto contenuto di THC può causare potenziali effetti collaterali come nausea, vomito e crampi allo stomaco, una significativa perdita di coordinazione motoria, aumento della frequenza del polso e della pressione sanguigna, aumento della frequenza delle vie respiratoria, sonnolenza e ancora scarsa capacità decisionale, depressione, ansia, attacchi di panico e una sostanziale perdita di controllo e della capacità di prendere decisioni lucide.

Sebbene gli effetti dell'hashish si esauriscano in genere rapidamente, la droga può potenzialmente causare problemi a lungo termine se viene usata in modo eccessivo e regolare. Questo può portare alla dipendenza.

Se si fa un uso eccessivo di marijuana, si può diventare più suscettibili a malattie come il raffreddore e l'influenza e avere problemi di crescita e sviluppo durante l'adolescenza. Inoltre, l'uso di marijuana può ridurre la produzione di testosterone, con conseguenti problemi sessuali, e causare problemi respiratori, emotivi e psicologici come apatia, mancanza di motivazione e depressione. Esiste anche un rischio maggiore di sviluppare psicosi o disturbi ossessivo-compulsivi. Infine, l'uso di marijuana può rendere più difficile la gestione delle emozioni e della rabbia.

L’hashish può pertanto risultare dannoso? Organizzazioni accreditate, come l'American Psychiatric Association, includono l'hashish e la marijuana tra le principali sostanze che possono favorire lo sviluppo del "disturbo da uso di cannabis". Sebbene spesso si creda che entrambe le sostanze siano quasi innocue, esistono testimonianze e tesi scientifiche che confermano il contrario. Lo stesso hashish in modo particolare può comportare molteplici rischi associati a un utilizzo cronico.

Come si produce l'hashish?

L’hashish legale si produce attraverso un processo semplice e lungo al tempo stesso, utilizzando ancora la tecnica manuale. Il prodotto è, perciò, naturale e biologico al 100%.

Il fumo legale si ricava dalla resina prodotta dalle infiorescenze di cannabis light e la raccolta inizia nel periodo di massima maturazione dei fiori di cannabis.

Proprio in questa fase i fiori sono interamente ricoperti da uno spesso strato di resina. Le piante sono inizialmente private delle foglie, affinché le gemme migliori rimangano maggiormente scoperte.

Una volta completata la raccolta manuale, il materiale resinoso è raschiato via dalle mani tramite un apposito strumento ed è raggruppato in tante piccole palline, oppure in bastoncini scuri.

Questo procedimento è sottoposto a rigidissimi controlli qualitativi e igienico sanitari, per garantire che il prodotto sia assolutamente sicuro e libero da possibile materiale superfluo e dannoso per l'organismo, come: sporcizia, residui delle piante e possibili escrementi animali.

Dove trovare Hashish legale?

La cannabis legale si può trovare presso aziende che operano all'interno di punti vendita fisici. Ancora più pratico e ugualmente sicuro è cercare gli e-commerce specializzati online, dove puoi trovare tutte le informazioni sul prodotto come: la provenienza, il tipo di coltivazione della pianta, il processo di produzione e le percentuali di cannabinoidi all'interno dell'hashish legale.

Su CBDMania, puoi scaricare anche le analisi condotte da laboratori specializzati esterni all'azienda.

Indipendentemente, da dove scegli di acquistare il tuo fumo è fondamentale che ti affidi ai rivenditori tracciabili e autorizzati, che operano in maniera legale, utilizzando solo i canali trasparenti.

È importante che la conformità e la sicurezza del prodotto siano garantite, evitando, così, di incorrere in possibili sanzioni o di consumare prodotti di cattiva qualità o fuori legge.

Come si assume l’hashish

Come si assume l’hashish

Sono molteplici le modalità che consentono l’assunzione di hashish, ognuna delle quali consente di godere dei benefici di tale sostanza, esaltando le proprietà e l’azione tipica dei cannabinoidi.

La più comune è caratterizzata dallo spinello o canna dove la materia vegetale viene unita al tabacco per poi essere fumata esattamente come se fosse una sigaretta. Più moderno e all'avanguardia l’utilizzo del vaporizzatore, un particolare dispositivo elettronico in grado di scaldare la resina, mantenendone inalterate le proprietà ed esaltandone il caratteristico aroma.

L'hashish viene generalmente fumato con cilum, bong e pipe ad acqua, che possono massimizzarne il potenziale e accelerarne gli effetti. Si tratta di metodi antichi che spesso prevedono la miscelazione del tabacco con il fumo di hashish per renderne più marcato il sapore. Il processo di combustione e l'inalazione dei fumi risultanti ne esaltano ulteriormente il sapore.

In ultimo, ma non in ordine di importanza, l’assunzione per mezzo di edibili, particolari preparati da forno e lievitati quali dolcetti, muffin e biscotti, solo per citare alcuni esempi, che permettono di assumere la sostanza per ingestione. Tuttavia è opportuno ricordare che l’ingestione rallenta la manifestazione degli effetti dati dall’hashish che in questo caso compaiono a partire almeno da 30 minuti dall'assunzione stessa.

Differenze tra hashish e marijuana

Differenze tra hashish e marijuana

Le sostanziali differenze che intercorrono tra hashish e marijuana sono prevalentemente legate alla morfologia del materiale vegetale così come agli effetti che comporta una differente concentrazione di THC. La marijuana è il materiale vegetale dato dalle infiorescenze essiccate della pianta di cannabis, mentre l'hashish deriva dal "kief", ovvero la resina prodotta dai tricomi presenti sulle cime fiorite femminili giunte a completa maturazione.

Esso viene raccolto setacciando le infiorescenze, percuotendole ripetutamente su una superficie pulita o in alternativa immergendole in acqua ghiacciata per poi estrarre la resina attraverso appositi setacci, compattata successivamente in panetti.

L'hashish contiene livelli di THC particolarmente elevati rispetto alla marijuana, questo in virtù della concentrazione di principi attivi naturalmente presente proprio nei tricomi, i quali risultano “allo stato puro”, senza compromissioni di sorta. Sebbene le concentrazioni di THC

possano variare, la marijuana generalmente detiene una concentrazione di tetracannabidiolo che si aggira intorno al 10-20%, livelli che nell'hashish possono attestarsi dal 20 al 60%. Questo implica che è necessaria una quantità significativamente inferiore di hashish per ottenere effetti psicoattivi particolarmente marcati rispetto alle manifestazioni date dalla sola marijuana. Meglio dunque assumere hashish in quantità moderate proprio per evitare effetti collaterali, potenzialmente di notevole entità.

Come capire se l’hashish è buono

Riconoscere un hashish di buona qualità spesso può non risultare immediato: tuttavia esistono alcuni piccoli accorgimenti che possono essere utili a comprendere anche solo visivamente la tipologia di derivato della cannabis che ci si accinge ad assumere.

L’hashish tende generalmente a sciogliersi a una temperatura di circa 20°C, passando in questo modo dallo stato solido a semi-solido: per verificare la qualità del prodotto occorre semplicemente mantenere tra le mani il pezzo di fumo.

Più alta sarà la concentrazione di resina, minore risulterà il tempo necessario ad ammorbidirsi. Anche il colore rappresenta un discreto indicatore in termini di qualità: se mantenuto tra le mani qualche minuto, l’hashish di buona qualità di norma dovrebbe solo lievemente scurirsi.

Una tecnica utile per testare la qualità dell'hashish è quella di accenderne un piccolo pezzo. Se è di buona qualità, mostrerà piccole bolle ma non prenderà fuoco. Se invece prende fuoco, si tratta di un prodotto di seconda o terza scelta e di scarsa qualità.

Importante è poi prestare attenzione alla velocità con cui l’hashish brucia durante l’assunzione: essa dipende di fatto dalla densità ovvero dal rapporto tra resina e materia vegetale. L’hashish puro brucia lentamente e non lascia alcun genere di residuo. Verificare il colore della cenere può rappresentare comunque un ulteriore indicatore relativo alla qualità: più essa appare bianca, minori sono le probabilità che il fumo sia stato tagliato.

Tuttavia a determinare se l’hashish sia di qualità o meno, conta l’esperienza dell’assuntore: lo si intuisce facilmente da sapore, che non dovrebbe mai presentare retrogusti sgradevoli o affumicati ma esaltare il solo sapore intenso ed erbaceo tipico della resina. Se la fumata risulta intensa, corposa e piacevole, non c’è prova più efficace che attesti gli elevati standard qualitativi a carico del prodotto.

Tipi di Hashish legale sul mercato

Vediamo ora quali sono le varietà di fumo che puoi trovare sul mercato; qui ti presentiamo la lista dei più noti tipi di hashish CBD. Le prime cinque varietà puoi trovarle presso il nostro shop CBDMania, ad un ottimo prezzo.

1. Hashish legale Charas CBD

Il Charas è considerato fra il fumo di maggior pregio, visto che viene estratto a fresco dalle piante. Proprio per questo motivo il Charas è a edizione limitata, poiché può essere prodotto solo dopo che si raccolgono le piante di cannabis. il colore del Charas è marrone scuro, un po' tendente al nero e il suo aroma evoca gli Hashish provenienti dall'India.

Questo tipo di hashish legale è ricco di cannabinoidi, con una concentrazione di CBD che si aggira intorno al 17%, contro un THC inferiore allo 0,1%.

2. Nepal Hash CBD

Il Nepal Hash ha una tradizione tipicamente Nepalese, da qua deriva il suo nome. Si tratta di una resina di altissima qualità: caratterizzata da un colore marrone con un forte odore legnoso e un aroma che ricorda il pepe e il muschio.

Fra i prodotti in commercio il Nepal Hash CBD ha una fortissima concentrazione di CBD, che sfiora il 10, 2%, contro il solo 0, 3% di THC.

3. Moroccan Hash CBD

Il Moroccan Hash CBD è un prodotto di elevata qualità: è ambrato, con tonalità quasi dorate. Al tatto questa tipologia di hashish legale si presenta dura , mentre il suo profumo è deciso e intenso. Per questi motivi può ritenersi fra le qualità più amate dai consumatori.

Il contenuto di cannabinoidi del Moroccan si divide in una concentrazione del 15% di CBD e uno 0,5 di THC.

4. Ice rock hashish legale

L'Ice Rock è un prodotto dalle colorazioni straordinarie per il fumo. La sua forma è simile ad una pietra e il colore è molto chiaro, biancastro con delle venature verdastre, come un pezzo di ghiaccio.

Deriva da coltivazioni biologiche ed eco-responsabili, ma la sua caratteristica principale sta nell'altissima concentrazione di CBD, dovuta ai cristalli di CBD, sparsi sulla superficie del prodotto.

Derivato dalle migliori coltivazioni di canapa sativa, l'ice rock è un fiore compatto, immerso nell'olio di CBD e poi arrotolato nell'isolato di cristalli di CBD.

Per questo motivo il CBD concentrato in questo tipo di hashish legale si aggira intorno al 52%, contro un esiguo 0,1 % di THC.

5. Moonrock CBD

Il Moonrock è un prodotto abbastanza esclusivo come il Charas; si tratta di una gemma di buona qualità, ricoperta da un estratto di olio di hashish e dal Kief, una miscela di resine che risiedono all'esterno delle cime della pianta di cannabis legale.

Il processo di produzione lo fa assomigliare a una piccola pietra con una dura corazza di cristalli di resina CBD.

Anche questo tipo di fumo legale ha una concentrazione di CBD pari al 30%, contro uno 0, 2% di CBD.

6. Burbuka

Il Burbuka o Bourbouka è fra le qualità di hashish più apprezzate insieme al Charas. Il tasso di CDB, infatti, è molto alto; tanto da raggiungere il 30%, mentre la percentuale di THC si attesta sotto lo 0,2%.

Il Bourbouka rappresenta l’hashish di tipologia marocchina più richiesto dagli amanti del mondo della marijuana legale.

7. Hashish legale Pakistano 

L’hashish Pakistano conserva intatte tutte le caratteristiche tipiche del fumo pakistano derivante da piante non sative. La differenza sta nell'alta percentuale di CBD che è contenuta al suo interno, tanto da sfiorare il 40% della concentrazione. Allo stesso tempo nel Pakistano si trovano percentuali molto basse di THC intorno all1%.

8. Libanese rosso

Il libanese rosso ha un aspetto particolare, a forma di palla rossa. Si può annoverare fra i prodotti più innovativi nel panorama degli hashish CBD.

Particolarmente affine al Libanese rosso di provenienza non sativa, questo fumo contiene il 37% di CBD.

9. Afghan gold CBD

Se c'è una cosa che colpisce dell'Afghan gold è il suo aspetto dorato, dalla forma che ricorda un lingotto d'oro. Il nome originario di questo prodotto deriva dalla catena montuosa dell'Hindu Kush, dove viene prodotto, grazie all'alta qualità di canapa indica e sativa che vi cresce.

la sua consistenza è morbida e compatta ed è ottenuta grazie alle particolari tecniche di estrazione della resina, manuali o chimiche, capaci di esaltare al meglio le caratteristiche della pianta, rispettando le naturali proprietà.

Questa varietà di Hashish legale vanta una concentrazione di CBD pari al 45%, contro un THC dello 0, 2%.

Come farsi l’hashish in casa

Come farsi l’hashish in casa

La preparazione dell’hashish avviene mediante la separazione dei tricomi dalle infiorescenze di cannabis essiccate. Questi vengono accumulati sotto forma di polvere fine definita kief, successivamente pressata e riscaldata in modo tale da ottenere piccole panette.

Sono numerosi i metodi che possono essere utilizzati nella preparazione dell’hashish comodamente a casa propria. Il più semplice è dato dallo sfregamento a mano, che non richiede l’ausilio di alcun tipo di strumentazione. Sono necessarie in questo caso le infiorescenze non essiccate, che devono essere semplicemente roteate tra le mani accuratamente lavate, in modo leggero, ripetuto e delicato. Tale processo permette di depositare una patina di resina sui palmi, da rimuovere e comprimere successivamente in piccoli “salamini”.

La setacciatura a secco è un metodo popolare per ottenere il kief, una forma potente di cannabis. Per farlo, si setacciano gli scarti attraverso un setaccio o un telaio a maglie molto fini. Successivamente, si pressa il kief in panetti.

Leggermente più macchinosa la produzione di hashish mediante l’ausilio di un frullatore, elettrodomestico di uso comune nelle cucine. In questo caso occorre introdurre al suo interno gli scarti di cannabis unitamente ad acqua ghiacciata fino a costituire un composto denso e spumoso che andrà setacciato e riposto in un barattolo di vetro per circa mezz’ora.

Trascorso il tempo necessario, sarà visibile una piccola quantità di sedimenti sul fondo, gli stessi che costituiranno l’hashish. A questo punto, circa 2/3 dell'acqua devono essere rimossi lentamente e con attenzione per evitare di disperdere il prodotto. Il barattolo va quindi riempito di acqua ghiacciata e la stessa operazione va ripetuta almeno 3 o 4 volte per ottenere una discreta quantità di prodotto finito.

È altresì possibile produrre hashish mediante l’utilizzo dei sacchi per Ice-O-Lator, metodologia relativamente recente che tuttavia richiede l’impiego di attrezzature specifiche. Tale pratica si basa ancora una volta sul principio della decantazione degli scarti di cannabis in acqua ghiacciata, ripetutamente filtrata per ottenere da deposito, l’hashish che successivamente dovrà essere asciugato e composto in panette.

L'estrattore elettrico è un dispositivo professionale che utilizza la forza centrifuga per depositare il kief sulla superficie di un cilindro. Il kief viene poi rimosso e compresso manualmente fino a ottenere un hashish pronto all'uso.

Come fare hashish con ghiaccio

Il ghiaccio secco può essere utilizzato per produrre una discreta quantità di hashish a casa, simulando il processo di setacciatura a secco, tranne per il fatto che l'anidride carbonica viene utilizzata in forma solida. Le basse temperature del ghiaccio secco aiutano a staccare la resina dai tricomi, facilitando la raccolta. Il tutto si conclude compattando il materiale ottenuto, in piccole palline o panette.

L'estrazione delle ghiandole resinose dalla materia vegetale con ghiaccio e acqua o con un Iceolator separa le cime dalle foglie. Le foglie più grandi e prive di resina vengono scartate, mentre la qualità e la produzione del risultato finale sono superiori grazie all'utilizzo di una materia vegetale più selettiva.

La cosa principale per la produzione di Iceolator è un buon materiale vegetale, che si tratti di gemme o manicure, ben congelato: da questo dipenderà la qualità finale dell'estrazione.

Altri materiali:

  • Lavatrice o secchio per rimuovere la miscela di acqua, ghiaccio e sostanze vegetali, e un altro secchio opzionale se vogliamo sfruttare l'acqua per i passaggi successivi.
  • Borsa piramidale o rotonda con cerniera se useremo la lavatrice.
  • Set di maglie di diversi micron per separare la materia vegetale e le ghiandole resinose, ci sono diverse marche e prezzi. Abbiamo bisogno di diversi micron per essere in grado di separare le ghiandole in base alle dimensioni poiché diverse genetiche hanno dimensioni diverse delle ghiandole. Le colture da esterno o da interno, producono anche tricomi di diverse dimensioni .
  • Termometro per controllare la temperatura dell'acqua con il ghiaccio.
  • Colino o simili per far passare la resina bagnata e separarla in pezzi molto piccoli per una migliore asciugatura.
  • Contenitori per la successiva essiccazione del nostro hashish che lasciano il minor residuo possibile, quindi cercheremo di non utilizzare cartone o materiali che potrebbero lasciare qualche tipo di fibra, il silicone è l'ideale per questo scopo.
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Pubblicato Da: Veronica
Pubblicato Il: 13 set, 2019

 SEO Copywriter e Social Media Strategist, credo da sempre nel potere delle parole e della scrittura persuasiva, entrambi strumenti imprescindibili per una strategia efficace e di valore.

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