Sempre più apprezzati dai fumatori abituali di cannabis, i vaporizzatori hashish hanno rapidamente preso piede negli ultimi anni, sostituendo i classici spinelli, complice la versatilità e la relativa praticità d’uso. Innumerevoli sono infatti i vantaggi dati dall’utilizzo di un vaporizzatore: tale dispositivo infatti non comporta la combustione della resina di cannabis o della materia vegetale, semplicemente riscalda restituendo un vapore denso e gustoso, decisamente più salutare e piacevole. Non necessita dell’impiego di tabacco e funziona in autonomia, introducendo l’hashish legale all’interno della camera a convezione detta anche “braciere”. Pochi semplici step consentono dunque di assaporare il piacevole aroma della marijuana, beneficiando dei caratteristici effetti. Quando si parla di vaporizzatori per hashish, il mercato offre innumerevoli soluzioni, adatte ai neofiti così come gli assuntori abituali: come scegliere il dispositivo più adatto? Occorre considerare alcuni fattori imprescindibili che possono influire in maniera significativa sulla “fumata”. Per agevolarvi in vista di una possibile scelta, abbiamo redatto una guida utile, volta a illustrare tutte le caratteristiche che deve avere un valido vaporizzatore e come utilizzarlo nel modo corretto.

Come scegliere il miglior vaporizzatore per hashish

A prescindere dal modello, se si desidera utilizzare un vaporizzatore per hashish, è necessario prendere in considerazione una serie di fattori utili per valutare le reali prestazioni del dispositivo stesso: tra questi compaiono la facilità di utilizzo e di pulizia, la resa aromatica e la relativa produzione di vapore durante l’uso. Meglio dunque selezionare un vaporizzatore che presenti un’apertura ampia, in grado di agevolare in maniera significativa le operazioni di caricamento di hashish legale o cannabis prima di ogni utilizzo. Al fine di ottenere poi nuvole di vapore dense, corpose e appaganti, l’impostazione del livello di temperatura del vaporizzatore per hashish si rivela fondamentale, questo poiché i cannabinoidi CBD e THC presenti nell’hashish legale necessitano di temperature medie nettamente più elevate rispetto a quanto previsto per l’erba buona: è importante dunque che il dispositivo scelto offra il massimo controllo sotto questo aspetto, o che quantomeno sia stato concepito proprio per assumere e vaporizzare hashish, la cui combustione avviene a circa 210–220°C. Occorre pertanto poter impostare la temperatura preferibilmente al di sotto dei 185°C in modo da ottenere una sensazione di sballo più soft e maggiormente cerebrale, o in alternativa, leggermente al di sopra dei 200°C in modo da aspirare intense e potenti boccate di vapore.

Il vaporizzatore hashish dovrebbe poi disporre di una sorta di tampone volto a trattenere i liquidi, questo poiché una volta scaldato, lo stesso hashish tende inevitabilmente a sciogliersi, finendo per pregiudicare la camera di riscaldamento e la componentistica del dispositivo. In ultimo, ma non certo in ordine di importanza, occorre prestare attenzione alla tipologia di vaporizzatore scelto: molti dispositivi sono infatti concepiti per vaporizzare solo cristalli di CBD o olio di CBD particolarmente raffinati. In questo caso è sempre utile orientarsi su un dispositivo ibrido o adatto a vaporizzare anche infiorescenze essiccate, che presenti al contempo tutte le caratteristiche ivi espresse con chiarezza.

Cos’è un vaporizzatore per hashish

Il vaporizzatore per hashish è un particolare dispositivo che si limita a riscaldare il materiale, permettendo il rilascio dei principi attivi cannabinoidi semplicemente sotto forma di vapore, lo stesso che viene in questo modo inalato. Tra i principali vantaggi dati dal relativo utilizzo rispetto al rollare una canna, compare il fatto che il materiale vegetale, in questo caso l’hashish, non subisce alcun processo di combustione: a questo si va poi ad aggiungere la portabilità e una facilità d’uso tale da rendere il vaporizzatore, uno tra i dispositivi più popolari tra gli assuntori di cannabis abituali.

Piuttosto semplice risulta infatti il funzionamento del vaporizzatore per hashish: tale dispositivo sfrutta infatti un flusso di aria calda per estrarre i principi attivi, dando vita a un vapore corposo e del tutto privo di catrame e sostanze potenzialmente dannose rilasciate al contrario dalla combustione. Tale processo viene chiamato convezione, e impedisce il contatto diretto dell’hashish con la fonte di calore.

Non bruciando dunque, il materiale vegetale non produce cenere e, grazie al vaporizzatore, eventuali residui possono essere rimossi semplicemente mediante una rapida pulizia: è sufficiente infatti svuotare il braciere che caratterizza il dispositivo, eliminare eventuali residui mediante gli accessori solitamente in dotazione e il gioco è fatto!

Viene dunque da sé che la funzione dei vaporizzatori è quella di surriscaldare erba, hashish e derivati, permettendo l’evaporazione dei cannabinoidi assunti proprio per mezzo del vapore: quando cannabis, resina o hashish vendono invece bruciati per mezzo dello spinello, gli stessi principi attivi vengono in parte degradati, riducendone i piacevoli effetti. L’utilizzo del vaporizzatore per hashish legale, oltre a mantenere inalterate tutte le proprietà della marijuana, offre inoltre il vantaggio di sfruttare quantitativi di materiale vegetale nettamente inferiori, pur restituendo le medesime sensazioni, permettendo in questo modo di risparmiare cifre significative, specie sul lungo periodo.

Come si fuma con il vaporizzatore

Come si fuma col vaporizzatore? Appare questa senza alcun dubbio la domanda più gettonata tra i neofiti incuriositi dal dispositivo. Tuttavia fumare hashish o in alternativa erba legale essiccata è relativamente semplice. Ogni dispositivo è infatti costituito da una piccola camera interna detta braciere entro la quale è necessario posizionare erba legale, resina o hashish in quantità sufficienti. Una volta sigillato opportunamente il braciere con l’apposito caps in dotazione presente in ogni dispositivo, occorre poi impostare la temperatura di vaporizzazione corretta: occorre tenere presente che la cannabis, che si tratti di hashish o infiorescenze essiccate, tende a deteriorarsi a partire dal 230°C. Meglio dunque limitarsi a temperature da 185 a 200°C per beneficiare di tutte le caratteristiche dei principi attivi e relativi effetti.

Raggiunta dunque la temperatura desiderata, il vaporizzatore inizierà ad erogare un vapore denso, corposo intenso ed estremamente aromatico che l’assuntore dovrà aspirare mediante il piccolo bocchino presente all’estremità del dispositivo. Le sensazioni percepite appariranno piacevoli ed estremamente appaganti, gli effetti della cannabis risulteranno potenti e marcati e l’assunzione rappresenterà senza alcun dubbio un’esperienza memorabile, all’insegna del benessere e del relax.

Terminata la vaporizzazione sarà poi sufficiente pulire il braciere posto all’interno del vaporizzatore, pronto in questo modo per il successivo utilizzo.

Quanto costa un vaporizzatore per hashish

Il prezzo del vaporizzatore per hashish può variare da modello a modello in maniera significativa: ciò che in genere ne determina il costo è una serie di fattori che rendono il dispositivo più performante se comparato ad altri appartenenti alla medesima categoria.

Tra questi compaiono di fatto le dimensioni del vaporizzatore, se ad esempio da tavolo o portatile, e ancora i materiali costruttivi e lo stesso sistema di vaporizzazione, se a convezione o a conduzione. Prodotti che in genere non superano i 40-50 euro sono sostanzialmente costituiti da una struttura meno resistente, non presentano particolari optional né display che permettano il totale controllo della temperatura così come lo status della batteria. Tuttavia, disponendo comunque di funzionalità al limite dell’essenziale, possono facilmente adattarsi soprattutto ai neofiti. Gli assuntori più esperti ed esigenti possono invece orientarsi su modelli proposti a partire da 100-200 euro, gli stessi che in genere garantiscono una maggiore durata nel tempo e innumerevoli optional spesso particolarmente all’avanguardia quali ad esempio app per smartphone grazie alle quali è possibile monitorare e controllare tutti i parametri utili, relativi alla vaporizzazione.

La presenza di dotazioni e accessori addizionali, utili alla stessa vaporizzazione così come alla manutenzione e alla pulizia può altresì incrementare il prezzo ma, rappresentando un “valore aggiunto”, costituisce comunque un’offerta appetibile e vantaggiosa.

Quanto dura un vaporizzatore per hashish

Un vaporizzatore per hashish in linea generale può durare a lungo, a condizione che venga trattato con estrema cura e sottoposto periodicamente alla manutenzione prevista, la stessa in grado di garantirne l’integrità, preservandone inalterate caratteristiche e performance originarie. Semplici interventi di manutenzione e pulizia devono essere effettuati necessariamente dopo ogni utilizzo in modo da mantenere pulita la camera interna o braciere, rimuovendo accuratamente qualsivoglia residuo presente dalla vaporizzazione precedente. A tal proposito il vaporizzatore è in genere dotato di un kit di accessori quali scovolini e piccole spazzole o pinzette, utili ad assolvere tale scopo anche se non si dispone di particolare manualità.

La durata del vaporizzatore “viaggia” di pari passo con la batteria: i modelli che dispongono di una batteria al litio ricaricabile di solito presentano un ciclo di vita analogo a quello di uno smartphone, superando facilmente i 2 anni, se non stressato in modo particolare.

Molto dipende anche dalla qualità costruttiva e dei materiali che devono essere in grado di sopportare urti ed eventuali cadute accidentali, specie se si parla di vaporizzatori portatili.

In sostanza è utile valutare prima dell’acquisto, l’utilizzo che si intende fare del vaporizzatore, prediligendo modelli magari più costosi, ma in grado di garantire una certa solidità ed efficienza a discapito del tempo e della comune usura.

In questo modo sarà possibile assicurarsi un’esperienza di assunzione sempre piacevole e appagante data da un vaporizzatore per hashish legale sempre efficiente, integro e perfettamente funzionale. Meglio dunque non “lesinare” ed effettuare un piccolo investimento, volto tuttavia a restituire piacevoli soddisfazioni.