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Cos'è il THC e quali sono i suoi benefici

Pubblicato Da: Veronica / Pubblicato Il: 06 nov, 2021

Thc: cos’è, che effetti ha sull’organismo

Conosciuto per le note proprietà psicoattive, il THC o Delta-9-tetraidrocannabinolo, rappresenta uno dei più noti principi attivi presenti nella cannabis sativa oltre ad essere ritenuto il “capostipite” dei cosiddetti fitocannabinoidi, elementi chimici di origine naturale classificati biochimicamente anche come terpenofenoli e accomunati dalla capacità di interagire con i recettori cannabinoidi tipicamente presenti nel sistema nervoso centrale e periferico.

Isolato per la prima volta nel 1964 presso l’Istituto Weizmann in Israele da Raphael Mechoulam, Yechiel Gaoni e Habib Edery, il THC è dunque di fatto una sostanza psicotropa estratta dalle infiorescenze di cannabis che può essere assunta per ingestione, inalazione o in alternativa per vaporizzazione.

Noto per le spiccate proprietà analgesiche e antidolorifiche, il tetracannabidiolo presenta effetti spiccatamente euforizzanti e marcate azioni antinausea, antiemetiche e anticinetosiche oltre a rappresentare un prezioso ausilio nella stimolazione dell’appetito, così come nella riduzione della pressione endooculare e nel controllo dell’aggressività.

Posto in forma pura e a temperature ridotte, il THC appare come un solido cristallino di colore rosato e dall’aspetto tipicamente vetroso, condizione fisica che tende a mutare se sottoposto a temperature più elevate in grado di renderlo viscoso e piuttosto appiccicoso.

Esso presenta una ridotta solubilità in acqua che al contrario tende ad aumentare se miscelato a solventi organici: tutti i preparati ad uso commerciale si presentano infatti sotto forma di liquido oleoso dal caratteristico colore giallo/marrone.

Che cosa è il THC?

Il THCo tetracannabidiolo è il principale responsabile chimico di quelli che generalmente sono gli effetti psicologici e psicoattivi dati dall’assunzione di cannabis sativa

Il significato di THC è tetracannabidiolo, ed è il principio attivo più rilevante presente nella cannabis.

Infatti il THC è il principale responsabile chimico di quelli che generalmente sono gli effetti psicologici e psicoattivi dati dall’assunzione di cannabis sativa, questo poiché agisce direttamente sui recettori dei cannabinoidi prevalentemente concentrati nelle aree del cervello deputate alla percezione temporale e sensoriale, al piacere, al pensiero, alla memoria e alla coordinazione.

Numerosi studi condotti dal National Institute on Drug Abuse hanno infatti dimostrato come l’assunzione di THC stimolerebbe il rilascio di dopamina, provocando in questo modo una sensazione di euforia e rilassamento, unitamente a una possibile alterazione uditiva, olfattiva e visiva e a una differente percezione spazio-temporale.

La struttura chimica del THC somiglia infatti a quella dell’anandamide, un endocannabinoide presente naturalmente nell’organismo, scoperto nel 1992 e in grado di interagire con i recettori C1 e C2 e di mimare gli effetti dei composti psicoattivi presenti comunemente nella cannabis, caratterizzando molteplici azioni differenti che in questo modo possono influenzare determinati aspetti della vita quotidiana, dall'umore all'appetito, tutti estremamente variabili e soggettivi.

Il tetracannabidiolo o THC rappresenta dunque il principio attivo responsabile delle proprietà psicoattive della cannabis, nonché di molte delle relative proprietà terapeutiche, prevalentemente presente nei tricomi, parte integrante nelle infiorescenze di cannabis sativa.

Che differenza c'è tra THC e CBD?

Differenze tra THC e CBD

Il CBD viene impiegato nella cura di condizioni quali convulsioni, dolori, infiammazioni, psicosi e disturbi mentali, nausea, emicrania, ansia e depressione, esattamente come il THC, impiegato per alleviare anche una serie di sintomatologie legate alla spasmodicità muscolare, al glaucoma, all’insonnia e allo scarso appetito.

L’assunzione di entrambe le sostanze può provocare alcuni effetti collaterali e sebbene il CBD risulti ben tollerato dall’organismo anche se assunto in dosi particolarmente elevate, numerose ricerche scientifiche attribuiscono eventuali azioni spiacevoli all’interazione tra cannabidiolo ed eventuali farmaci con i quali tale attivo interagisce.

Il THC, pur non risultando in alcun modo letale o potenzialmente pericoloso, può provocare effetti collaterali temporanei quali aumento della frequenza cardiaca, problematiche legate al coordinamento motorio, secchezza delle fauci, lentezza nei tempi di reazione, perdita di memoria e occhi rossi, fenomeni caratteristici dati dalle proprietà psicoattive di tale composto.

Che effetti ha il THC sull’organismo umano

Il THC può inoltre alterare i sensi portando a percepire i colori in maniera più marcata, comportando una distorsione nella percezione del tempo e dello spazio e riducendo ogni genere di freno inibitorio.

In 1 caso su 6, il THC può provocare dipendenza, la quali diventa più rilevante qualora l’assuntore risulti abituale. Può inoltre generare gli stessi disturbi a carico dell’apparato respiratorio legati al fumo di sigarette, aumentando il rischio di infezioni e di manifestazioni quali tosse ricorrente ed eccessive produzioni di muco.

Tuttavia il tetracannabidiolo presenta molteplici effetti benefici e terapeutici che rendono tale principio attivo ampiamente utilizzato nella terapia del dolore legata a particolari patologie gravi, lenendo manifestazioni dolorose acute e persistenti e risultando efficace nel trattamento degli spasmi muscolari tipici della sclerosi multipla, delle convulsioni, dell’ansia, depressione e disturbi del sonno, della perdita di appetito dovuta a disturbi alimentari gravi, della nausea e vomito provocati tipicamente da chemio e radioterapia.

I consumatori assidui di marijuana attribuiscono alla combinazione di THC e CBD un sostanziale aumento dell’appetito: tali tesi, avvalorate da numerose ricerche scientifiche, hanno pertanto promosso l’impiego del tetracannabidiolo nel trattamento di patologie quali l’HIV così come l’anoressia.

Tuttavia resta deleteria l’assunzione del principio attivo in combinazione con l’alcool, sinergia che tende ad influire in maniera particolarmente negativa sulle più comuni azioni legate alla quotidianità.

Viene da sé che, come per ogni cosa, vale la regola del buonsenso: a risultare deleterio o dannoso è un utilizzo sconsiderato, smodato e inconsapevole della sostanza che, se impiegata al contrario con criterio, può determinare senza dubbio benefici significativi a carico dell’organismo.

Come viene prodotto il THC?

Il THC è una resina prodotta dai tricomi della pianta di marijuana per difendersi dagli animali erbivori.
Si trova principalmente nelle gemme delle piante di marijuana femminili.

Se le temperature sono basse, il suo aspetto è più solido rispetto a quando l'ambiente è più caldo, in tali circostanze ha una consistenza appiccicosa e viscosa.

La quantità di THC nella marijuana dipende sia dalla varietà della pianta che dalle condizioni in cui è stata coltivata (temperatura, umidità, fertilizzanti, substrato, ecc.).

Inoltre, inizialmente la pianta ha creato il THCA (acido tetraidrocannabinolico) che è in forma acida e per diventare THC deve subire un processo di decarbossilazione.

Questo processo viene effettuato ad alta temperatura, quando applichiamo calore o per effetto delle radiazioni, motivo per cui quando la marijuana viene fumata o vaporizzata, si attivano i cannabinoidi in essa contenuti.

Ci sono varietà come la canapa che contengono a malapena THC come la Cannabis Sativa L. mentre altre varietà possono superare il 20%.
Questa proporzione è stata aumentata negli ultimi anni a causa della manipolazione dell'essere umano nella coltivazione creando una marijuana più potente.

Il THC è molto poco solubile in acqua, quindi si dissolve nei lipidi e nell'alcol .
Il modo più comune di consumarlo è il fumo, ma può anche essere svapato o assunto con cibo, oli, ecc

Un ulteriore metodo per chi non fuma può essere quello che realizzare dei dolci a base di cannabis.
Puoi trovare alcune ricette qui:

Quali proprietà medicinali ha il THC? 

Il tetraidrocannabinolo (THC) interagisce con il corpo collegandosi ai recettori del sistema endocannabinoide noti come CB1 e CB2

Il THC, secondo vari studi, ha proprietà analgesiche, antiepilettiche, antinfiammatorie e antiemetiche , e sono allo studio anche i suoi effetti antitumorali. 

Inoltre, è usato per stimolare l'appetito e per l'insonnia. 

Grazie ai benefici del THC, i malati di cancro o HIV hanno una migliore qualità di vita. In effetti, l'industria farmaceutica ha creato vari farmaci composti da cannabinoidi, quindi le loro qualità terapeutiche sono innegabili . 

Naturalmente, prima di assumere THC a scopi medici per alleviare qualsiasi sintomo, dobbiamo consultare uno specialista in cannabis terapeutica che può consigliarci la dose appropriata per il nostro corpo e i sintomi che vogliamo alleviare.

Gli effetti collaterali più comuni del THC sono:

  • Ansia.
  • Perdita di memoria a breve termine.
  • Concentrazione compromessa.
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Può innescare o accelerare l'insorgenza della schizofrenia.
  • Bocca asciutta
  • Alterazione dei movimenti.

Va notato che sebbene il THC possa causare alcuni effetti collaterali negativi, non vi è alcuna possibilità che il suo consumo causi la morte di qualcuno

Nella storia dell'umanità non c'è mai stata una morte a causa dell'uso di marijuana.

Un consiglio che alcuni esperti ci danno è che quando consumiamo marijuana cerchiamo un ceppo che contenga pinene, poiché questo terpene favorisce la memoria a breve termine.

Come puoi vedere, il THC è un cannabinoide che stimola il nostro cervello, il cui consumo ha effetti psicoattivi e benefici, oltre alle controindicazioni che abbiamo già menzionato. 

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      Pubblicato Da: Veronica
      Pubblicato Il: 06 nov, 2021

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