Il grinder, detto anche tritino o trita erba è un particolare accessorio concepito per un unico scopo: tritare tabacco e spezie, nonostante ormai si sia ampiamente diffuso anche e soprattutto tra i consumatori abituali di cannabis. Esso consente proprio mediante la macinatura, di incrementare il volume delle infiorescenze ottenendo un fumo o una vaporizzazione più omogenei e corposi, valorizzandone i cannabinoidi ed esaltando in tutto e per tutto anche la componente resinosa presente in modo tale da ottenere sul finale un’esperienza d’uso migliorata. Tantissime sono le tipologie di grinder disponibili in commercio e se di fatto l’obiettivo di questo strumento, imprescindibile per ogni fumatore che si rispetti, è appunto tritare è anche vero che è possibile scegliere tra molteplici materiali, forme e dimensioni in grado di soddisfare anche il consumatore più esigente. Abbiamo dunque creato questa guida, volta a comprendere differenze e analogie tra tali grinder sempre più funzionali e all’avanguardia, per permettere di destreggiarsi più facilmente in vista di una scelta che può sicuramente rivelarsi “insidiosa”.

Cos’è il grinder, a cosa serve e quanti tipi di grinder ci sono

Il grinder o trita erba senza dubbio lo strumento più utilizzato dai consumatori abituali di cannabis per sminuzzare rapidamente il materiale vegetale in modo tale da ottenere dalla cannabis una resa ottimale sia in termini di intensità durante la fumata che di concentrazione di principi attivi. Tale strumento presenta una forma generalmente cilindrica ed è costituito di norma da due parti complementari tra loro, ognuna delle quali dispone di piccoli chiodini, lamelle o dentini a piramide, a cilindro o a scaglie, anch’essi complementari che possono variare la propria forma in funzione del modello scelto, rivelandosi indispensabili nella macinazione delle infiorescenze o prodotti derivati.

I modelli di grinder più accessoriati e moderni sono tuttavia caratterizzati da una terza parte definita da un vero e proprio scompartimento che, mediante un filtro a rete, permette di separare facilmente resina e tricomi dalle erbe tritate consentendo in questo modo di produrre eventualmente in autonomia hashish pressato, ricavato da quanto macinato autonomamente.

Il grinder di fatto serve sì a tritare l’erba in maniera idonea, ma pone molteplici vantaggi: permette infatti di ottenere una combustione omogenea e consistente ed è utile al fine di riscaldare in modo uniforme una notevole quantità di tricomi, ricavando più sostanze attive dalla materia vegetale. Grazie al grinder si ha la garanzia di ottenere sempre un’erba tritata in maniera perfettamente uniforme, fattore essenziale se si desidera ottenere un’ottimale estrazione dei principi attivi contenuti della cannabis, condizione valida sia qualora si utilizzi un vaporizzatore che una metodologia tradizionale quale ad esempio il bong o la pipa ad acqua così come la classica “canna”, la quale richiede una combustione quanto più uniforme così come una rapida rollata.

Ed è esattamente quando si sceglie di vaporizzare la cannabis che il grinder diviene uno strumento imprescindibile: questo poiché tritare l’erba finemente consente di riempire il braciere in modo più compatto, estendendo maggiormente la superficie a contatto col calore della resistenza o della ceramica in caso di dispositivi a convezione, permettendo di valorizzare maggiormente i principi attivi attraverso una fumata densa, corposa e appagante.

Ulteriore vantaggio dato dall’utilizzo del grinder è la possibilità di estrarre il kief durante la macinatura: si tratta infatti del ricercato prodotto ottenuto dalla separazione dei tricomi dal resto della materia vegetale, cosa che avviene naturalmente ogni qualvolta si maneggia l’erba, ricco di cannabinoidi e del tutto simile a una sostanza resinosa. Apprezzatissimo sia da chi utilizza cannabis sia a scopo ricreativo che terapeutico, grazie a trita erba di ultima generazione, costituiti da ben quattro parti, è possibile ricavarne una buona percentuale in modo estremamente semplice, apprezzandone così tutte le peculiarità.

Come destreggiarsi nella scelta della tipologia di grinder adatto ad assecondare ogni genere di esigenza? In commercio esistono molteplici modelli differenti, pronti a soddisfare facilmente sia coloro che per la prima volta decidono di avvicinarsi al mondo della cannabis, sia chi, da fumatore abituale e avanzato, necessita di un prodotto performante in grado di migliorare sensibilmente l’esperienza della fumata.


Grinder in legno

I grinder in legno sono di norma prodotti artigianalmente anche se è possibile reperire con una certa facilità anche prodotti in serie. Dedicati alla pura macina dell’infiorescenza, si compongono di due parti, dotate di dentini realizzati in metallo e simili a chiodi: costituiti da una struttura basica, difficilmente proprio i grinder in legno presentano compartimenti dedicati alla raccolta di resine e kief. Belli esteticamente, rendono il trito piuttosto naturale anche se tuttavia presentano uno svantaggio dato dalla caratteristica artigianalità: sebbene il legno non venga generalmente trattato e il sapore dell’erba non rischia in alcun modo di essere alterato, i dentini spesso tendono a perdere la relativa affilatura, pregiudicando così la macinatura.


Grinder in plastica o acrilico

Grinder in plastica o acrilico
Grinder in plastica o acrilico

I grinder in acrilico o in plastica sono tra i più comuni ed economici presenti sul mercato: realizzati in materiale plastico o acrilico, sono solitamente costituiti da 2 o 3 parti spesso accompagnate da un apposito scomparto dedicato al kief. Sebbene compaiano tra i più utilizzati, possono comportare uno svantaggio da non sottovalutare: l’utilizzo costante può determinare l’usura dei dentini, o addirittura la rottura, rendendo tale strumento totalmente inefficiente.


Grinder in metallo

Grinder in Metallo
Grinder in Metallo

Gran parte dei grinder a disposizione è realizzata in particolari leghe metalliche zincate, in alluminio, titanio e acciaio, ognuno dei quali presenta peculiarità, pregi e difetti, sia in termini di funzionalità che di prezzo. Notevolmente i grinder in metallo sono più apprezzati dei grinder in plastica o in legno, presentano dentini difficilmente usurabili, spesso garantiti a vita in grado di macinare infiorescenze ad alta densità, sempre nella maniera ottimale. La facile lavorazione dei metalli offre pertanto il vantaggio di porre tritini per erba adatti ad assecondare ogni genere di esigenza, realizzati a più comparti, meccanici o ancora automatizzati.


Grinder in alluminio

Grinder in alluminio
Grinder in alluminio

I grinder in alluminio rientrano nella categoria dei tritini metallici distinguendosi in particolar modo per la caratteristica leggerezza, la maneggevolezza e una maggiore durata nel tempo. Proprio l’alluminio permette di progettare grinder di ottima fattura, sempre funzionali ed efficienti, da sempre apprezzati da gran parte dei fumatori abituali o occasionali, complice l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Grinder in ceramica

Grinder in ceramica
Grinder in ceramica

I grinder in ceramica rappresentano altresì veri e propri top di gamma in termini di prestazioni: difficili da reperire complice il prezzo spesso non propriamente economico, permettono di realizzare un trito estremamente fine, omogeneo e liscio complice la capacità di taglio in grado di preservarsi inalterata del tempo unita a uno stile unico, adatto in particolare agli intenditori. Possono pertanto essere definiti veri e propri prodotti di nicchia.


Grinder a manovella

Grinder a manovella
Grinder a manovella


Molto apprezzati anche grinder a manovella, particolari trita erbe dotati di meccanizzazione, mediante l’ausilio di una manopola utile ad agevolare il processo di triturazione dell’erba, che di fatto ricorda il tipico “macinino da caffè”. Presentano infatti una manovella che necessita di essere azionata manualmente e collegata alla corona superiore del tritino, che determina un movimento rotatorio applicato alle ghiere di macinazione poste all’interno dello strumento. Utili e funzionali, permettono l’ottimale triturazione dell’erba senza tuttavia comprometterne gusto e qualità.


Grinder in pietra ollare

Grinder in pietra ollare
Grinder in pietra ollare

Esattamente come i grinder in legno, anche i tritini realizzati in pietra ollare non rappresentano una scelta particolarmente efficiente: tendono infatti a risultare estremamente pesanti e poco maneggevoli, e notevolmente soggetti ad usura complice la presenza di chiodini in legno o metallo poco resistenti e suscettibili al tempo e all’utilizzo.


Grinder elettrici

Grinder elettrici
Grinder elettrico

Dedicati invece ai più pigri, i grinder elettrici sono di norma caratterizzati da leghe metalliche e alimentati da semplici batterie ricaricabili. Offrono performance sicuramente degne di nota in termini di finezza del trito e di velocità di esecuzione. Essendo sovente di grandi dimensioni, possono inoltre disporre di una camera per la resina filtrata. Sono pertanto in grado di garantire una qualità del trito assolutamente unica, che può sì essere raggiunta anche manualmente, ma che in questo caso è raggiungibile in pochi secondi e senza alcun tipo di sforzo.


Grinder facilmente occultabili

Grinder a forma di Batteria
Grinder a forma di Batteria

Il trita erba è da sempre associato ai consumatori di marijuana abituali: per ovviare ogni genere di pregiudizio, rendendo tale strumento discreto e se vogliamo accattivante, nascono i grinder facilmente occultabili, particolari tritini che celano quella che è la reale funzionalità attraverso forme originali e fuori dal comune. Non stupisce infatti la possibilità di reperire grinder a forma di lattina di Coca Cola, di pallina da golf o da tennis, di bottiglietta e affini.


Grinder con compartimento per resine

Grinder per resine
Grinder per resine

Il grinder può essere dotato di un particolare compartimento per resine, utile a raccogliere il polline generato dalla macinazione, di norma realizzato in lega metallica. La differenza che intercorre tra il grinder con compartimento e i modelli convenzionali, verte sull’esistenza di una camera separata da un filtro a rete sottile, che consente il passaggio delle sole particelle di resina e che, a seconda della tipologia, consente di ottenere derivati della cannabis più o meno puri.


Grattugie

Grattugie Cannabis
Grattugie Cannabis

Un’alternativa ai comuni grinder è data dalle grattugie del tutto simili a quelle comunemente presenti in ogni cucina: si utilizzano strofinando le infiorescenze contro una griglia metallica seghettata e, sebbene possano apparire piuttosto originali, non presentano particolari vantaggi nella triturazione, risultando sovente scomode complice la dispersione della materia vegetale con conseguente rischio di sprecare inutilmente prodotto.


Grinder a 2 pezzi

Grinder a 2 pezzi
Grinder a 2 pezzi

Tra i modelli più minimali disponibili in commercio, i grinder a 2 pezzi sono costituiti semplicemente da un coperchio, unitamente a uno scomparto volto alla triturazione. Semplici e piuttosto basici, dispongono di un serbatoio di raccolta dedicato al polline e al kief e presentano dimensioni notevolmente più compatte rispetto ai modelli similari a 3 o 4 pezzi. Per questo motivo risultano più adatti a un utilizzo in movimento o in viaggio.


Grinder a 3 pezzi

Grinder a 3 pezzi
Grinder a 3 pezzi

I grinder a 3 pezzi invece, sono dotati di uno scomparto aggiuntivo, progettato per raccogliere facilmente la cannabis tritata tanto finemente da passare attraverso i fori presenti nel comparto centrale. Pur non permettendo la raccolta del kief, risultano particolarmente comodi poiché non richiedono di svuotare il contenuto su alcuna superficie determinando un eventuale spreco dei piccoli residui d’erba.



Grinder a 4 pezzi

Grinder a 4 pezzi
Grinder a 4 pezzi


Tra la vasta gamma di grinder manuali disposizione, i modelli a 4 pezzi rappresentano senza ombra di dubbio i migliori: possiedono infatti uno scomparto per raccogliere l’erba triturata e un comparto aggiuntivo dotato di un fitto setaccio in grado di raccogliere facilmente kief e polline. Presentano di norma un prezzo medio/alto, compensato facilmente dalla funzionalità.


Aquista Light

Come tritare l’erba con il grinder

Tritare l’erba col grinder è relativamente semplice: qualora si utilizzi un grinder manuale, occorre semplicemente inserire l’erba nell’apposito comparto, richiudere lo strumento facendo combaciare le varie parti che lo compongono

Come tritare l’erba con il grinder
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determinare successivamente un movimento rotatorio antitetico delle due metà, attuato fino a raggiungere il livello di triturazione desiderato.

Il medesimo meccanismo d’azione è presente anche nei grinder meccanici dove il movimento è tuttavia azionato attraverso l’ausilio di una piccola manovella. Discorso analogo per quanto riguarda i grinder elettrici dove lo stesso movimento avviene tuttavia in maniera automatica senza la necessità di operare con le mani.

Come tritare l’erba senza il grinder

Qualora non si disponga di un grinder per tritare l’erba è tuttavia possibile affrontare l’impresa avvalendosi di una serie di metodi casalinghi più o meno funzionali: è possibile ad esempio ricorrere all’utilizzo di un tradizionale macinino da caffè, tutto sommato funzionale, che consente di simulare perfettamente l’azione di un comune grinder meccanico a manovella. In alternativa sovente viene impiegato un classico mortaio con pestello, soluzione tuttavia sconsigliata poiché l’azione provocata da entrambi gli strumenti, tende piuttosto a schiacciare l’erba, con conseguente spreco in termini di resina, polline e kief e a determinare una resa finale assolutamente deludente.

Tra le soluzioni alternative utili in assenza di un grinder, compare senza dubbio l’utilizzo delle forbici, con le quali è possibile sminuzzare le infiorescenze in piccoli frammenti delle dimensioni desiderate, in tempi relativamente brevi e senza pregiudicare in alcun modo la qualità del prodotto. Valido anche il metodo a coltello applicato su di un tagliere che agisce similmente alle forbici garantendo comunque risultati apprezzabili. L’ultima spiaggia per tritare l’erba senza grinder? L’utilizzo delle mani, forse il metodo meno pratico ed efficiente poiché non consente di triturare la cannabis in maniera uniforme e non garantisce frammenti di piccole dimensioni che di fatto, permettono di apprezzare maggiormente la fumata sia per combustione che vaporizzazione.

Come scegliere il miglior grinder

La scelta del grinder migliore spesso pone non poche difficoltà: prima di effettuare l’acquisto occorre infatti considerare quelle che sono le reali esigenze personali e accertarsi che lo strumento scelto, possa assecondarle in toto, contemplando però una serie di fattori rilevanti quali i materiali con cui il grinder è realizzato, il relativo meccanismo d’azione e non da ultimo il numero di pezzi di cui si compone il tritino preso in esame. Materiali come la ceramica e il titanio rappresentano di fatto il non plus ultra quando si parla di grinder: risultano infatti relativamente leggeri, perfettamente resistenti all’usura e in grado di garantire prestazioni ottimali sia in termini di taglio che di pulizia e manutenzione, consentendo inoltre il distacco immediato di polline e resina dalla superficie ed evitando in questo modo ogni genere di spreco. Di contro tuttavia presentano un prezzo notevolmente più elevato, giustificato però dall’efficienza senza pari del prodotto stesso. Un buon compromesso è rappresentato tuttavia dall’alluminio o da leghe metalliche alternative in grado di garantire prestazioni significative a un prezzo sensibilmente inferiore. Sconsigliati invece l’acrilico e la plastica, così come legno e pietra ollare: nel primo caso la qualità non è mai particolarmente elevata complice il prezzo irrisorio del materiale stesso, nel secondo, entrambi i materiali, spesso impiegati in ambito artigianale risultano particolarmente suscettibili all’usura non garantendo le prestazioni desiderate.

Meglio un grinder manuale, meccanico o elettrico? In questo caso la scelta è molto soggettiva e può variare in funzione delle esigenze personali: chi desidera una macinazione sempre omogenea e molto uniforme, dovrà orientarsi su modelli meccanici ed elettrici in grado di garantire l’ottima resa del materiale vegetale, senza in alcun modo alterarne caratteristiche e proprietà. Se al contrario si predilige la manualità, la scelta di un grinder manuale appunto rappresenta una valida soluzione, questo poiché l’opportunità di scegliere tipologie a 3 o 4 parti contribuisce a rendere tale strumento ancora più funzionale e versatile, nonostante l’utilizzo richieda sicuramente qualche minuto in più.

Consigliati quindi i grinder manuali purché presentino 3 o 4 pezzi a determinarne la struttura: tale tipologia di trita erbe presenta uno o più scomparti aggiuntivi dotati di filtri a rete sottile e piccoli setacci in grado di suddividere perfettamente l’erba, dal polline e dalla resina prodotta in fase di macinazione. Un vantaggio notevole poiché grazie a tale suddivisione è possibile sfruttare in maniera differenziata ogni singolo componente dell’infiorescenza, incrementandone in questo modo non solo la resa ma anche le opportunità di utilizzo, senza mai alterarne ancora una volta la qualità.

Come pulire il grinder

Pulire il grinder a seguito dell’utilizzo è importante al fine di preservarne l’efficienza e di garantire un’erba sempre pura e del tutto priva di eventuali agenti contaminanti: prima di procedere occorre munirsi di alcool denaturato, di un piccolo pennello a setole dure e di una vaschetta o contenitore dove inserire il grinder in fase di detersione. Una volta smontato il trita erbe in ogni sua parte, occorrerà rimuovere ogni residuo di erba e polveri dai vari scomparti, spazzolando ogni singolo componente mediante il pennello a setole dure. Terminata questa operazione preliminare, ogni componente del grinder andrà messo a bagno per qualche ora in un contenitore entro il quale verrà introdotto l’alcool denaturato.

L’utilizzo di questo “solvente”permette di sciogliere ogni residuo resinoso senza alterare in alcun modo il materiale del grinder. A conclusione del bagno in alcool sarà in ultimo necessario risciacquare ripetutamente ogni singolo componente del grinder per poi lasciarlo asciugare all’aria o procedendo con un tovagliolo di cotone o panno carta. Una volta rimontato il grinder, tale strumento risulterà deterso in maniera impeccabile e subito pronto al successivo utilizzo.

Alcuni trucchi per ottenere il meglio dal tuo grinder

Esistono alcuni semplici hack che permettono di ottimizzare l’utilizzo del grinder, incrementando la resa della cannabis e relativi derivati prodotti. Il più comune consiste nell’inserire il grinder, una volta riempito di erba, all’interno del congelatore per circa 20 minuti. Una volta rimosso, il freddo intenso consentirà alla stessa infiorescenza di rilasciare almeno il doppio della resina comunemente prodotta dalla semplice macinazione.

L’utilizzo di un grinder a 3 o 4 pezzi, agevola tale “trucchetto” offrendo inoltre la possibilità di raccogliere più facilmente il kief, ovvero i tricomi derivati dalle infiorescenze. Una volta raccolta una quantità sufficiente è possibile creare vero e proprio hashish casalingo, utilizzando carta da forno e un ferro da stiro o una semplice piastra per capelli: il kief in questo caso andrà posizionato e ripiegato nella carta da forno e sottoposto a calore in grado di scioglierlo, ricompattandolo successivamente mediante il raffreddamento. Una volta solido potrà essere spezzettato e fumato o vaporizzato a piacimento, a tutto vantaggio del gusto e della resa aromatica.