Sono molti ad oggi gli assuntori che fumano canapa light non solo rollando una canna ma mediante l’utilizzo del bong. Tuttavia se tale dispositivo in genere tende a suscitare curiosità e innumerevoli apprezzamenti da chi assume marijuana legale abitualmente a scopo ricreativo, di contro genera dubbi, perplessità e paure tra coloro che non ne conoscono adeguatamente le modalità d’uso. 

Molti considerano il bong come uno strumento poco pratico in virtù delle dimensioni, spesso considerevoli e della necessità di introdurre acqua al suo interno per promuoverne il funzionamento: questo implica necessariamente l’utilizzo esclusivo tra le mura domestiche, escludendone a priori la “trasportabilità”.

Altri temono che possa non rivelarsi igienico poiché il vetro, materiale con cui in genere vengono realizzati i bong, trattiene la resina sulle pareti del dispositivo rendendone complessa la pulizia. 

Principale paura generata tuttavia dal bong, è che l’assunzione di cannabis mediante tale dispositivo possa generare percezioni più marcate, accentuando gli effetti della materia vegetale e contribuendo inevitabilmente a renderla in questo modo più potente in termini di “sballo”. Sono infatti gli effetti della cannabis assunta mediante il bong e quindi del relativo CBD e THC, a rendere i principianti maggiormente timorosi e restii. Tuttavia un utilizzo consapevole del dispositivo può senza alcun dubbio rendere la materia vegetale ancor più apprezzabile e piacevole, sdoganando tutti i preconcetti e pregiudizi legati ad esso. A tal proposito abbiamo deciso di scrivere una guida dedicata al bong, non solo per coloro che della canapa sativa ne hanno fatto un vero e proprio culto, ma anche e soprattutto per chi non ne conosce l’utilizzo ma desidera comunque avvicinarsi a uno strumento in grado di regalare sensazioni mai provate, seppur in totale sicurezza.

Il bong: cos’è la pipa ad acqua e come funziona

Il bong: cos’è la pipa ad acqua e come funziona

Il bong, definito anche pipa ad acqua, è uno strumento noto fin dall’antichità e impiegato per fumare in maniera alternativa alla classica canna non solo le infiorescenze di cannabis, ma anche hashish, charas e altro materiale organico quali erbe aromatiche e tabacco, attraverso un particolare processo di combustione che a differenza di quella classica, risulta meno dannoso per la salute. Questo avviene poiché il fumo prodotto viene veicolato attraverso un liquido, acqua nello specifico, entro la quale si depositano le impurità. Ecco dunque che il bong rappresenta un vero e proprio dispositivo filtrante. Sono differenti le tipologie di bong disponibili in commercio. Altrettanti sono i materiali con i quali i bong possono essere realizzati e che spaziano dal classico e comune vetro, fino ad arrivare all’acrilico o al bambù. Caratterizzati spesso da forme più o meno usuali, ogni bong presenta caratteristiche differenti che possono alterare il sapore dell’erba, così come la relativa consistenza e la temperatura del fumo che successivamente dovrà essere aspirato.

Generalmente il bong è costituito da due parti principali: una da cui si aspira il fumo di canapa light, solitamente situata a un’altezza superiore, l’altra ove avviene la combustione posta più in basso e definita recipiente o filtro. Viene da sé che il fumo prodotto dalla combustione, lo stesso che verrà successivamente aspirato, viene veicolato dalla parte inferiore a quella superiore. All’interno dunque della parte inferiore o filtro, impiegata come base per determinare una sorta di bacino viene posta l’acqua mentre la porta superiore ad esso collegata, viene utilizzata come braciere, dove avviene cioè il processo di combustione.

Il braciere è caratterizzato da un piccolo tubicino definito cannetta o gambo, il quale penetra all’interno del filtro e quindi dell’acqua, permettendo la formazione di bolle durante la combustione.

In ultimo, l’estremità superiore del bong corrisponde al cosiddetto boccaglio grazie al quale è possibile aspirare il fumo mentre la “camera” posta al di sopra del filtro costituisce l’area dove il fumo viene accumulato. Un bong è di norma caratterizzato da un qualsivoglia materiale purché risulti impermeabile all’aria e all’acqua: per questo motivo i dispositivi più efficienti risultano quelli in vetro, acrilico e plexiglass, meno frequenti quelli in bambù e ceramica.

Per quale motivo l’aspirazione del fumo avviene nella parte superiore del bong? La risposta è relativamente semplice ed immediata: all’interno del “collo” del bong, la pressione dell’aria risulta concentrata al di sopra del livello dell’acqua pertanto la pressione atmosferica tende a spingere l’aria esterna verso l’interno transitando per il braciere dove è alloggiata la materia vegetale durante la combustione. Tale passaggio d’aria permette al fumo di passare facilmente attraverso il tubicino posto sotto l’acqua, producendo i gorgoglii tipici del dispositivo. Il fumo in questo modo va a riempire la camera ed è pronto per essere aspirato.

Bong e pipe ad acqua più evolute possono presentare anche una frizione: si tratta di una valvola o in alternativa di un piccolo foro posto nella parte superiore della camera opposta al braciere che ne permette una più rapida fuoriuscita. Tale foto deve pertanto essere tappato durante il riempimento della camera stessa, per poi essere rilasciato prima del tiro in modo tale che l’aria che vi passa attraverso, possa veicolare istantaneamente il fumo all’interno dei polmoni dell’assuntore.

Cosa si può fumare con il bong

Il bong permette di assumere non solo le classiche infiorescenze di cannabis essiccate ma anche relativi derivati quali hashish, charas e resina di cannabis ad esempio e ancora tabacchi e erbe aromatiche adatte a tale pratica. L’utilizzo della pipa ad acqua o bong permette di esaltare tutte le caratteristiche peculiari della materia vegetale, rendendone immediati gli effetti, che da tale pratica, ne risultano ulteriormente enfatizzati. Fumare con il bong è in grado di regalare pertanto un’esperienza sensoriale particolarmente accentuata, di norma adatta agli assuntori abituali che in merito detengono già un “bagaglio esperienziale” piuttosto nutrito.

Quali sono i vantaggi di fumare usando il bong?

Fumare usando il bong comporta un vantaggio fondamentale: sono molteplici infatti gli studi che attestano come la filtrazione mediante l’acqua rappresenti uno tra i metodi più efficaci nel ridurre l’esposizione dei polmoni a sostanze potenzialmente tossiche e nocive presenti comunemente nel fumo e che a lungo termine possono provocare patologie legate all’apparato respiratorio e in casi gravi addirittura il cancro. L’acqua impiegata nel bong contribuisce inoltre a raffreddare il fumo, rendendolo più facile da inalare e riducendo sensibilmente il rischio di irritare le pareti della bocca, e della gola, e i bronchi.

Tuttavia, come avviene per qualsiasi altra sostanza anche la cannabis light, una volta combusta, rilascia un mix di sostanze potenzialmente dannose e cancerogene che, seppur in quantità sensibilmente ridotte rispetto al tabacco, possono risultare comunque deleterie per l’organismo. Il bong è pertanto in grado di filtrare e trattenere, grazie all’acqua, fino al 90% di tali sostanze tossiche, rendendo sicuramente più salutare l’assunzione per inalazione di qualsivoglia materia vegetale.

Quali tipi di bong esistono

Sono molteplici le tipologie di bong o pipe ad acqua comunemente disponibili: tale dispositivo può infatti essere classificato non solo in funzione del materiale che lo costituisce ma anche per colorazione e forma e ancora per modalità d’uso.

Bong a ghiaccio

Il bong a ghiaccio rientra tra le tipologie di pipe ad acqua maggiormente diffuse: in esso è presente una componente aggiuntiva detta “contenitore per il ghiaccio”, una sorta di ingobbatura posta nel collo del dispositivo, ove appunto depositare il ghiaccio. Tale pratica consente infatti di ridurre al minimo il rischio di irritare la gola e l’apparato respiratorio, motivo per cui sono molti gli assuntori che ne prediligono l’uso. Apprezzati per la durata, la praticità d’uso e la versatilità nel controllo, sono in genere costituiti da vetro o acrilico e si presentano con camere particolarmente ampie rispetto ad altre tipologie. 

Bong di vetro

Il bong in vetro è senza dubbio quello preferito e maggiormente utilizzato dagli assuntori abituali d cannabis: il vetro rappresenta infatti il materiale ideale per le pipe ad acqua complice la notevole resistenza al calore, la trasparenza e l’innata trasparenza, unite all’opportunità di essere modellato e colorato a piacimento. Il vetro inoltre non determina aromi e sentori indesiderati durante l’uso, specie se si utilizzano derivati della cannabis quali hashish e charas e, se manutenzionato e pulito correttamente, offre una durata e una resistenza nettamente superiore rispetto alle tipologie di materiali alternativi.

Bong in acrilico

Le tipologie di bong in acrilico presentano caratteristiche differenti che permettono di spaziare notevolmente nella scelta: in base all’altezza della camera, alla possibilità che siano in grado di disporre o meno il ghiaccio, e ancora in base alla forma e ai colori. Il bong in acrilico può essere inoltre facilmente trasportato, risultando particolarmente resistente agli urti e rappresentando una valida alternativa al più fragile vetro.

Bong di bambù

I bong di bambù sono estremamente rari e piuttosto particolari: presentano infatti il corpo interamente costruito in bambù in grado di garantire al fumo di giungere in maniera molto pulita e soft all’interno della bocca dell’assuntore. Tali dispositivi in genere vengono assemblati con bracieri di metallo al fine di evitare che la combustione coinvolga anche il bambù provocando aromi sgradevoli. Fondamentale la pulizia che deve avvenire solo con prodotti appropriati a tale materiale, evitando l’acqua calda che potrebbe pregiudicarne l’integrità

Bong RooR

I bong RooR traggono origine dal relativo brand tedesco a RooR i cui prodotti sono interamente fabbricati e contraddistinti da standard qualitativi decisamente elevati. Col tempo si sono imposti sul mercato in maniera sempre più convincente sia a livello di design che di praticità di utilizzo, tanto da divenire un vero e proprio “fenomeno culturale”. Tra le varie caratteristiche di questa tipologia compaiono innumerevoli innovazioni, quali il diffusore, il sistema anti-scivolamento da tavolo e le ingobbature per il ghiaccio.

Come si pulisce un bong

Come si pulisce un bong

La pulizia del bong appare fondamentale al fine di preservarne non solo l’integrità ma anche e soprattutto la funzionalità originaria unita all’efficienza in termini di resa aromatica. Da non sottovalutare la pulizia anche per preservare la salute di chi utilizza il dispositivo che, durante l’uso tende ad accumulare sporco e impurità divenendo veicolo di batteri. L’igiene prima di tutto insomma! 

Sono molteplici i metodi impiegati per pulire il bong in modo accurato, i quali variano in funzione del materiale di cui il dispositivo è composto. Occorre pertanto in primis smontare ogni parte che compone il bong per poi munirsi di cotone, raschietti e spazzoline in grado di rimuovere ogni residuo di resina. Le varie componenti andranno sciacquate in modo accurato in acqua bollente, avvalendosi di aceto, bicarbonato o semplice detersivo per i piatti, per poi lasciarle ad asciugare naturalmente all’aria prima di assemblare nuovamente il dispositivo in vista del successivo utilizzo.

In alternativa, se si desiderano metodologie più rapide ed efficaci, in commercio sono disponibili innumerevoli kit di pulizia e prodotti specifici in grado di adattarsi ai più comuni materiali quali vetro, acrilico e ceramica, così come al particolare bambù.

Bong senza acqua: alcune alternative per un’esperienza memorabile

Sono molteplici le alternative che possono supplire l’acqua all’interno del bong, tutte in grado di amplificare notevolmente l’esperienza d’assunzione, rendendola assolutamente unica. Prima tra tutte è l’acqua ghiacciata che permette di filtrare e raffreddare il fumo contemporaneamente rendendo più intenso e corposo ogni tiro di cannabis. Utilizzare un classico in sostituzione dell’acqua rende il sapore del fumo più vivace e brioso mentre il succo di mirtillo rosso così come le acque aromatizzate alla frutta rappresentano una validissima soluzione per chi desidera aggiungere un tocco fresco e fruttato in grado di rendere l’esperienza d’assunzione ancor più piacevole e corroborante.

Anche l’impiego della nota bevanda energetica Gatorade in genere rappresenta un trend: il relativo sapore piuttosto delicato tende a disperdersi durante l’aspirazione mantenendo in bocca tuttavia un sentore fresco e frizzante che non stona mai.  

Resta un argomento piuttosto “spinoso”e dibattuto, l’utilizzo di vino o alcolici in sostituzione all’acqua all’interno del bong, questo poiché l’inalazione di fumi dati dalla combustione di bevande altamente alcoliche (può rivelarsi pericoloso e particolarmente nocivo per la salute e per l’apparato respiratorio.

Come scegliere il bong che fa per te

La scelta del bong appare sempre piuttosto soggettiva e personale proprio perché tale dispositivo deve essere in grado di assecondare le esigenze e le abitudini dell’assuntore in maniera ottimale. In genere i fumatori di cannabis più esperti tendono ad orientarsi su bong più complessi, in genere in vetro o ceramica dotati di valvole e frizione in grado di calibrare l’erogazione e l’intensità del fumo in funzione della sostanza assunta. I prezzi in questo caso variano dai 30/40 euro circa, garantendo l’acquisto di dispositivi di elevata qualità ed efficienza pronti a valorizzare al meglio il tipico e apprezzatissimo  aroma  della cannabis. Discorso analogo vale per i neofiti per i quali sarebbe più indicato selezionare comunque un dispositivo di fascia medio/alta in grado di garantire prestazioni ottimali in termini di resa aromatica. In commercio sono disponibili anche bong in acrilico a partire da 15 euro ma spesso un prezzo basso implica una scarsa qualità del materiale che finirebbe inevitabilmente per alterare il gusto della materia vegetale. Meglio dunque non lesinare e acquistare da subito un dispositivo “definitivo” e di buona qualità.