Spedizioni Gratis
per ordini maggiori di 39€
6000 punti di ritiro
ritira dove e quando vuoi
Spedizione Anonima
Ci teniamo alla tua privacy

Grow Box e Grow Room per coltivare cannabis indoor

Pubblicato Da: Marco / Pubblicato Il: 24 giu, 2019

Growbox

Quando si parla di coltivazione indoor, si intende una particolare tecnica grazie alla quale è possibile coltivare a ciclo continuo e in qualsiasi stagione o periodo dell’anno, ogni genere di specie botanica posta all’interno di un ambiente chiuso quale una serra, una semplice stanza o una grow box, mediante l’impiego di prodotti specifici in grado di favorirne uno sviluppo e una crescita ottimale, in tempi relativamente rapidi.

Tra le soluzioni più gettonate quando si parla di coltivazione indoor, compare sicuramente la grow box, una struttura dalle dimensioni variabili e del tutto simile a una scatola in grado di simulare perfettamente il ciclo stagionale grazie all’ausilio di luci specifiche volte a riprodurre le irradiazioni solari e relative temperature. Un enorme vantaggio oggi ampiamente sfruttato nella coltivazione di cannabis poiché proprio la grow box offre la possibilità di poter “autoprodurre” quanto desiderato, nella più totale privacy della propria abitazione e, a livello di produttività, esattamente come avverrebbe in un ambiente esterno.

Cos’è una Grow Box e come viene usata per coltivare canapa indoor

Ampiamente utilizzate in idroponica, le grow box non sono altro che vere e proprie scatole di dimensioni variabili e costituite da una specifica struttura in grado di caratterizzare un ambiente controllato entro il quale è possibile “programmare” facilmente la germinazione, lo sviluppo e la crescita delle specie botaniche scelte, in autonomia e secondo il relativo ciclo di vita, esattamente come avverrebbe in natura e in un comune ambiente esterno.

Indicata per chi di fatto non possiede un orto o presenta la necessità di coltivare specie particolari in un ambiente chiuso e privato, la grow box, così come in alternativa l’allestimento di una grow room, offrono il vantaggio di poter operare in modo discreto, anche in presenza di piante di cannabis, per le quali difficilmente sarebbe possibile praticare una comune coltura outdoor.

La coltivazione praticata all’interno della grow box risulta molto simile a quella tradizionale effettuata comunemente in pieno campo, fatta tuttavia eccezione per l’impiego di luce artificiale volta a simulare gli effetti tipici dell’irradiazione solare: tale installazione infatti, che come già accennato si avvale della coltura idroponica, imita in toto tutti gli elementi caratteristici che, anche in natura, promuovono la regolare crescita e lo sviluppo di una qualsivoglia specie botanica e floreale. Non fanno tuttavia eccezione gli ortaggi e tipologie di piante tuttavia meno “convenzionali” quali ad esempio la cannabis o canapa sativa.

In genere la grow box, che può tuttavia essere realizzata anche in maniera “artigianale”, si compone di una struttura o scheletro in materiali resistenti e flessibili come ferro o alluminio, la quale viene rivestita da un telo piuttosto spesso in materiale riflettente. Viene a crearsi in questo modo una sorta di scatola del tutto impermeabile e isolata dalla luce esterna così come dall’aria, fatta eccezione per una serie di manicotti e cerniere necessari per poter accedere rapidamente alla coltivazione stessa.

Ogni box per la coltivazione indoor, anche nel caso in cui si scelga nello specifico di coltivare cannabis, necessita poi dell’ausilio di specifiche lampade in grado di simulare perfettamente la luce solare, offrendo in questo modo la possibilità di coltivare in maniera efficace e produttiva a prescindere dalla stagione o dal periodo dell’anno. Differenziandole in base alla loro potenza specifica e al periodo, è infatti possibile favorire la germinazione, lo sviluppo così come la fase di fioritura o fruttificazione qualora la specie scelta lo preveda: per promuovere la germinazione e lo sviluppo delle piante, consigliate sono le lampade a luce bianca, fredda e preferibilmente debole mentre per quel che concerne fioritura e fruttificazione, più opportune sono le lampade a luce rossa o arancio, calda e maggiormente intensa.

Imprescindibile all’interno della grow box anche un aspiratore, utile non solo per estrarre l’aria calda diretta conseguenza dell’illuminazione artificiale ma anche e soprattutto per attutire la caratteristica profumazione della cannabis data dalle foglie e resa ancor più marcata nel momento stesso in cui avverrà la fase di fioritura: tale dispositivo andrà ovviamente integrato a una ventola di raffreddamento volta a immettere aria fresca unitamente a un filtro utile affinché la ventilazione non comporti l’emissione di agenti esterni o polveri potenzialmente dannose per le piante. In ultimo la grow box verrà quindi completata con un timer analogico o temporizzatore in grado di scandirne non solo la temperatura interna ma anche di definirne la cosiddetta “stagionalità”.

La grow box rappresenta quindi una svolta significativa specie per chi sceglie di orientarsi verso la coltivazione di cannabis, specie botanica che offre notevoli soddisfazioni ma che richiede di fatto cure e attenzioni costanti e molto specifiche. Perfetta per essere integrata all’interno di spazi piuttosto ridotti, dispone di una valida alternativa adatta ad ambienti più ampi: la cosiddetta grow room, una vera e propria stanza, come può essere ad esempio un piccolo garage, una cantina o un semplice ripostiglio, entro la quale è possibile installare la medesima strumentazione della grow box col vantaggio di poter disporre di una coltivazione più estesa data da un maggior numero di piante.

La grow room, data la sua caratteristica estensione consente di stimolare più facilmente la crescita delle piante, in questo caso di cannabis, proprio attraverso la coltivazione idroponica, notevolmente più complessa da attuare in una semplice grow box.

Proprio grazie alla coltivazione idroponica è infatti possibile ottimizzare la produttività della coltivazione mediante un particolare sistema di pompaggio in grado di fornire la corretta quantità di acqua e nutrienti direttamente alle radici della pianta: una metodologia pulita che ne garantisce la crescita ottimale, promuovendo una rapida crescita e una precoce fioritura, motivo per cui trova ampio riscontro proprio nella coltivazione di cannabis che dall’idroponica trae il notevole vantaggio di poter sostituire facilmente le funzionalità di un comune terreno, garantendo comunque quanto necessario alle piante stesse, riducendo al minimo la manutenzione.

L’erogazione dell’acqua avviene dunque secondo modalità differenti, variabili in funzione delle necessità e della specie botanica scelta: il gocciolamento rappresenta la metodologia maggiormente diffusa, la stessa che permette, mediante l’utilizzo di una piccola pompa, il rilascio di nutrienti sotto forma di gocce erogate sulle radici. Tuttavia valide alternative sono comunque rappresentate da sistemi deep & flow ovvero di flusso e riflusso, sistemi DWC e aeroponici che in questo caso sfruttano la nebulizzazione.

L’utilizzo della grow box è ad oggi particolarmente immediato: in commercio è infatti possibile reperire facilmente kit più o meno completi che consentono un allestimento rapido e in totale autonomia, permettendo di procedere alla coltivazione indoor in tempi sempre più rapidi. Ed è proprio la coltivazione indoor ha rappresentare un vero e proprio trend tra i più attuali: offre infatti il vantaggio di usufruire di uno spazio coltivabile qualora non si disponga di un orto, agevola e promuove la produttività della coltivazione e consente di beneficiare della privacy della propria abitazione anche in presenza di piante di canapa, da sempre protagoniste indiscusse quando si parla di idroponica e colture indoor.

    Perché comprare una Grow Box

    Scegliere di acquistare una grow box comporta numerosi vantaggi, sia di pertinenza pratica che prettamente strutturale: tale strumento risulta infatti perfetto per chi desidera sfruttare una vera e propria serra domestica volta alla coltivazione di una qualunque specie botanica, in sostituzione di uno spazio aperto, di un orto o di un semplice giardino. Tale condizione appare particolarmente favorevole quando si sceglie di coltivare ad esempio canapa sativa, poiché la grow box è in grado di tenere lontani occhi indiscreti, permettendo di operare nella sicurezza della privacy tipicamente domestica.

    L’ausilio di particolari strumentazioni unite poi alla tecnica idroponica, accelerano i tempi comunemente impiegati dalla natura, ottimizzando la coltivazione stessa e contribuendo a renderla maggiormente produttiva in termini di resa fiorifera e fruttifera. Non da ultimo l’utilizzo di una grow box permette di seguire scrupolosamente le condizioni dettate dalla stagionalità proprio grazie alla temporizzazione, offrendo un ampio margine di successo anche da parte del neofita che decide di avvicinarsi alla tipica coltivazione indoor di cannabis, pianta che tradizionalmente richiederebbe cure costanti, attenzioni particolari e una notevole dedizione nel seguire i naturali ritmi diurni, notturni, ciclici e stagionali imposti dalla specie, e difficilmente riproducibili senza alcun criterio.

    Quali elementi analizzare prima di acquistare una Grow Box

    Prima di acquistare una grow box è sempre opportuno vagliare attentamente una serie di elementi utili a comprendere se e quale struttura sia realmente idonea all’utilizzo previsto e alla tipologia di coltivazione e tecnica preventivata. I modelli e kit a disposizione sono decisamente svariati e il rischio è di fatto quello di compiere una scelta affrettata orientandosi verso un prodotto improprio o destinato a rivelarsi inutile al raggiungimento di specifici obiettivi. Ecco dunque cosa è necessario valutare:

    Budget a disposizione

    Sembra scontato ma il budget a disposizione rappresenta un fattore di notevole rilievo a fronte di un acquisto. Un budget elevato consente di disporre di una vasta scelta di grow box munite di attrezzature all’avanguardia, subito pronte all’uso e in grado di rendere efficiente la coltivazione. Diversamente anche con un budget ridotto è possibile orientarsi verso tipologie di grow box meno complesse ma di fatto più adatte a chi predilige il “fai da te” e non considera un problema costruire il proprio kit personalizzato, pezzo dopo pezzo. Tuttavia, a prescindere dal budget è sempre prioritario prediligere box realizzate con materiali e componenti di ottima qualità poiché in grado di influire in maniera significativa sulla resa della coltivazione.

    Spazio a disposizione

    Anche lo spazio a disposizione rappresenta un fattore di cui è necessario tenere conto: le grow box presentano dimensioni differenti. Possono essere di piccole, medie e grandi dimensioni e proprio per questo è opportuno stabilire con anticipo l’ambiente nel quale la grow box troverà collocazione, in modo tale da rendere la struttura facilmente fruibile e accessibile, migliorandone inoltre l’innata praticità che contraddistingue questa tipologia di prodotto.

    Volume della grow box

    Analogamente allo spazio a disposizione è opportuno tenere conto anche e soprattutto del volume della grow box che si intende acquistare. Appuntarne le misure e verificare che possa essere alloggiata all’interno dello spazio predisposto a tale uso è importante al fine di non rischiare l’acquisto di un prodotto ingombrante, di dimensioni eccessive o al contrario scarse se comparate all’utilizzo e alla coltivazione scelta preventivamente.

    Stabilità e tipo di struttura

    La stabilità e la tipologia della struttura scelte rappresentano fattori imprescindibili: una grow box di qualità prevede infatti l’utilizzo di materiali robusti, resistenti agli urti e abbastanza flessibili da garantirne la tenuta e una maggiore durata nel tempo. Sono a disposizione in commercio modelli differenti, spesso costituiti da strutture in materiale polimerico in grado di resistere a qualunque condizione ambientale così come in acciaio o alluminio, che di fatto lasciano maggiore spazio a eventuali personalizzazioni. La scelta in questo caso dovrà essere dettata dalle funzionalità desiderate così come dalla tecnica di coltivazione scelta, se idroponica, aeroponica, in cocco o in terra.

    Aerazione interna della Grow Box

    La coltivazione indoor necessita di un sistema di aerazione ottimale che si compone di una ventola, di uno specifico sistema di filtraggio dell’aria così come di un estrattore volto a degradare eventuali odori emessi dalla coltivazione stessa. Valutare che tali componenti siano realmente efficaci è determinante, poiché la ventilazione stessa, così come il filtraggio dell’aria presente all’interno della grow box, influiscono sulla resa ottimale della coltivazione stessa, permettendo di veicolare all’esterno l’aria calda prodotta dalla presenza di lampade che diversamente comprometterebbero l’integrità delle piante e impedendo al contempo che eventuali particolati dannosi possano accedere all’interno della struttura.

    Mylar e rivestimento interno

    Attenzione anche alla qualità del rivestimento interno della grow box detto mylar: il materiale deve infatti consentire una corretta rifrazione della luce in modo che tale componente promuova in maniera adeguata lo sviluppo di infiorescenze, frutti e ramificazioni laterale. Un rivestimento di qualità sarà inoltre in grado di mantenere temperatura e umidità ottimali, evitando insuccessi o problematiche presenti di norma con l’utilizzo di un comune foglio di alluminio per alimenti. Il mylar permetterà infine di ripartire equamente la luce emanata dall’alto dalla fonte luminosa, distribuendola uniformemente su ogni lato della pianta, proteggendola durante la fase di riposo.

    Come montare e allestire una Grow Box in casa

    Che provenga da un kit o che sia al contrario realizzata artigianalmente, l’allestimento di una grow box, quantomeno sotto l’aspetto strutturale non risulta particolarmente complesso: occorre in primis comporre la struttura metallica, quella che di fatto rappresenta lo scheletro della serra domestica, per poi posizionarla successivamente all’interno della “tenda” ovvero il rivestimento in mylar che all’interno dei kit è preformato in modo tale da assecondare facilmente la struttura stessa esattamente come un abito su misura. Si procederà in ultimo con l’aggancio del rivestimento stesso ai componenti metallici avendo cura che il tutto combaci perfettamente: in questo caso la riprova avverrà nel momento stesso in cui verranno testate le cerniere che determinano la perfetta chiusura della grow box.

    Completato l’assemblaggio della struttura sarà necessario includere al suo interno l’attrezzatura necessaria alla coltivazione di cannabis indoor: ecco dunque che subentra la luce che in questo caso rappresenta un elemento essenziale e necessario al fine di riprodurre perfettamente lo spettro della luce solare, promotore della fotosintesi. Esistono tipologie di lampade differenti, ognuna delle quali presenta una specifica funzionalità: le lampade Mh emettono una luce chiara, azzurro/celeste in grado di stimolare la fase di crescita. Se Hps invece, risultando indicate per la fioritura, emettendo uno spettro luminoso rossastro. In ultimo è possibile optare per lampade Agro in grado di assecondare entrambe le funzionalità, complice lo spettro luminoso ibrido arancio/blu.

    L’utilizzo di un “easy roller”, una sorta di carrucola in grado di orientare in altezza la lampada, è caldamente consigliato al fine di sollevarla progressivamente seguendo la crescita delle piante, unitamente a un alimentatore hps/hm in grado di alimentare adeguatamente l’illuminazione senza creare alcun tipo di dispersione.

    L’installazione di una grow box “fai da te”, richiederà l’inserimento di un timer analogico, strumento che gioca un ruolo determinante nella coltivazione indoor, poiché consente di temporizzare la luce, programmandone accensione e spegnimento, una volta collegato al sistema di illuminazione, evitando di sottoporre la pianta a eventuali squilibri. Immancabile anche una centralina clima pensata per gestire tutti i parametri ambientali quali temperatura e umidità regolando la sotto pressione e agendo in sinergia con l’aspiratore d’aria, in modo da mantenere il perfetto equilibrio tra aria in entrata e in uscita.

    Sarà inoltre necessario installare, oltre all’aspiratore d’aria e un filtro ai carboni attivi che aiuti a rimuovere l’eventuale particolato presente nell’aria proveniente dall’ambiente esterno, evitando la fuoriuscita di odori prodotti all’interno della grow box, il tutto collegato mediante una condotta preferibilmente flessibile e in alluminio. A questi componenti si andrà ovviamente ad aggiungere una ventola in grado di garantire la movimentazione dell’aria fortificando la coltivazione grazie al movimento oscillatorio prodotto, e un termoigrometro digitale che permetta di regolare la temperatura e il livello di umidità, determinando il ritmo stagionale delle piante.

    Se si desidera una grow box efficiente, sarà utile provvedere all’installazione di un estrattore d’aria in grado di promuoverne la somministrazione all’interno della box, specie se si sceglie di introdurre anidride carbonica, fondamentale per promuovere la fotosintesi clorofilliana e un rapido sviluppo della coltivazione.

    Come gestire la temperatura interna di una Grow Box

    Nella coltivazione indoor la temperatura rappresenta un fattore fondamentale poiché qualora presenti squilibri, può compromettere seriamente la crescita delle piante. Di norma dovrebbe essere dunque mantenuta tra i 20 e i 26°C e monitorata mediante l’utilizzo di un termoigrometro. Qualora non rispetti i valori consigliati a causa del clima esterno, così come del modello di lampada impiegata o ancora della strumentazione inclusa nella grow box, è possibile intervenire favorendo il riciclo dell’aria mediante l’installazione di un estrattore in grado di ridurre sensibilmente il calore prodotto accidentalmente.

    Il ricircolo d'aria forzato risulta infatti basilare quando si sceglie di utilizzare una grow box, proprio perché consente di gestire i cosiddetti valori ambientali: grazie all’estrattore d’aria la temperatura viene riportata a livelli ottimali poiché il dispositivo interviene aspirando l’aria calda e veicolandola all’esterno della struttura.

    Come controllare l’umidità in una Grow Box

    Importante nella coltivazione indoor anche il controllo e la gestione dell’umidità poiché, a prescindere dalla strumentazione e dai fertilizzanti impiegati, valori irregolari e inadeguati possono senza dubbio compromettere il regolare sviluppo e crescita delle piante. Risulta pertanto consigliato l’utilizzo di un termoigrometro in grado di monitorare i livelli di umidità consigliati che si aggirano intorno al 75/85% in fase di germinazione, al 50/60% in fase vegetativa e al 40/50% in fase di fioritura.

    Qualora il livello di umidità risultasse eccessivo, è possibile intervenire ancora una volta avvalendosi dell’estrattore d’aria in grado di aspirarne l’eccesso rimuovendolo dalla grow box o in alternativa di un deumidificatore che l’assorba. Se invece al contrario l’umidità risultasse scarsa, l’impiego di un umidificatore a ultrasuoni rappresenta la soluzione ottimale poiché interviene semplicemente nebulizzando acqua all’interno della grow box, ripristinandone in questo modo i valori suggeriti.

    Coltivare canapa con la tecnologia LED o LEC?

    Chiunque desideri coltivare indoor, specie nel caso della cannabis, deve necessariamente fare riferimento a un sistema di illuminazione efficace nella stimolazione della fotosintesi della pianta. Attualmente sono cinque le principali tipologie di fonti luminose impiegate in idroponica: le lampade fluorescenti o CFL adatte in particolar modo ai principianti ma che non garantiscono prestazioni ottimali, ad alta pressione di sodio o HPS, che presentano costi di gestione eccessivamente elevati e diodi a emissione di luce o LED unitamente alle lampade CMH/LEC, che possono essere definite anche come lampade MH o alogenuri metallici di ultima generazione, dalle quali differiscono principalmente per il materiale che costituisce il tubo, realizzato di norma in ceramica, e che risultano tra le più efficienti e utilizzate specie in orticoltura.

    Sono proprio le lampade a LED quelle maggiormente sfruttate dai coltivatori indoor poiché oltre a garantire l’emissione dell’intero spettro luminoso consentono di ottimizzare i costi di gestione e di controllare più facilmente le temperature all’interno della grow box. E se fino a qualche tempo fa, rappresentavano la soluzione ottimale, oggi a competere con la tecnologia a led subentrano le lampade CMH/LEC il cui funzionamento è determinato da un tubo di scarica realizzato in quarzo che da vita a un colore estremamente naturale se da 3100K e ad ampio spettro, o a uno spettro blu se da 4200K. Sebbene in entrambi i casi funzionino solo attraverso l’impiego di ballast (circuiti elettrici) magnetici o elettronici ad emissione di sole basse frequenze, tale sistema di illuminazione determina il notevole vantaggio di una durata superiore rispetto alle altre tipologie di lampade a disposizione.

    Proprio in virtù del colore più naturale prodotto dalle lampade CMH/LEC da 3100K, risulta quindi più facile osservare la naturale tonalità delle piante di cannabis durante il loro intero ciclo di vita, fattore essenziale per monitorarne lo stato di salute e riscontrare più facilmente eventuali problematiche visibili proprio mediante eventuali variazioni cromatiche.

    Inoltre lo spettro luminoso emesso dai dispositivi CMH/LEC comprende le emissioni di raggi UV-B, che secondo molteplici testimonianze contribuirebbero a migliorare in maniera significativa la produzione di tricomi durante la fase vegetativa delle piante di cannabis con un conseguente aumento della resa produttiva.

    Coltivare la canapa utilizzando le lampade CMH/LEC

    Le lampade CMH/LEC o “ceramic metal-halide” sono lampade di nuova generazione che vanno in un certo qual modo a sostituire le meno recenti MH o alogenuro metallico, dalle quali differiscono essenzialmente per il materiale che costituisce il tubo, in questo caso realizzato in ceramica, e in grado di supportare più facilmente le alte temperature, complice una particolare miscela di gas, utile a ridurle, garantendo uno spettro luminoso ottimale per la crescita delle piante di canapa.

    Le lampade CMH/LEC risultano dunque particolarmente adatte se impiegate nella coltivazione della cannabis, poiché presentano uno spettro luminoso più idoneo allo sviluppo e alla crescita delle piante, risultando inoltre particolarmente efficienti sotto l’aspetto energetico.

    Tra i numerosi vantaggi dati dall’utilizzo di lampade CMH/LEC non sono sicuramente da sottovalutare la maggiore stabilità dello spettro luminoso così come la migliore resa cromatica, entrambi fattori che contribuiscono a determinare una maggiore efficienza sotto l’aspetto prettamente funzionale, senza tuttavia porre in secondo piano una durata sul lungo periodo, sensibilmente più significativa rispetto ai sistemi di illuminazione alternativi.

    Inoltre le lampade CMH/LEC risultano essere almeno due volte più efficaci in termini di lumen, se comparate alle lampade MH e almeno un 15 - 20% in più se si prende in esame la radiazione fotosinteticamente attiva. Da non sottovalutare nella coltivazione di cannabis, lo spettro luminoso estremamente ricco di raggi UV e infrarossi, utile nel favorire lo sviluppo delle piante in fase vegetativa. Il solo svantaggio pare dunque essere rappresentato dal prezzo decisamente significativo, se rapportato alle lampade LED o ad altre tecnologie luminose alternative, tuttavia ammortizzato facilmente grazie al notevole risparmio energetico e a una migliore resa della coltivazione stessa.

    Grow Box e Grow Room Kit: i modelli in commercio

    In commercio sono facilmente reperibili differenti tipologie di grow box così come di allestimenti pensati per vere e proprie grow room. In questo caso è realmente difficile stabilire quale sia il “prodotto migliore”, semplicemente perché ogni kit, presenta sostanziali differenze che spaziano dalla struttura o scheletro della box fino ad arrivare alle strumentazioni incluse. Volendo stilare dunque una sorta di classifica, anche se orientativa, è sempre opportuno e preferibile effettuare un piccolo investimento iniziale optando per grow box complete in grado di soddisfare sia il neofita che il coltivatore più esperto ed esigente. In questo caso il kit comprende la struttura fisica della box, unitamente a tutta la strumentazione necessaria a consentire una coltivazione indoor ottimale.

    Le mini grow box invece, piccole e compatte, risultano particolarmente funzionali, suggerite per chi desidera approcciare alla coltivazione indoor o più semplicemente ama sperimentare nuove idee e nuovi strumenti, disponendo già di una grow room principale. Una valida alternativa è data dalle innovative pc-grow box, spesso del tutto simili a case di un computer desktop in grado di ottimizzare lo spazio, offrendo una solida struttura in materiale plastico resistente, il tutto con una maggiore praticità in termini di collocazione.

    Per chi invece ha la fortuna di disporre di uno spazio maggiore, la soluzione più adatta resta senza ombra di dubbio la classica e intramontabile grow box rettangolare, la quale si sviluppa in altezza risultando meno ingombrante ma concepita anche e soprattutto per la coltivazione di piante che tendono a svilupparsi in altezza.

    Condividi questo articolo
    Foto Autore
    Pubblicato Da: Marco
    Pubblicato Il: 24 giu, 2019

    “La mia libertà finisce dove comincia la vostra.” (M. L. King)Informatico di professione, antiproibizionista per passione.

    COMMENTI
    ARTICOLI COLLEGATI

    Quando parliamo di oidio, al contrario di quello che potremmo pensare, non ci riferiamo al nome comune di un particolare fungo, ma alla malattia causata da una serie di funghi ascomiceti.

    Pubblicato Da: Marco | Pubblicato Il: 28 mar, 2019

    Nel seguente articolo vi forniremo alcuni motivi per utilizzare i fertilizzanti, vi diremo da dove potete iniziare e parleremo di fertilizzanti a seconda della fase di crescita, della fioritura e dello sviluppo delle radici.

    Pubblicato Da: Marco | Pubblicato Il: 19 feb, 2019

    Un grande vantaggio della fioritura forzata è che esso permette alle piante di fiorire in estate , quando non c'è quasi pioggia o funghi nell'ambiente, come invece in autunno durante la fioritura naturale.

    Pubblicato Da: Marco | Pubblicato Il: 11 mar, 2019