Per chi si avventura nella coltivazione di cannabis, la germinazione dei semi rappresenta uno dei momenti più entusiasmanti. In questo articolo andremo proprio alla scoperta di questo momento così importante.

Che cos’è la germinazione

La germinazione è il processo che fa sì che dal seme si giunga alla nuova pianta. Questo processo può avere inizio solo nel momento in cui diversi elementi, ovvero luce, temperatura, acqua e ossigeno sono in equilibrio ottimale.

Prima di allora, il seme si trova nella cosiddetta fase di dormienza; quando si troverà su un terreno bagnato, l’acqua lo farà gonfiare e gli permetterà di rompere il tegumento, una sorta di membrana protettiva che si ammorbidisce a contatto con l’acqua.

È a quel punto che l’embrione all’interno del seme si allunga fino a formare un cordoncino detto plantula: emergerà la cosiddetta radichetta che affonda nel terreno e poi il fusto, sul quale si svilupperanno nuove foglioline. Queste ultime, iniziando a compiere la fotosintesi, faranno in modo che la pianta si sviluppi.

Come germinare i semi di cannabis?

Vediamo ora le varie tecniche di germinazione che possiamo applicare.

Quando si decide di coltivare cannabis, occorre fare molta attenzione a ciascuna delle fasi che accompagnano quest’affascinante avventura; anche la germinazione è, tra queste, molto delicata. Esistono diversi modi per far germinare i semi delle piante di cannabis, ciascuno dei quali offre sia vantaggi che svantaggi. Tieni presente, inoltre, che se qualcuno dei semi in tuo possesso non germinerà, ciò sarà perfettamente normale e naturale.

La prima cosa da fare, prima di piantare i semi, è procedere ad una loro ispezione preliminare. In genere, i semi di colore scuro hanno maggiori probabilità di germogliare, mentre quelli verde chiaro o biancastri germogliano più difficilmente. Se la superficie esterna di un seme è danneggiata o graffiata, ciò non influisce necessariamente sulle probabilità che germogli.

Durante la germinazione, pianta ha bisogno di una serie di fattori:

  • temperatura;
  • tasso di umidità;
  • assorbire acqua;
  • bisogno di luce;
  • pH.

Inoltre, è consigliabile maneggiare i semi il meno possibile prima di piantarli.

Vediamo ora le varie tecniche di germinazione che possiamo applicare.

  • Tecnica del bicchiere d’acqua: la meno efficace, ma, al contempo la più semplice ed adatta ai coltivatori di cannabis principianti. Dopo averlo riempito per metà di acqua, alla temperatura di circa 22°C, si mettono i semi in un bicchiere. Dopo circa 3–5 giorni appaiono le prime radici, bianche e sottili. Quando queste raggiungeranno i 2–3 mm di lunghezza, si potrà estrarre delicatamente il seme dall’acqua e trasferirlo su un vaso riempito con del terriccio.

Occorre effettuare questa operazione con la massima cautela. Si scaveranno delle piccole buche, profonde circa 10–15 mm, e si trasferiranno al loro interno i semi germogliati. A questo punto, occorre esporre la piantina alla luce ed innaffiare regolarmente, ma con molta moderazione, magari usando un nebulizzatore, che sarà in grado di creare un ambiente umido, ma non bagnato.

  • Tecnica del tovagliolo di carta inumidito: la tecnica più utilizzata in assoluto. Si stende un tovagliolo di carta assorbente da cucina inumidito su una superficie piana. Vi si depositano i semi, a distanza di qualche centimetro l’uno dall’altro.

Quindi, si coprono con un altro tovagliolo, a sua volta umido. Quando le estremità delle radici raggiungono i 2–3 mm di lunghezza, i semi si trasferiscono delicatamente nei vasi con la stessa procedura del metodo precedente.

  • Piantumazione direttamente nel terreno: questa tecnica ha il vantaggio di evitare che i semi vengano maneggiati e che siano esposti a fluttuazioni di temperatura. Si riempiono dei vasi con terriccio umido, eventualmente arricchito con uno stimolante per la crescita. Si pratica un foro profondo 10–15 mm, e vi si inserisce il seme.

Si ricopre quindi con il terriccio, senza comprimere troppo, per non indurire il terreno. Si nebulizza la superficie del terreno per mantenere il giusto grado di umidità.

I vasi per la germinazione devono essere tenuti in un ambiente umido. Dopo 4–10 giorni, appaiono in genere i primi germogli. La pianta e il terreno possono allora essere trasferiti in un vaso più grande, quello definitivo.

Ovviamente, esistono anche altri metodi di germinazione, che si differenziano soprattutto per il sostrato scelto per la prima fase. Quelli che abbiamo illustrato, però, sono i più utilizzati.

Come germinare semi autofiorenti

Molti si chiedono se la germinazione dei semi di marijuana autofiorenti sia uguale a quella delle altre specie di semi. La risposta è affermativa: anche i semi autofiorenti sono esposti agli stessi rischi e possono germinare nella stessa maniera degli altri. I loro vantaggi si vedono piuttosto nelle successive fasi della coltivazione.

La temperatura ideale per una buona germinazione

La temperatura, insieme all'umidità, è uno dei fattori fondamentali che determinano che la germinazione si svolga correttamente.

La temperatura, insieme all'umidità, è uno dei fattori fondamentali che determinano che la germinazione si svolga correttamente.

Infatti grazie all’umidità e al calore, i semi sono in gradi di assorbire l’acqua dall’ambiente circostante. Inoltre durante la prima fase di vita, le plantule di cannabis ricevono le sostanze di riserva nutritive contenute all’interno del seme.

Nella coltivazione indoor

Nella coltivazione indoor, sono diversi gli strumenti che possono essere utilizzati per tenere sotto controllo la temperatura quando rischia di salire troppo:

  • aria condizionata;
  • umidificatori ad aria fredda, che apportano oltre che aria fresca, umidità;
  • Lampadine CFL: non si surriscaldano e non contribuiscono ad alzare la temperatura;
  • impianti di raffreddamento per lampade: smaltiscono il calore prodotto dalle lampade;
  • cicli di luce: consistono, molto semplicemente, nell’evitare l’accensione delle lampade nelle ore più calde del giorno;
  • aggiunta di CO2: si tratta di un metodo sofisticato e costoso, poco adatto ai principianti, che si può praticare quando le temperature dello spazio di coltivazione superano i 30-35 gradi;
  • Circolazione d’aria: un criterio da tenere sempre presente e che si può realizzare tramite ventole.

Al contrario, se la temperatura scende troppo, altri sono gli accorgimenti che si possono tenere:

  • riscaldatori che generano aria calda;
  • lampade MH/HPS che generano calore;
  • tappetini e cavi termici;
  • isolamento termico;

Nella coltivazione outdoor

Outdoor, è naturalmente molto più difficile tenere sotto controllo le condizioni climatiche necessarie ad un buono sviluppo delle piante, tra cui, naturalmente, la temperatura. Se ci si trova in una zona in cui le temperature possono salire in maniera importante, è preferibile coltivare specie più precoci. Ad ogni modo, in presenza di temperature elevate, è bene osservare alcuni accorgimenti:

  • piantare direttamente in terra e non in vaso;
  • utilizzare microspruzzatori per inumidire le piante;
  • il pacciame è un ottimo metodo per mantenere fresca la terra;
  • se si è costretti a coltivare in vaso, dipingere i vasi stessi con vernici speciali o tentare di ombreggiarli senza coprire le piante.

Cosa fare, invece, se le temperature tendono a scendere troppo?

  • prediligere piante precoci;
  • coprire le piante con teli in polietilene;
  • utilizzare stufe a gas a forma di “fungo”.

Quanta luce è necessaria in fase di germinazione?

In generale, le piante di marijuana amano la luce del sole, e questo fin dalla fase immediatamente successiva a quella della germinazione. Se i semi amano il buio, infatti, è bene esporre le plantule alla luce, non lasciandole crescere al buio.

Nella coltivazione outdoor

La luce solare, comprensibilmente, rappresenta la situazione ideale per le piante di cannabis. In particolare, tra le 10–12 ore di luce solare diretta al giorno rappresentano la quantità di luce ottimale.

Tuttavia, anche un minimo di 6 ore di luce solare ininterrotta può essere sufficiente per assicurarsi che le piante arrivino a fioritura. Naturalmente, esse cresceranno un pochino più lentamente e avranno una resa leggermente inferiore.

Nella coltivazione indoor

L’illuminazione è un tema complesso ed importantissimo per la coltivazione indoor. Diversi sono i tipi di lampada che si possono utilizzare e diverse le ore di luce a cui sottoporre le piante, a seconda della fase di crescita. Naturalmente, la fase di germinazione non è esclusa da questo argomento: la luce è vita e questa non può svilupparsi senza di essa. A tale scopo, esistono speciali lampade per la germinazione che possono essere utilizzate fin dalla primissima fase di germogliatura dei semi di marijuana.

Quanto tempo ci vuole per far sbocciare un seme di cannabis?

Se i fattori ambientali che favoriscono la germinazione, i semi inizieranno a svilupparsi nel giro di 12–36 ore.

Tuttavia, le tempistiche possono essere le più diverse, a seconda dell’ambiente in cui i semi si trovano. Anche in presenza di errori, i semi possono comunque germogliare, lo faranno però in ritardo e daranno molto probabilmente vita a piante deboli.

Quando mettere il germoglio al sole?

Le plantule destinate alla coltivazione outdoor, devono essere tenute vicino ad una finestra esposta al sole per due settimane, a partire dal momento in cui spuntano dalla terra. Nel momento in cui spuntano il secondo o il terzo paio di foglioline seghettate, le piantine sono in genere abbastanza forti da poter essere esposte alla luce diretta del sole.

Nel caso della coltivazione indoor, la tempistica è la stessa, ma bisogna fare attenzione al tipo di lampade che si utilizzano, soprattutto per quanto riguarda la distanza da mantenere tra le piantine ed il bulbo della lampada.

Errori da evitare durante la fase di germinazione

Concludiamo la nostra guida, elencando gli errori più comuni da evitare durante la fase di germinazione.

Concludiamo la nostra guida, elencando gli errori più comuni da evitare durante la fase di germinazione.

  • Far germogliare semi malformati. I semi vitali di cannabis sono rotondi e di colore da beige a marrone scuro, con sottili strisce tigrate. I semi appiattiti o di colore pallido possono avere difficoltà a germogliare e a dare vita a piante sane.

Lo stesso vale per i semi che sono stati immagazzinati male. Un passo preliminare necessario per assicurarsi che i semi germoglino è quello di procurarseli da seedbank rinomate e di conservarli in maniera appropriata, ovvero al fresco e buio.

  • Troppa luce: ogni seme richiede un ambiente buio per germogliare. Non è necessario utilizzare le luci di coltivazione fino a quando non si è verificata la germinazione.
  • Quantità di acqua: I semi devono trovarsi in un ambiente umido, quindi né secco né bagnato. Anche le piantine appena germogliate sono molto delicate e devono essere annaffiate con moderazione.
  • Temperatura sbagliata: i semi di marijuana richiedono un intervallo di temperatura specifico per germogliare, compreso tra i 26 e i 28℃. Essi devono essere tenuti caldi durante il processo di germinazione, mai al di sotto dei 20℃.

Insomma, se terrai conto di questi accorgimenti, tutto sommato semplici da seguire, è molto probabile che presto potrai assistere, a casa tua e grazie al tuo lavoro, al miracolo della vita che si compie.