La fibra di cocco, grazie alle sue numerose qualità, sta conoscendo un periodo particolarmente favorevole. In particolare, questo poliedrico materiale trova impiego sempre più di frequente in agricoltura. In questo articolo, scopriamo come può essere utilizzata, con ottimi risultati, nella coltivazione della marijuana

Cos’è la fibra di cocco?

La fibra di cocco si ricava dalla parte che separa il frutto interno della noce di cocco dal suo mallo. Questa parte è detta mesocarpo e corrisponde in pratica alla parte esterna e intermedia fibrosa che avvolge il frutto.

Lo strato fibroso viene separato dalla noce e diventa oggetto di una lunga e attenta lavorazione artigianale, alla fine della quale si ottiene una fibra molto resistente.

La prima fase della lavorazione consiste in un processo di macerazione in acqua, sale e fango della durata di 6-10 mesi. In questo modo, tutti i residui organici vengono eliminati dalle fibre. Queste ultime vengono poi lavate, essiccate al sole, battute e quindi raccolte in balle. Il prodotto finale viene impregnato con silicato di sodio, sali di boro o solfati di ammonio, ciò al fine di migliorarne la tenuta alle alte temperature e la compattezza.

Le caratteristiche che fanno della fibra di cocco un materiale poliedrico sono molteplici: resiste all’umidità, allo sfregamento, all’usura, all’acqua di mare e al fuoco, è un ottimo isolante acustico e termico ed è resistente agli attacchi di parassiti e roditori. Per questo, la fibra di cocco è da tempo immemorabile utilizzata per realizzare attrezzi per la pesca, cordami, stuoie, suppellettili e tappeti. Dalla fibra di cocco si ricava anche un eco-tessuto simile al feltro.

Sfusa, la fibra di cocco viene impiegata in agricoltura, dal momento che, mischiata alla perlite o all'argilla espansa, costituisce un ottimo ammendante e un eccellente filtro naturale.

A cosa serve fibra di cocco?

La fibra di cocco viene utilizzata sempre di più anche come terreno di coltura, da sola o miscelata con terriccio o perlite.

Questa soluzione è particolarmente indicata nella coltivazione idroponica, grazie alla sua elevata capacità di ritenzione idrica e di ossigenazione. Come se non bastasse, la fibra di cocco è naturalmente ricca di ormoni stimolanti che aiutano a rinforzare la pianta e a proteggerla dall’attacco di funghi e parassiti.

I diversi tipi di fibra di cocco

Passiamo dunque a parlare di come utilizzare la fibra di cocco in agricoltura e, in particolare, nella coltivazione della canapa. Ci sono vari modi per farlo, ognuno dei quali presenta determinati vantaggi.

Cominciamo col fare una prima distinzione. Possiamo scegliere tra:

  • fibra di cocco pura
  • fibra di cocco modificata

Partiamo dal cocco puro. Utilizzare fibra di cocco non trattata è una modalità molto semplice e pratica. D’altro canto, la fibra di cocco ha proprietà fisiche peculiari e preziose senza bisogno di aggiunte o correzioni: favorisce la ritenzione idrica e l'aerazione e ha un’ottima capacità di scambio cationico, ovvero di trattenere i nutrienti.

In commercio, esistono diverse marche di fibra di cocco, ciascuna delle quali presenta un diverso dosaggio dei suoi tre principali componenti:

  • midollo: la parte più fine del composto
  • grezzo: di dimensioni maggiori e filamentoso
  • truciolato: gli elementi più grossolani del composto

Una volta trovata la consistenza più conveniente per le proprie esigenze, occorre capire quale sia il tipo di confezionamento che fa al caso proprio.

La fibra di cocco viene infatti messa in commercio in varie forme:

  • sfusa in sacchi: in genere i sacchi sono da 50 litri. Facile e pratica da usare, può essere poco pratica da trasportare quando se ne ha bisogno in grandi quantità;
  • in lastre: un’alternativa organica alle lastre di lana di roccia;
  • pressata in blocco: facile e pratica da trasportare, richiede un po’ di tempo perché si riespanda in maniera uniforme.

Per quanto riguarda invece la fibra di cocco modificata, esistono varie possibilità:

  • con aggiunta di perlite, vermiculite o biglie di argilla: lo scopo è quello di modificare il drenaggio e l’aerazione. Tuttavia, queste aggiunte rischiano di compromettere anche la naturale capacità di scambio cationico di questo materiale; per questa ragione, è bene assicurarsi di scegliere materiali di ottima qualità;
  • con aggiunta di fertilizzanti chimici o organici: anche se si tratta di una versione allettante a prima vista, essa può compromettere la tenuta delle proprietà naturali della fibra di cocco, soprattutto se ad essere stati aggiunti sono fertilizzanti chimici.

Naturalmente, oltre che come substrato di coltivazione vero e proprio, la fibra di cocco può essere utilizzata anche come ammendante, grazie alla sua capacità di migliorare considerevolmente i terreni.

Come aggiungere fibra di cocco al terriccio?

La fibra di cocco è leggera, ossigenata e ben areata, ha un pH stabile, un ottimo drenaggio, trattiene l’umidità, è riciclabile, può essere utilizzata più volte ed è ecologica. Per tutte queste ragioni, è una valida alternativa al terriccio, del quale è anche meno costosa.

Particolarmente indicata nella coltivazione idroponica, può comunque essere utilizzata in qualunque tipo di coltivazione. Ovviamente, essa può anche essere mescolata al terriccio stesso: anche così, costituisce un ottimo substrato di coltivazione. In genere, il substrato è costituito per il 10-20% da fibra di cocco e il resto da normale terriccio.

Come usare la fibra di cocco nelle coltivazioni idroponiche?

La coltivazione delle piante di cannabis fuori suolo è una tecnica in cui le piante sono coltivate in assenza di terreno e nutrite per mezzo di una soluzione nutritiva costituita da acqua e fertilizzanti.

Tra i fattori fondamentali capaci di determinare una crescita rigogliosa delle piante, ci sono elementi quali la temperatura, l’umidità e l’illuminazione, che devono essere controllate e costanti. La coltivazione idroponica può essere praticata in qualunque ambiente, anche domestico, e non richiede grandi spazi.

Nella serra idroponica, le piante traggono nutrimento da una soluzione nutritiva che viene immessa, per mezzo di un sistema di irrigazione, in un substrato organico. Il substrato organico può essere miscelato con differenti materiali inerti, ad esempio da un letto di fibra di cocco e di argilla espansa. Le caratteristiche della fibra di cocco che abbiamo preso in esame più su fanno sì che questo materiale sia tra i più indicati per questo tipo di coltivazione.

Usare la fibra di cocco come un substrato per vasi

Vediamo come i vari tipi di fibra di cocco in commercio possono essere utilizzati per creare un substrato per i vasi:

  • fibra di cocco pressato: riempire d’acqua dei secchi a fondo chiuso, aggiungere fertilizzanti specifici a seconda del tipo di coltivazione e della fase di crescita, misurare il valore di pH della soluzione così ottenuta (i valori ideali sono compresi tra 5,8 e 6,3) immergere un blocco di fibra di cocco per secchio; preparare quindi dei vasi di forma quadrata con 2 centimetri di argilla espansa sul fondo; adagiare su questa base il panetto che sarà ormai idratato e molle;
  • lastra di cocco: scuotere le lastre di cocco e inserire ciascuna lastra in vasi appositi del tipo Lybra o comunque realizzati in modo da mantenere il miglior rapporto acqua/aria; praticare dei piccoli fori di scolo sotto la confezione della lastra; aggiungere qualche goccia di fertilizzante per cocco o idroponica, finché non si vedono le prime gocce fuoriuscire dai fori di scolo; praticare ora fori più grandi sopra la confezione per l’inserimento delle piantine; irrigare con gocce di acqua e fertilizzante la base delle piantine finché non iniziano a fuoriuscire le prime gocce dai fori di scolo. Mantenere le lastre sempre in posizione orizzontale.
  • cocco sfuso: in questo caso, non sono necessarie tecniche particolari; basta mescolare il cocco alla perlite o all’argilla espansa

Vantaggi e svantaggi della fibra di cocco

La fibra di cocco presenta una serie di vantaggi davvero innegabili. Non richiede accortezze maggiori rispetto a quelle necessarie per qualsiasi tipo di coltura. Garantisce ottimi risultati, è meno vulnerabile nei confronti di insetti e malattie, è riutilizzabile, è 100% ecologica, è leggera ed economica.

Bisogna però fare attenzione al momento dell’acquisto che la fibra di cocco che compriamo sia di buona qualità, che sia stata ben conservata e che non abbia perso le sue peculiarità. Inoltre, l’uso di fibra di cocco necessita dell’aggiunta di fertilizzanti perché la coltura si sviluppi in maniera ottimale.

I fertilizzanti per la fibra di cocco

Sono svariati i fertilizzanti pensati espressamente per essere abbinati alla coltivazione con fibra di cocco. Alcuni di essi possono essere impiegati durante tutto il ciclo vitale della pianta, altri sono specifici per determinate fasi di esso. In generale, si tratta di fertilizzanti di tipo enzimatico che hanno lo scopo di favorire l’assorbimento, da parte delle piante, dei principi nutritivi o, nelle colture, idroponiche per un ottimale bilanciamento del pH dell’acqua.

È possibile riciclare la fibra di cocco?

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, è possibile riutilizzare la fibra di cocco. tuttavia, prima di procedere al suo riutilizzo, è bene prendere in considerazione alcuni elementi:

  • struttura: le fibre di cocco sciacquate e tamponate chimicamente tendono a deteriorarsi velocemente; la struttura si rimpicciolisce e ciò influirà sulla loro capacità di far circolare l’aria e di non far ristagnare l’acqua;
  • ritenzione di sostanze nutritive: la fibra di cocco tamponata ha un’ottima capacità di ritenere le sostanze nutritive. Perché questa sua caratteristica si mantenga, è preferibile irrigarla con una soluzione a bassa capacità di scambio cationico, per non compromettere il tampone;
  • eventuali patogeni: occorre fare molta attenzione a che la fibra di cocco non abbia subito attacchi patogeni (ad esempio, da parte di funghi) prima di decidere di riutilizzarla.

Insomma, la fibra di cocco, a patto di osservare alcune regole di buon senso, è un materiale davvero prezioso e ricco di vantaggi per l’agricoltura, in particolare per la coltivazione della cannabis, in grado di riservare soddisfazioni davvero consistenti anche al coltivatore alle prime armi!