Coltivare tabacco, nella comodità delle proprie mura domestiche è una pratica che ha preso piede principalmente negli ultimi anni, rappresentando di fatto il sinonimo di una ritrovata esigenza di tornare a quelle che sono le coltivazioni naturali e biologiche, attraverso la cura e l’attenzione propria del “fai-da-te”, esattamente come avviene per le coltivazioni di cannabis. Coltivare il tabacco è peraltro relativamente semplice questo poiché gli esemplari sono robusti e particolarmente robusti, perfettamente adatti al clima mite e temperato del Mediterraneo. In molti ci hanno chiesto dunque se eravamo in grado di elargire trucchi, consigli e preziosi suggerimenti su come coltivare tabacco: per questo motivo abbiamo scelto di redigere una guida completa sull’argomento, integrando quelle che sono le domande che i nostri lettori ci hanno posto più spesso.

Coltivare tabacco: cosa dice la Legge italiana

Sono in molti a chiedersi se in Italia coltivare tabacco in autonomia, rappresenti una pratica legale o meno: trovare risposte relative a tale argomento spesso può non risultare così immediato, questo poiché se per quanto concerne la coltivazione di marijuana legale e relativa vendita, così come per il commercio di derivati quali hashish legale, cristalli di CBD e olio al CBD, per citare alcuni esempi, esistono decreti legislativi estremamente chiari ed esaustivi, circa il tabacco, pur prendendo visione del sito ufficiale del Monopolio di Stato, è difficile trovare informazioni accurate in merito.

Sebbene sul territorio italiano le leggi relative alla produzione, alla vendita e alla lavorazione del tabacco nel corso degli anni sono diametralmente cambiate, a partire dal 1929 fino ad arrivare all’ormai lontano 1986, oggi seminare e coltivare tabacco è legale grazie al D.L. 30 novembre 1970, n. 870 che ha abolito il monopolio sulla semina e sulla coltivazione di tale materia vegetale. Da allora quindi coltivare tabacco rappresenta una pratica assolutamente legale, che non necessita di alcuna comunicazione rivolta alle autorità competenti.

Tuttavia il solo divieto posto da tale legge è legato alla detenzione di “meccanismi ed utensili preordinati alla lavorazione del tabacco” previa opportuna autorizzazione da parte dell’Amministrazione dei Monopoli: questo implica che è possibile effettuare una semplice coltivazione a livello artigianale, senza ricorrere all’ausilio di macchinari industriali adatti a tale scopo. Ulteriore limite imposto riguarda il numero di foglie prodotte complessivamente dalla coltivazione, che devono risultare al massimo mille: le foglie eventualmente prodotte in eccesso, devono necessariamente essere donate in forma gratuita ai consorzi autorizzati alla coltivazione del tabacco. Viene da sé dunque che coltivare tabacco, a differenza della comune marijuana ad alto contenuto di THC è possibile, il tutto in modo legale, pur rispettando i limiti imposti circa il quantitativo di materia vegetale prodotta.

Le domande fondamentali per la coltivazione del tabacco

Data la curiosità di molti dei nostri lettori che seguono il blog con assiduità, nonostante tratti principalmente la cannabis a 360°, abbiamo selezionato quelle che sono le domande più frequenti circa la coltivazione del tabacco: di seguito una panoramica per comprendere cosa è legale di tale pratica, e cosa impone regole più stringenti.

Coltivare tabacco in casa è legale? 

Come già anticipato nel paragrafo precedente, in Italia, coltivare tabacco è una pratica legale che non è più sottoposta a Monopolio dall’approvazione del D.L. 30 novembre 1970, n. 870, il quale ha concesso la semina e la coltivazione del tabacco, senza l’obbligo di comunicazione alle Autorità. Vietato invece detenere eventuali meccanismi ed utensili preordinati alla lavorazione del tabacco, che consentano una produzione non più artigianale e casalinga, ma al contrario su scala industriale.

Qual è la quantità massima che è possibile coltivare?

Per produrre un massimo di mille foglie di tabacco, non sono necessarie autorizzazioni né dichiarazioni alle autorità competenti: non esiste inoltre alcun limite imposto circa il numero di esemplari appartenenti a tale specie botanica, sebbene in media ogni pianta produca da 20 a 50 foglie, indicativamente pari a circa 30 esemplari. Occorre tuttavia sottolineare che, qualora il raccolto superi le mille foglie, il coltivatore non incorre in sanzioni pecuniarie: resta di fatto l’obbligo di donare le foglie eccedenti ai consorzi autorizzati per la coltivazione del tabacco.

È possibile vendere il tabacco prodotto in casa? 


Sebbene la coltivazione e la conseguente produzione di tabacco non sia più soggetta a Monopolio di Stato dal 1970, resta invece sottoposta a tale organo la vendita. Vendere tabacco lavorato privo di certificazione e autorizzazione da parte del Monopolio è assolutamente illegale: costituisce infatti il reato di contrabbando. Rappresenta dunque una pratica da evitare esattamente come lo “spaccio di marijuana.”

È facile coltivare il tabacco?

Coltivare il tabacco è piuttosto facile, questo poiché tale pianta, ben si adatta a qualsivoglia tipologia di terreno o substrato, sebbene tale elemento tenda a influenzarne la colorazione caratteristica: da un terreno piuttosto sabbioso deriverà un tabacco prevalentemente chiaro e delicato, mentre da un substrato ricco di materiale organico renderà il colore del fogliame decisamente più scuro e intenso.

Il tabacco predilige un clima mite e piuttosto temperato, esattamente come avviene per la cannabis ricca di THC e CBD: risulta pertanto sconsigliata la coltivazione nel Nord Italia, prediligendo aree poste al Centro del Paese o al Sud.

Coltivare il tabacco in casa: come e quando seminare

I semi di tabacco, se comparati alla pianta sono davvero molto piccoli: somigliano infatti ai caratteristici semi di papavero, pur generando successivamente un esemplare di notevoli dimensioni. Per favorire la germinazione è pertanto necessario effettuare la semina durante preferibilmente durante il periodo primaverile, quando le temperature iniziano ad apparire miti.

È necessario arare il terreno a una profondità di circa 30-40 cm durante la stagione estiva o autunnale precedenti a quello che poi risulterà il trapianto: al contempo è importante effettuare delle erpicature invernali e primaverili, preparando in tal modo un letto di semina ottimale.

Sarà poi indicato effettuare il trapianto non appena la temperatura media supererà i 15 °C, quindi orientativamente da aprile a giugno a seconda della zona scelta per la coltivazione: tale operazione in genere si esegue mediante appositi macchinari, questo per risparmiare tempo, denaro e naturalmente manodopera. Al termine del trapianto sarà poi utile effettuare un’irrigazione in modo tale da consentire alle piantine di attecchire al suolo con maggiore facilità.

Quale terriccio scegliere

Per quanto concerne la tipologia di terreno da scegliere per coltivare il tabacco, è necessario adattare tale elemento alla varietà di tabacco scelto: di seguito alcune preziose indicazioni.

  • Tabacchi scuri: prediligono un terreno argilloso, fertile e piuttosto pesante;
  • Tabacchi orientali: esigono terreni a bassa fertilità, ricchi di ciottoli e poco profondi;
  • Tabacchi chiari: amano il terreno a bassa fertilità ma di medio impasto e ben aerati;
  • Tabacchi scuri per sigari e pipa: prediligono terreni pesanti, fertili e ricchi di sostanze organiche e nutritive.

Temperatura e umidità ideali per la coltivazione del tabacco 

Il clima più appropriato per coltivare tabacco, ottenendo una resa ottimale è generalmente mite: il tabacco è infatti una pianta originaria delle aree dove domina un clima subtropicale: sono pertanto necessari almeno 15°C per germogliare, mentre la crescita e la successiva fioritura richiedono almeno 25°-30°C. Fondamentale è poi mantenere un corretto livello di umidità, irrigando spesso gli esemplari, tuttavia senza eccedere. Esattamente come la cannabis anche il tabacco ama l’umidità, ed è pertanto necessario effettuare frequenti ma moderate irrigazioni.

Come far germogliare le piante di tabacco

Come avviene per la cannabis, anche i semi di tabacco sono relativamente semplici da germinare sebbene sia necessario prestare particolare attenzione quando li si maneggiano poiché le piccole dimensioni ne favoriscono inevitabilmente il danneggiamento. È dunque possibile far germinare i semi di tabacco in qualsivoglia contenitore o vassoio, evitando tuttavia l’impiego di dischetti di torba: meglio prediligere un mix adatto alla germinazione, adagiandoli direttamente il terriccio per poi umidificarlo sufficientemente. Il contenitore andrà poi coperto con semplice pellicola trasparente al fine di creare un ambiente umido o in alternativa occorrerà bagnare il terreno quotidianamente col solo imperativo di mantenerlo tale, per non compromettere il processo di germinazione. In genere è sufficiente una settimana di attesa per vedere i semi di tabacco germinare, tuttavia alcune varietà di tabacco possono impiegare anche un mese per giungere a tale fase.

Come trapiantare una pianta di tabacco 

Trascorse circa sei settimane i semi sono in genere pronti per essere trapiantati e, sebbene le piccole piante siano comunque esposte a una maggiore ventilazione resta importante mantenere ben umido il terreno così come esporle a luce solare intensa ma sempre indiretta. Una volta raggiunta un’altezza di circa 15/23 cm, le piante di tabacco sono pronte per essere trapiantate nel terreno, ponendole in file diritte, mantenendo una distanza di circa 0,5/1 m tra l’una e l’altra. Occorre tenere presente che le piante di tabacco, a differenza della marijuana, vengono proverbialmente definite “mangiatrici pesanti”: questo significa che tendono ad esaurire rapidamente i nutrienti presenti nel substrato. È per questo importante prevenire tale problematica effettuando una rotazione del terreno ogni 2 anni.

Come essiccare le foglie

Essiccare le foglie di tabacco è un’operazione relativamente semplice: una volta pronte per la raccolta, sarà utile suddividerle in due contenitori, isolando le foglie poste in cima alla pianta da quelle più basse, questo poiché se le prime sono più delicate e dolciastre, quest’ultime sono più adatte alla miscelazione poiché più decise e forti.

Essiccare le foglie di tabacco è un’operazione relativamente semplice: una volta pronte per la raccolta, sarà utile suddividerle in due contenitori, isolando le foglie poste in cima alla pianta da quelle più basse, questo poiché se le prime sono più delicate e dolciastre, quest’ultime sono più adatte alla miscelazione poiché più decise e forti. Separandole è dunque possibile ottenere miscele diverse da calibrare in funzione del proprio gusto personale. Il processo di essiccazione perdura all’incirca un paio di mesi: sarà sufficiente legare le foglie di tabacco, appendendole a testa in giù, mantenendole esposte al sole diretto fino alla completa essiccazione. Tale operazione viene definita Sun Cured e al termine, le foglie di tabacco risulteranno di un bel colore giallo paglierino, lievemente tendente al rossastro, restituendo una fumata piacevolmente aromatica. Una volta pronte andranno successivamente trinciate e riposte in contenitori ermetici o sottovuoto per preservarne l’aroma e l’integrità.

Conclusioni: conviene davvero coltivare il tabacco in casa?

Conviene realmente coltivare tabacco in casa? Questa compare senza alcun dubbio tra le domande più gettonate e richieste, una volta chiarito ogni aspetto legale. Coltivare tabacco ha senso se si pensa all’opportunità di evitare eventuali agenti e additivi nocivi impiegati nella produzione industriale. Tuttavia la coltivazione di tabacco, al pari della marijuana italiana legale, rappresenta una pratica che richiede cura, attenzione e particolare dedizione, rivelandosi spesso inadeguata per un neofita. Tali accortezze sono infatti necessarie a partire dalla germinazione, fino alla raccolta e alla successiva essicazione e questo rende tale pratica spesso complessa e impegnativa. Tuttavia in rete sono disponibili guide utili e una varietà di informazioni tali da agevolare questo piacevole esperimento: come si sul dire in questi casi dunque, “tentar non nuoce”!