Prima di iniziare con il cuore del nostro articolo, facciamo prima un piccolo passo indietro e ricapitoliamo, per chi si sta appena avvicinando al CBD, di cosa si tratta.

Il CBD è un noto cannabinoide; un principio attivo che si estrae dalle infiorescenze della canapa sativa, varietà della pianta, contenente una bassissima percentuale di THC, ma alte percentuali di CBD.

Uno dei modi più semplici e diretti di assumere il cannabidiolo è attraverso l'olio; un prodotto naturale costituito da olio extravergine d'oliva con aggiunta di CBD, a diverse percentuali (5%, 10%, 20%, 30%).

Questo prodotto è molto utilizzato per curare o lenire disfunzioni dell'organismo o mitigare disturbi legati all'umore: stress, disturbi del sonno, ansia e depressione.

Il suo principio attivo regola l'organismo e ripristina il suo equilibrio naturale, favorendo la regolarità dei processi fisiologici. Per via delle sue proprietà l'olio di CBD può essere somministrato anche come integratore per favorire e migliorare l'equilibrio naturale del corpo.

La modalità di assunzione dell'olio di CBD avviene solitamente per via sublinguale, ma trattandosi di olio alimentare può essere consumato anche per via orale.

Perché utilizzare l'olio di CBD in cucina?

La prima risposta alla domanda sta nel sapore del CBD. Per le persone poco abituate al consumo di cannabidiolo, l'aroma e il sapore della sostanza risultano amarognoli e poco gradevoli al palato; ingerendo il CBD insieme ad altri cibi si può mascherare il sapore poco gradevole e godere di tutti i benefici della sostanza.

Ci sono, poi, anche dei vantaggi nel cucinare con l'olio di CBD, che si legano proprio alla durata degli effetti. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che assumere il CBD per via orale garantisce una durata superiore degli effetti.

Tuttavia, esistono anche alcuni svantaggi che si devono tenere presente: parlando ancora degli effetti, bisogna ricordare che se da un lato durano più a lungo, se ne avverte, però, una manifestazione ritardata.

Questo fattore, induce alcuni consumatori ad aumentare le dosi, sperando di percepire gli effetti in maniera più rapida.

Questa soluzione però è assolutamente errata. Il motivo per cui gli effetti del CBD tardano a manifestarsi è direttamente connesso con l'assunzione orale.

Ingerendo l'olio di CBD si dovrà aspettare che questo attraversi il tratto digestivo, prima di poter raggiungere il sangue. Nel caso dell'assunzione sublinguale, questo processo non avviene e l'assunzione della sostanza viene facilitata, per questo gli effetti si sentono immediatamente.

Ci sono, poi, altri due piccoli svantaggi che possono risultare fastidiosi: ad esempio l'olio di CBD deve essere consumato freddo e non può essere cotto, poiché avendo un punto di fumo basso, potrebbe sviluppare sostanze tossiche o comunque rovinarsi.

Rispetto al tradizionale olio, l'olio di CBD va conservato in frigo; questo perché le temperature basse aiutano a conservare meglio i terpeni e cannabinoidi essenziali. Una volta aperto l'olio va consumato entro un massimo di 30 giorni.

Come usare l'olio di CBD in cucina

Prima di passare alle ricette, vogliamo darvi qualche sana raccomandazione, per utilizzare al meglio l'olio di CBD in cucina.

Scegli con cura il tuo olio CBD

Prima di scegliere il tuo olio CBD controlla attentamente che si tratti di un prodotto di buona qualità. Osserva che si tratti di un prodotto biologico e che l'estrazione del cannabidiolo sia stata fatta con tecniche sofisticate, che non permettano l'entrata ad infiltrazioni di altre materie.

Si consiglia di scegliere prodotti venduti con adeguate certificazioni di test da laboratorio, eseguiti da terze parti. In questo modo potrai avere una garanzia reale del prodotto che stai per introdurre nei tuoi piatti.

Aggiungi l'olio di CBD a fine cottura di ogni piatto

Se l'olio di CBD non si può cuocere, non significa che non possa diventare un buon ingrediente da aggiungere a fine cottura.

Prepara la tua ricetta come hai sempre fatto e alla fine aggiungi l'olio di CBD, direttamente sulla salsa o versane una piccola dose sulla tua pietanza appena cotta.

In questo modo il calore non sarà sufficiente a deteriorare il CBD, né potrà favorire l'estrazione di radicali liberi.

Usa l'olio di CBD nelle pietanze grasse

Detto così, sembra un "istigazione" ad assumere grassi, ma naturalmente non è questo lo scopo. Come sappiamo i cibi troppo grassi fanno male, ma sono anche poco ricchi di acqua. Il problema del CBD è che essendo idrofobo, respinge l'acqua, mentre si lega bene con i grassi.

Questo significa che assumere qualche goccia d'olio con una pietanza grassa, favorirà l'assunzione del CBD nell'organismo.

Per assumere il CBD NON si DEVE passare alla cucina carica di grassi, ma basta stare attenti a inserirlo nelle pietanze che contengono un po' di grassi e meno acqua, che assumiamo normalmente ogni giorno: ad esempio pesci ricchi di omega 3 come il salmone, il tonno o altri pesci grassi. Se consumi yogurt intero o greco, sarà abbastanza indicato per qualche goccia di prodotto.

Puoi anche associarlo alla frutta ricca di grassi come: banane, cocco, avocado ecc..

Evita invece di mescolarlo in bevande come tè o altre bibite costituite prevalentemente dall’acqua.

Rispetta la dose consigliata

Cucinare con l'olio di CBD non ti dà il via libera al dosaggio della sostanza. Perciò, cerca di rispettare la dose consigliata, specie se avevi chiesto consigli al tuo medico.

Olio CBD in cucina: dove utilizzarlo

1.Olio di CBD nelle pietanze

Come abbiamo già specificato anche se non si possono preparare soffritti con l'olio di CBD, è comunque possibile aggiungerlo a fine cottura di un sugo, una salsa o direttamente sulla pietanza.

Ad esempio puoi procedere con il condimento normale della tua pasta e poi aggiungere qualche goccia di olio di CBD, oppure puoi aggiungerlo in un passato di verdure se è molto corposo e poco ricco di acqua.

Alimenti consigliati sono sempre quelli che contengono un po' di grasso come pesce, carne, formaggi o anche sulle uova, patate e legumi.

2. Olio di CBD e frullati

Sicuramente avere l'abitudine di assumere bevande a base di frutta o verdura è un ottimo modo per assumere vitamine e sali minerali, indispensabili al nostro corpo. Aggiungere qualche goccia di CBD non può che completare la genuinità delle bevande.

Essendo di natura fresche o comunque a bassa temperatura, questi alimenti sono ottimi per permettere al CBD di mantenersi intatto.

Attenzione, però, a non scegliere solo frutta e ortaggi ricchi di acqua, perché altrimenti il CBD farà fatica a legarsi, inoltre anche l'olio stesso rifiuta il legame con l'acqua.

3. Piatti freddi con CBD

I piatti freddi sono i più indicati per consumare l'olio di CBD: sono a bassa temperatura, bilanciano nutrienti e grassi e a volte possono essere esaltati dal sapore amaro dell'olio di CBD.

Insalate miste, formaggi come mozzarella, burrata, ma anche fiocchi di latte e ricotta possono essere esaltati da questo prodotto.
Puoi aggiungere qualche goccia anche sugli insaccati e su qualunque piatto freddo!

Il suo sapore sarà mascherato e non aggredirà il piatto e tu potrai godere di tutti i benefici del CBD.

Vuoi saperne di più sull'olio di CBD? Controlla la pagina sul nostro shop, dedicata al CBD oil, e scegli il prodotto in base alla percentuale di CBD e all'aroma che preferisci. Se vuoi usare il CBD in cucina, ti consigliamo di sceglierlo alla menta piperita, poiché si sposa bene con ogni piatto!

Se invece vuoi metterne qualche goccia nei tuoi frullati o vuoi usarlo in pasticceria scegli l'aroma alla vaniglia!

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