Nota e amatissima dagli assuntori di marjiuana più esigenti e “temerari”, la Lemon Haze è una varietà di cannabis relativamente recente, frutto dell’incrocio tra due genetiche anch’esse particolarmente apprezzate quali Amnesia Haze e Lemon Skunk. A contraddistinguerla sono proprio le caratteristiche cime, sempre di grandi dimensioni, costellate di tricomi e particolarmente ricche di resina, la stessa che detiene concentrazioni di THC o tetracannabidiolo assolutamente fuori dal comune, che si attestano intorno al 21% e che unite alle peculiarità ereditate dalle genetiche parentali, garantiscono effetti straordinariamente potenti e inaspettati. L’azione che la varietà Lemon Haze comporta sull’organismo è prevalentemente energizzante e stimolante, a tratti psichedelica per poi concludersi con la percezione prolungata di calma, benessere e tranquillità. Degno di nota anche l’aroma, tratto distintivo di tale varietà di cannabis da cui trae origine il nome: domina ovviamente il limone, intenso e pungente, dato dalla massiccia presenza di terpeni quali il limonene, unito a sentori agrumati e lievemente speziati che ne determinano la freschezza, esaltati dalla combustione così come dalla vaporizzazione. Perfettamente adatta anche a grower alle prime armi, la coltivazione della varietà di cannabis Lemon Haze risulta relativamente semplice complice la facile gestione delle piante che difficilmente tendono a superare i 150 centimetri in altezza e il rapido periodo di fioritura di circa 8 settimane in grado di determinare una resa in termini di infiorescenze, pari o superiore ai 400/500 grammi per ciascun esemplare.

La cannabis di varietà Haze

Accertare la storia di quella che ad oggi è considerata la “regina delle sative”, la varietà di cannabis Haze appunto appare piuttosto arduo, specie se si considerano le molteplici versioni, sovente contrastanti che gravitano circa le origini di tale linea genetica. Resta tuttavia la genetica più apprezzata degli ultimi trent’anni, primato che ha contribuito a poco a poco a renderla un vero e proprio mito. Furono due amici californiani provenienti da Santa Cruz e definiti The Haze Brothers a selezionare l’incrocio tra una Mexicana Sativa e una Colombiana Sativa a cui nel corso degli anni successivi, sono state integrate due ulteriori varietà sative provenienti rispettivamente dall’India Meridionale e dalla Thailandia.

Nasce così all’incirca intorno alla metà degli Anni ’70 un “poli-ibrido quadrilaterale” particolarmente raffinato e complesso, destinato a divenire rapidamente una pietra miliare per tutti gli assuntori abituali di marijuana di pregio. A generare confusione sulla possibile attribuzione della paternità della Haze sono senza ombra di dubbio i molteplici tentativi da parte di breeders e seeds bank di perfezionare e migliorare ulteriormente la linea genetica che, essendo un’ibridazione quadrilaterale caratterizzata nello specifico da Mex Sativa, Thai Sativa, Colombian Sativa e South India, si è da sempre distinta per la capacità di prestarsi alla creazione di fenotipi, combinazioni e varianti differenti, volte a migliorare ulteriormente la qualità di tale ceppo.

Solo nel 1984 gli Haze Brothers cedettero il famoso “prototipo” sospendendone definitivamente la coltivazione: ancora nebulosa la verità su chi fu ad esportare la stessa Haze dalla California all’Europa: c’è chi sostiene che fu John Neville a possederne il primo clone anche se di fatto la versione più accreditata vede invece protagonista Sam The Skunkman, lo stesso creatore della Skunk #1, nonché mentore degli stessi Haze Brothers, che si trasferì in Olanda per coltivare, complice l’allora contesto commerciale favorevole e lo sviluppo del mercato legato ai semi. Furono molti i breeders olandesi che proprio grazie a Sam vennero in possesso del clone della Haze possesso, grazie a Sam, di un clone di questa pianta: da Ben Dronkers a Scott Blakey fino ad arrivare a Eddie Reedeker, fondatore di Flying Dutchmenman, anche se si ritiene ancora oggi che fu lo stesso John Neville, amico di Sam, ad ottenere il primo e originale, destinato ad essere migliorato e perfezionato, e che proprio grazie a lui ancora oggi sia possibile assaporarne il caratteristico aroma, beneficiandone degli effetti straordinariamente potenti. Restano ancora dubbi ma nonostante la paternità della varietà Haze sia attualmente ancora piuttosto incerta e nebulosa, esponenti quali Neville, Reedeker, Dronkers e Shantibaba hanno senza dubbio contribuito in maniera significativa a determinare la cosiddetta “conservazione della specie”, permettendo di assaporare ancora oggi una varietà importante, raffinata e qualitativamente degna di nota, migliorata da allora in maniera esponenziale.

Lemon Haze: caratteristiche ed effetti

Tratto distintivo della Lemon Haze è rappresentato dal peculiare aroma di limone, lo stesso da cui trae origine anche il nome. Sebbene si tratti di un ibrido sativa in rapporto 70:30, dominano gli effetti prettamente cerebrali che si fondono con quelli corporali dando vita a un’azione marcatamente psicotropa degna degli “assuntori più coraggiosi”.

Progenie delle varietà Silver Haze e Lemon Skunk, di entrambe ne assume le caratteristiche, le stesse che offrono un’azione inizialmente energizzante e stimolante, secondariamente sedativa.

La varietà Lemon Haze generalmente detiene una concentrazione di THC tra il 17 e il 22% e di CBD allo 0,38% che insieme ne determinano la nota potenza. Inebriante, euforizzante e stimolante della creatività, la sua assunzione da vita a una sensazione di piacevole benessere, enfatizzato in gran parte da un profilo terpenico intenso e dalle caratteristiche note agrumate, ampiamente utilizzate anche in aromaterapia.

Generalmente questa linea genetica è un apprezzato rimedio contro lo stress e l’ansia e la depressione, risultando abbastanza energizzante da non consentire un istantaneo addormentamento, come al contrario farebbe una varietà indica, ma apparendo perfetta per favorire il rilassamento dopo una giornata particolarmente intensa e frenetica. Proprio la Lemon Haze è conosciuta per favorire l’appetito determinando la cosiddetta fame chimica, anche se non mancano alcuni effetti collaterali dati essenzialmente dal relativo abuso: vertigini, paranoia e ansia appaiono i più noti e frequenti e proprio per questo motivo è sempre opportuno evitare dosaggi eccessivi, specie per soggetti che non assumono cannabis in maniera abituale e particolarmente frequente.

La Lemon Haze si presta a coltivazioni sia indoor che outdoor, risultando facilmente gestibile anche per coltivatori neofiti e alle prime armi, poiché piuttosto resistente anche ad eventuali infestazioni parassitarie. La fase di fioritura può variare dalle 7 alle 9 settimane se coltivata in ambienti interni mentre all’esterno, in condizioni climatiche calde e soleggiate, il periodo più favorevole per la raccolta delle infiorescenze è il mese di ottobre.

Discreta anche la resa a seguito della raccolta: circa 420g al metro quadro se coltivata indoor, 500g a pianta se outdoor.

Dove comprare la Lemon Haze legale

La varietà di cannabis Lemon Haze è facilmente reperibile sia presso tutti i numerosi grow shop presenti sul territorio nazionale che online, dove e-commerce quali CBDMania offrono le più note varietà di cannabis light di alta qualità, sempre opportunamente certificate e sottoposte ai più rigidi controlli in modo da sostenere i più elevati standard qualitativi richiesti, di cui proprio l’amatissima Lemon Haze è assoluta protagonista.

Super Lemon Haze e le altre: le varietà e gli incroci ottenuti dalla Lemon Haze

Proprio la Lemon Haze dagli Anni ’70 ad oggi, ha dato vita a numerosissime varianti differenti, tutt’ora amate e apprezzate dagli assuntori di tutto il mondo: prima tra tutte la Super Lemon Haze, varietà dal sapore citrico dato dalla notevole presenza di limonene, tra le più potenti menzionate all’interno del catalogo della Greenhouse Seeds. Nasce dalla combinazione di Lemon Skunk e Super Silver Haze ereditando in questo modo il meglio che si possa trarre dall’unione di un’indica con una sativa: offre infatti un effetto fisico e cerebrale equilibrato ma significativamente intenso anche in virtù della notevole concentrazione di THC che si attesta intorno al 19.5%. Relativamente semplice da coltivare, fiorisce generalmente in 10 settimane ed è in grado di produrre fino a 800g al metro quadro di infiorescenze se coltivata indoor e fino a 1200g per ogni pianta, se coltivata invece outdoor.

Particolarmente nota risulta anche la Super Silver Haze, tra le genetiche più ricercate al mondo, complice anche in questo caso la notevole potenza data da concentrazioni di THC pari o superiori al 19%. Nata dall’incrocio di genetiche Skunk, Northern Lights e Haze offre inebrianti sensazioni quasi istantanee dando il meglio di sé dopo circa 20 minuti dall’assunzione: un high prevalentemente cerebrale è infatti in grado di sorprendere non solo stimolando la creatività e favorendo la produttività, ma anche rilassando al contempo senza tuttavia appesantire, grazie ad un leggero effetto calmante. D’obbligo ricordare la Neville’s Haze, varietà sativa pura che, grazie a una concentrazione di THC del 21%, regala un marcato e significativo effetto cerebrale manifestato egregiamente attraverso un high euforico, creativo, fortemente stimolante, ma anche spirituale e introspettivo grazie alla caratteristica azione psicoattiva, il tutto affiancato sovente da un leggero effetto corporeo quasi paralizzante.

La Strawberry Haze invece indicata per chi predilige beneficiare di effetti corporei moderati e poco significativi, dando invece la priorità a un high prettamente cerebrale: nata dall’incrocio di una NL5 Haze Mist con un ibrido 50:50 indica/sativa, dispone di concentrazioni di THC superiori al 21% che danno facilmente adito a un incremento della creatività così come del desiderio di socializzare. Discorso analogo per la raffinata Blue Berry Haze, frutto dell’incrocio di prestigiose varietà quali Blue Berry e Amnesia Haze, dolce e fruttata, particolarmente apprezzata per il caratteristico effetto euforizzante accompagnato da sentori dolci e delicatissimi, facilmente apprezzabili anche dal palato più esigente. Menzionata tra le più potenti, la Liberty Haze nasce dall’incrocio di varietà quali la Chem Dawg 91 e la G13, presentando un contenuto di THC decisamente “superiore alla media” attestato intorno al 25%. Inutile raccontarne gli effetti: potenti, psichedelici, puramente cerebrali, perfettamente in grado di favorire la meditazione così come la socialità. Da non dimenticare poi la famosissima Amnesia Haze, ibrido olandese anch’esso ad alte concentrazioni di THC in grado di mandare in visibilio gli assuntori principianti, mettendoli letteralmente KO. Piacevole, morbida e rotonda offre sentori prettamente agrumati, accompagnati dal brio di delicate note speziate e lievemente piccanti. In ultimo, ma non certo in ordine di importanza, la varietà Lemon Shining Silver Haze, conosciutissima e di dominanza sativa, apprezzata non solo per l’abbondanza del raccolto e la semplicità di coltivazione, ma anche e soprattutto per i caratteristici effetti inebrianti dati da una concentrazione di THC che in alcuni casi può raggiungere addirittura il 25%.