Il cilum, strumento ampiamente conosciuto anche come Chilum, Cylom, Cyloom, Chillum, Chillom o Chiloom non è altro che un precursore della pipa moderna che si differenzia da quest’ultima per la forma conica e perfettamente retta. Tradizionalmente realizzato in materiali quali legno, argilla, vetro o pietra, vanta origini antiche che provengono dalla religione indù: già a partire dal XVIII secolo, in India possedere un cilum era un privilegio tipicamente maschile appannaggio dei sadhu indiani e dai monaci indù dell’Himalaya che ne facevano ampio uso proprio per fumare cannabis, erba buona, oppio o hashish, più precisamente l’amatissimo charas. Oggi tale strumento tradizionale risulta analogamente apprezzato dai consumatori di cannabis più incalliti ed esigenti, questo poiché permette di beneficiare al meglio di tutte le caratteristiche della marijuana, di enfatizzarne il sapore e il gusto e di promuovere gli effetti di THC e CDB, rendendoli ancora più immediati e potenti. Pratico da utilizzare, rappresenta un accessorio irrinunciabile per i cultori della cannabis che desiderano un’esperienza di assunzione piacevole e appagante. In questa guida illustreremo dunque tutte le caratteristiche del cilum, quelle che sono le relative origini, come sceglierlo e utilizzarlo in maniera corretta e appropriata.

Cos’è un cilum: storia, tradizione, utilizzi 

Come riporta la relativa pagina Wikipedia, il cilum, noto anche come chiloom, chilum, chillum, e ancora cyloom, cilam, rappresenta la più antica forma di strumento concepito per l’inalazione diretta dei fumi prodotti da materiali combusti, vegetali e non.

Come riporta la relativa pagina Wikipedia, il cilum, noto anche come chiloom, chilum, chillum, e ancora cyloom, cilam, rappresenta la più antica forma di strumento concepito per l’inalazione diretta dei fumi prodotti da materiali combusti, vegetali e non. “Antenato” della moderna pipa, a differenza di quest’ultima vede l’assenza di una divisione fra braciere e bocchino, questo proprio perché il cilum è una sorta di "pipa orizzontale". Simile a un piccolo tronco di cono di forma allungata, è suddiviso all’interno dalla presenza di una pietra filtrante: esteticamente può apparire più o meno decorato, questo in virtù di un adattamento estetico alle innumerevoli forme etniche e primitive che riproducono animali, oggetti, miti, dei e ancora iscrizioni tradizionali e storiche.

Originario dell'area di influenza culturale indiana, è da sempre consuetudine utilizzare il cilum in particolare fra le popolazioni dell’Himalaya, fra le prime a coltivare la canapa, da cui da secoli si ricava il charas, la nota e apprezzatissima varietà di hashish ottenuta manualmente dalle infiorescenze di marijuana fresche mediante strofinio delle mani, processo grazie al quale si estrae la resina di cannabis.

La storia del cilum, detto anche “pipa sacra”, tuttavia non è ad oggi perfettamente nota, questo poiché tale strumento utilizzato per fumare, è presente in ogni parte del mondo, sebbene, come accennato, gli esemplari più antichi compaiano in India, Sudafrica, Giamaica, e diverse zone del Sud America. Il suo utilizzo originario è stato di fatto mantenuto stabile generazione dopo generazione, riguadagnano recentemente popolarità: non è dunque un caso che ad oggi il cilum venga utilizzato per fumare charas, resina di cannabis o erba buona nelle montagne del Rif in Marocco, in Afghanistan, così come ad Amsterdam, Londra o a New York, giusto per citare alcuni banali esempi. E se di fatto il cilum viene associato in modo diretto al fumare hashish, è bene tenere presente che nel corso degli anni, il suo utilizzo non è stato destinato al solo impiego di tale derivato della cannabis. Negli Anni ’60, un notevole flusso di viaggiatori ed esploratori provenienti dagli Stati Uniti così come dall’Europa e diretti verso i territori del Sud Est Asiatico, portò con sé nel proprio Paese d’origine proprio il cilum, come originale souvenir: trattandosi di turisti hippie, amavano sperimentare in modo libero qualsivoglia sostanza stupefacente, narrando avventure mistiche ed esoteriche al ritorno dai propri viaggi.

Nei Paesi arabi, a quell'epoca, il cilum veniva impiegato prevalentemente per fumare oppio e lo stesso Charles Duchaussois, nel suo famoso romanzo “Flash”, descrive in molto dettagliata tali rituali, menzionando con frequenza proprio il cilum. Nel medesimo periodo, sebbene dalla parte opposta del globo, un’altra religione adottava la “pipa sacra” per le sue pratiche rituali: stiamo parlando delle popolazioni Rastafari in Giamaica che erano soliti utilizzare il cilum per fumare erba.

Oggi sono innumerevoli le varianti disponibili quando si parla di cilum tradizionali, sebbene tale strumento conservi generalmente una forma sottile e allungata, comunque simile a un tronco di cono. L'estremità più sottile del cilum viene usata come bocchino, che gli assuntori più esperti, in genere coprono con un piccolo panno inumidito, costituendo un filtro per particelle sottili, cenere ed eventuali residui. Realizzato generalmente in legno o altri materiali, la terracotta appare comunque ideale. Nonostante risulti infatti più fragile, il cilum in terracotta presenta la capacità di raffreddarsi più velocemente, caratteristica apprezzata dai fumatori di erba buona. Esistono tuttavia varianti realizzate anche in pietra, tuttavia meno pratiche da trasportare a causa del peso, e in vetro, sensibilmente più fragili, sebbene presentino di norma apposite custodie entro le quali proteggere la pipa. La principale differenza che intercorre tra una tradizionale pipa e un cilum è sostanzialmente la pietra, il cosiddetto stopper, che rende il cilum tale: si tratta infatti di un piccolo utensile concepito sia per impedire che l’hashish o il charas una volta sciolto, fuoriesca dal bocchino che per forzare l’aria contro le pareti, ottenendo in questo modo un raffreddamento più rapido e ottimale.

Per utilizzare il cilum è necessario posizionare tale pietra al suo interno, per poi caricare il braciere con la sostanza scelta fino alla sommità, prima di procedere all’accensione, procedendo a piccole boccate fino alla combustione. Una volta acceso, il cilum può essere utilizzato semplicemente come un bong, dando in questo modo vita a nuvole di fumo dense e assaporando l’intenso aroma della materia vegetale.

Come si fuma un cilum e quali sono i vantaggi 

Quando si fuma un cilum è fondamentale adottare alcune accortezze che permettano di utilizzare tale strumento in modo corretto, rendendo piacevole l’esperienza di assunzione. Tra i principali vantaggi dati dall’utilizzo di questa particolare pipa, compare senza alcun dubbio la possibilità di fruire di un’esperienza d’uso piacevole ed estremamente appagante, per nulla comparabile all’utilizzo di accessori e dispositivi analoghi o semplicemente rollando una canna. Il fumo risulterà denso e corposo, il sapore della cannabis, hashish o charas, intenso, marcato ed enfatizzato dei propri aromi caratteristici, gli effetti potenti ed immediati, quasi “fulminanti”…insomma, chi sceglie di usare il cilum, difficilmente finirà per abbandonarlo!

Come si prepara il cilum 

Una tra le domande più comuni circa il cilum è relativa alla sua preparazione: fondamentale è riempire il braciere con la quantità idonea di materia vegetale o hashish eventualmente combinato al tabacco sbriciolato, sempre però senza esagerare, questo per favorire una combustione ottimale, omogenea e uniforme della sostanza scelta. In genere uno o due grammi di erba buona o di mista unita all’hashish o allo stesso charas sono sufficienti a riempire correttamente il braciere, ma tutto varia in funzione delle dimensioni del cilum: occorre pertanto regolarsi autonomamente avendo cura di non raggiungere mai i bordi del braciere stesso durante il riempimento, né di pressare la mista al suo interno.

Come si accende il cilum

Una volta riempito correttamente il braciere, per fumare il cilum sarà semplicemente necessario porre sopra il bocchino un filtro e scaldarlo lentamente utilizzando un semplice accendino, facendo contemporaneamente un paio di brevi boccate, seguite in successione da una profonda inalazione che consentirà di beneficiare degli effetti di THC e CBD.

Al termine dell’assunzione è poi basilare ripulire adeguatamente il cilum, rimuovendo con accuratezza eventuali residui, questo non solo per garantire l’igiene dello strumento ma anche e soprattutto per non alterare il sapore del fumo durante le assunzioni successive: utile in questo caso isolare momentaneamente dal cilum anche lo stopper infilando attraverso il bocchino, uno stuzzicadenti o un filo metallico, in modo tale da ripulirne la superficie da residui oleosi o da frammenti di materiale vegetale che comprometterebbero inevitabilmente la successiva resa.

Fumare il cilum: principali effetti 

I principali effetti dati dall’utilizzo del cilum non sono per nulla comparabili all’assunzione di cannabis rollando semplicemente una canna o fumando un bong, questo poiché l’aspirazione di fumo non solo è diretta, ma è notevolmente più intensa e profonda. Non si rivela dunque particolarmente adatto ai neofiti o a chiunque si accinga per le prime volte ad assumere cannabis, questo proprio perché i tiri lunghi e profondi che tale strumento richiede, potrebbero irritare le vie respiratorie o provocare tosse o irritazioni a carico della gola. Gli effetti psicotropi e psicoattivi del THC e quelli rilassanti e distensivi propri del CBD tendono a palesarsi in tempi particolarmente brevi, favorendo in questo modo sia il benessere che la sensazione di sballo ed euforia che, grazie al cilum appare notevolmente amplificato e maggiormente duraturo. Tuttavia l’esperienza risulta estremamente suscettibile in funzione della varietà di marijuana scelta e dalle concentrazioni di cannabinoidi in essa presenti.

Fumare il cilum: principali controindicazioni 

Fumare il cilum può presentare alcune controindicazioni: al di là di quelle più classiche, generate dalla stessa marijuana o dai relativi derivati, quali ansia, paranoia, difficoltà motorie, distorsione della percezione dello spazio e del tempo, nausea, tachicardia ed emicrania, l’utilizzo del cilum si rivela inadatto ai meno esperti così come agli assuntori occasionali: meglio dunque utilizzarlo solo nel momento stesso in cui si dispone di una certa “padronanza” relativamente agli effetti della sostanza o varietà di marijuana utilizzate. Al contempo la notevole quantità di fumo generata dalla pipa rispetto a una classica canna, penetra profondamente nelle vie respiratorie, inducendo tosse e irritazioni persistenti, che a lungo termine potrebbero potenzialmente sfociare in vere e proprie patologie a carico dei polmoni. Meglio dunque non abusare del cilum e riservarne l’utilizzo alle sole occasioni speciali!

Principali tipi di cilum: materiale e caratteristiche

Innumerevoli sono i materiali che possono costituire ilcilum: dal legno alla pietra, dal vetro alla ceramica, fino ad arrivare al più classico legno che esalta al meglio la tradizione di tale accessorio. Ogni materiale presenta di fatto caratteristiche a sé che possono influire in maniera significativa sulla fumata. Di seguito una panoramica dei principali e delle relative peculiarità. 

Cilum di terracotta 

I cilum in terracotta, così come quelli in argilla compaiono tra i più utilizzati e comuni, questo poiché tale materiale, presentando un’elevata porosità, permette un raffreddamento più rapido sia del fumo che della pipa stessa, rendendo l’esperienza di assunzione sicuramente più gradevole, pur influendo sul retrogusto della materia vegetale che potrebbe risultare lievemente terroso. Di contro tuttavia, un materiale così poroso tende inevitabilmente ad assorbire gli oli presenti nella marijuana, nell’hashish e nel charas, compromettendo, seppur in minima parte, le assunzioni successive.

Cilum di ceramica

Valida alternativa al cilum in terracotta, è sicuramente il cilum in ceramica, materiale che, sebbene sia meno usuale, racchiude caratteristiche specifiche che permettono di ottimizzare l’esperienza di assunzione, senza pregiudicare il gusto della sostanza assunta. La ceramica pur presentando tempistiche di raffreddamento medie, presenta una ridotta porosità che restituisce un aroma quasi totalmente inalterato ma dal piacevole retrogusto dolciastro. Il solo svantaggio, se così lo si vuole definire, è il peso della pipa in ceramica, che ne rende il trasporto spesso poco agevole e pratico.

Cilum di vetro

Apprezzato dagli assuntori abituali di cannabis, così come da chi è solito utilizzare il bong, il cilum in vetro appare senza alcun dubbio tra gli accessori più funzionali poiché coniuga un peso esiguo, ad una resa aromatica ottimale: materiali quali il vetro infatti, non essendo porosi non assorbono in alcun modo i terpeni della cannabis, restituendo ad ogni assunzione, il reale gusto della varietà di marijuana scelta, senza compromessi. A renderlo tuttavia meno versatile è la fragilità del materiale che ne costringe il quasi esclusivo uso domestico, rendendone spesso difficile o rischioso il trasporto. Ad ogni modo appare particolarmente indicato per i “puristi” della cannabis che desiderano vederne esaltato il gusto in toto.

Cilum di legno

Un grande classico della tradizione, il cilum in legno rappresenta senza alcun dubbio un autentico “must have” per i fumatori più incalliti, questo poiché tale materiale restituisce una resa aromatica ottimale, alterando lievemente, ma pur sempre piacevolmente il gusto originario della cannabis. La sua naturale porosità viene compensata dalla presenza di oli e resina di cannabis che, rivestendone la superficie, attribuiscono alla sostanza un leggero gusto affumicato che conferisce alla marijuana uno sprint in più. Di contro presenta un raffreddamento più lento che per molti assuntori potrebbe rappresentare un “neo”.

La pulizia del cilum: come farla, perché è importante

La pulizia del chilum è un’operazione fondamentale al fine di garantire un’ottimale resa aromatica dello stesso accessorio così come la corretta igiene dello stesso. Proprio per questo motivo, a conclusione di ogni utilizzo è importante dedicarle particolare cura e attenzione.

La “sessione di pulizia” non richiede particolari accortezze: occorre rimuovere dapprima cenere e residui presenti nel braciere per poi estrarre la pietra o stopper, eliminando eventuali polveri o tracce di materiale vegetale mediante un panno in cotone asciutto: tale operazione richiede particolare precisione poiché residui posti sulla pietra, possono influenzare negativamente la combustione, alterando negativamente il gusto del materiale vegetale durante il successivo utilizzo. A questo punto sarà necessario inserire all’estremità del cilum un piccolo panno in cotone, anch’esso pulito, per poi farlo scorrere fino alla relativa fuoriuscita dal bocchino, strofinando energicamente per eliminare tutti i residui dati dalla combustione. Una volta ripulito il cilum, sarà poi possibile reintrodurre all’interno lo stopper per poi riporre il tutto all’interno di una custodia protettiva.

Comprare cilum online: quale modello scegliere

Comprare cilum online è possibile, questo poiché il mercato offre innumerevoli proposte volte a soddisfare ogni genere di esigenza e palato. Tuttavia è sempre opportuno tenere presente che ogni cilum può variare le proprie caratteristiche in funzione del materiale con il quale lo stesso è realizzato: fumare un cilum in legno non equivale ad utilizzarne uno in vetro, giusto per citare un esempio, questo poiché la porosità dei materiali così come la relativa capacità di raffreddarsi più o meno velocemente in funzione dello spessore, possono rendere più o meno piacevole l’esperienza di assunzione. Utile pertanto valutare attentamente tutte le caratteristiche peculiari dei modelli offerti, per poi selezionare quello più indicato e adatto a soddisfare il proprio gusto personale che, quando si parla di cannabis, appare molto soggettivo e individuale!