Matteo Salvini continua a far parlare di se e a stupire l'opinione pubblica, e persino i suoi stessi alleati di governo, con delle dichiarazioni e delle crociate chiaramente stupide e soprattutto strumentali!

In questi giorni di campagna elettorale, di comizi nelle varie regioni e di vigilia di elezioni europee il nostro ministro degli interni è tornato a mettere in scena una delle sue inutili battaglie contro la cannabis legale!

Le sue dichiarazioni in merito sono piuttosto chiare quanto deliranti! Vediamole insieme!

"Io non aspetto i tempi della giustizia, la droga è un’emergenza nazionale devastante e dunque dobbiamo usare tutti i metodi democratici per chiudere questi luoghi di rieducazione di massa.
Da domani ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l’obiettivo di chiuderli uno per uno”
, ha avvertito il vicepremier e ministro dell’Interno, parlando appunto dei negozi che vendono cannabis light. Secondo Salvini, “evidentemente un cannabis shop vende qualcosa che bene non fa”.

Il leader della Lega ha anche chiesto al senatore M5S Mantero di ritirare la sua proposta di legge sulla liberalizzazione della cannabis in Italia: “Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore”, ha sentenziato Salvini.

Dichiarazioni forti, provocatorie e senza alcun senso da parte di un ministro che ama incendiare le masse e i suoi elettori, con concetti senza alcun senso.Ovviamente non potevano mancare le reazioni, che sono arrivate un pò da tutte le parti e in primis dagli alleati di governo.

Le dichiarazioni di Salvini: le reazioni del movimento 5 stelle e del premier Conte

Queste dichiarazioni di Salvini non potevano lasciare indifferenti gli esponenti del movimento 5 stelle, alleati della Lega, ma con i quali già da tempo è in corso una lotta aperta e senza esclusioni di colpi, che sta mettendo seriamente a rischio un governo nei quali l'equilibrio è già fragile.

Luigi Di Maio, con cui il rapporto è ormai ai minimi storici non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto un commento: "Dire di essere contro la droga è come dire di essere per la pace nel mondo, siamo tutti d’accordo: più controlli fa meglio è, nessuna volontà di non sostenere il ministro dell’Interno nella lotta alla droga. Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia”, ha detto il capo politico M5S.

Di Maio ha poi rincarato la dose: “Evidentemente nella Lega dopo aver visto gli ultimi sondaggi che davano in ripresa il Movimento sono andati in paranoia. Non a caso hanno ricominciato a parlare di grembiulini, armi e province e ora arrivano persino ad inventarsi che siamo a favore della droga. 

Il ministro Salvini - ha detto da Palermo - vuole chiudere i negozi irregolari che vendono queste sostanze? Ben venga, perché se sono irregolari non possono restare aperti.
Il tema è che oltre a fare questo lo pregherei anche di chiudere le piazze di spaccio della camorra e della mafia, perché quando ci sono piazze di spaccio poi ci vanno di mezzo bimbe di tre anni come accaduto a Napoli"

Efficace anche l'intervento del ministro della salute Grillo:"

"Nei canapa shop non si vende droga e non bisogna dare informazioni sbagliate. Non c'è alcuna liberalizzazione. Sono negozi che vendono prodotti di canapa con concentrazione di tHc che non hanno effetti stupefacenti, come emerso anche dai controlli effettuati dai Nas".

Se, sulla base di indicazioni che darà il nuovo Consiglio superiore di sanità e l'Avvocatura dello Stato, si deciderà di attuare delle azioni
- ha quindi aggiunto Giulia Grillo -, come ministro della Salute posso dire che queste azioni andranno nella direzione di restrizioni di vendita alle categorie vulnerabili, cioè minori e donne incinte, secondo il principio di precauzione".

"Se poi - ha concluso - il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per caso è in possesso di informazioni che io non ho, come è pure possibile, allora bisognerà fare altri tipi di considerazioni" .

Lapidario il premier Conte:"Ho un'agenda con un'ordine del giorno molto fitto, questo non è all'ordine del giorno", ha detto il premier a chi gli chiedeva quale fosse la sua posizione sulla cannabis light.

Il dibattito diventa sempre più aspro con il passare delle ore e le dichiarazioni via social rimbalzano da un protagonista all'altro!

L'incoerenza di Salvini

Con il passare dei giorni è sempre più chiaro che la lotta di Salvini è strumentale e politica. Basti pensare che nel passato le sue idee in merito erano molto diverse.

Ma da giovane Matteo Salvini la pensava all’esatto opposto e affermava: «Noi ci rapportiamo alle tematiche classiche della sinistra, dalla forte presenza statale alla liberalizzazione delle droghe leggere». Correva l’anno 1998 e così parlava il futuro leader leghista al giornale “Il Sole delle Alpi”.
Ancora nell’autunno del 2014, in verità, Salvini si era detto possibilista sulla legalizzazione durante un’intervista su La7. Legalizzare le droghe leggere? «Parliamone» aveva dichiarato alla trasmissione “Coffee Break

Sempre nel 2014 il governo delle larghe intese” guidato da Enrico Letta. Partito Democratico e Sinistra e Libertà presentavano una proposta di legge per la liberalizzazione della cannabis a firma del senatore dem Luigi Manconi.

La proposta prevedeva la «non punibilità della coltivazione per uso personale di marijuana e della cessione di piccoli quantitativi dei derivati della cannabis finalizzata all’immediato consumo personale».

Salvini, all’epoca segretario federale della Lega Nord, prese posizione suo profilo Twitter: «La Lega si batte per l’indipendenza, per salvare posti di lavoro, ridurre le tasse e aiutare le famiglie; il dibattito sulle canne lasciamolo a un governo che da mesi vende fumo

Queste dichiarazioni d'archivio dimostrano in maniera incontrovertibile come Salvini cambia idea in base a dove tira il vento dal punto di vista politico.

Conclusioni

Questa lotta di Salvini non può lasciarci indifferente e non deve essere sottovalutata perchè ci sono già state le prime conseguenze come dimostra il fatto che il Festival della Canapa a Torino è stato annullato.

Il" ministro Salvini ha divulgato un’intervista dove cita il festival della canapa e lo definisce uno scempio, oltre a giurare di far chiudere qualunque punto vendita commercializzi la canapa sativa”, si legge in una nota diffusa da Sativa Torino Expo.

“Difficile a questo punto far comprendere che sativa Torino Expo non è una festa che punta alla promozione delle droghe leggere ma un progetto culturale e divulgativo che come obiettivo principale ha l’informazione sugli usi e la storia della canapa sativa, sul cbd e cerca di fare chiarezza su argomenti, qui in Italia, ancora molto controversi”

Ma siamo anche fiduciosi anche perchè le voci di dissenso sono state tante sia da parte di persone autorevoli e sia da molte persone che hanno scritto sui social. Continueremo a parlarne e a tenere alta l'attenzione.!