La marijuana legale, meglio conosciuta anche come cannabis light è costituita dalle infiorescenze femminili di canapa sativa, opportunamente essiccate in maniera naturale, che presentano un contenuto di THC in concentrazioni sempre inferiori allo 0.6%. Regolamentata dalla Legge 242 del 2 dicembre 2016, non provoca alcun effetto psicotropo proprio del tetracannabidiolo, non dispone di efficacia drogante ed è legalmente accettata purché la presenza di tale cannabinoide sia limitata a una concentrazione dello 0.2% con un margine di tolleranza massimo attestato allo 0.6%. Banalmente proprio la marijuana legale favorisce il rilassamento e conferisce benessere in virtù delle concentrazioni di CBD o cannabidiolo presenti e che in questo caso possono variare orientativamente dal 4% al 20%. Tuttavia è bene puntualizzare che pur essendo considerata “legale” e quindi liberamente commercializzabile, non è di fatto destinata ad uso ricreativo ma solo tecnico e collezionistico e, sebbene non possa essere assunta mediante inalazione o vaporizzazione, può essere facilmente acquistata sia presso i numerosi grow shop presenti sul territorio nazionale che presso store online dedicati quali ad esempio CBDMania, che propone una vasta gamma di varietà di cannabis light con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Marijuana legale: cosa dice la legge italiana

In Italia la produzione e commercializzazione di marjiuana legale è regolamentata dalla Legge 242 del 2 dicembre 2016, che raduna le molteplici disposizioni legate alla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. Essa impone l’impiego di varietà di canapa sativa depotenziate e quindi prive di efficacia drogante data dalla presenza di THC ammesse dall’Unione Europea, la cui concentrazione di principio attivo non deve superare lo 0.2% con un margine di tolleranza massimo dello 0.6%. Qualora il produttore non rispetti tale condizione può tuttavia declinarne le responsabilità, incorrendo semplicemente nel sequestro della coltivazione da parte delle Forze dell’Ordine. Nessuna particolare regolamentazione invece per quanto concerne il CBD che, non presentando azione psicoattiva di alcun genere e sorta, non è sottoposto a restrizioni particolarmente stringenti ma anzi ammesso in ambito medico farmaceutico come coadiuvante nella terapia del dolore. Discorso differente invece per gli assuntori di cannabis per i quali l’utilizzo a scopo ricreativo di marijuana light risulta ancora attualmente illegale benché invece appaia tollerato l’utilizzo puramente tecnico o collezionistico. Valgono pertanto le medesime sanzioni amministrative ed eventuali pene detentive previste per qualsivoglia sostanza stupefacente.

Dove comprare la marijuana legale

Dove comprare la marijuana legale

Dove comprare cannabis legale? È questa la domanda più frequente che tendono a porsi gli assuntori abituali che desiderano fruire di un prodotto depotenziato ma pur sempre di qualità. La marijuana legale è facilmente reperibile presso i grow shop: presenti sul territorio nazionale, sono semplici punti vendita dedicati spesso suppliti da veri e propri distributori automatici che ne consentono l’acquisto disponendo delle più amate e apprezzate varietà. In alternativa, se si preferisce l’acquisto online, spesso favorito da una maggiore tutela della privacy e dalla più totale discrezione data da spedizioni prevalentemente anonime, è possibile ricorrere agli e-commerce dedicati: store online quali CBDMania ne sono un esempio. L’e-commerce dispone di una vasta gamma di proposte costituite dalla sola concentrazione di CBD e di altissima qualità. Le migliori varietà di marijuana legale certificata, proveniente da colture indoor biologiche, prive di qualsivoglia agente chimico o di sintesi potenzialmente dannoso per la salute, sono accuratamente selezionate al fine di soddisfare ogni genere di esigenza

Come riconoscere la marijuana legale

Distinguere e riconoscere la marijuana legale dalla canapa sativa comune dal contenuto di THC convenzionale non è un’operazione immediata poiché entrambe le infiorescenze, sotto l’aspetto prettamente “fisico” non presentano formalmente alcuna differenza. Tuttavia qualora si disponga di una confezione di cannabis light aperta e utilizzata e si venga accidentalmente fermati dalle Forze dell’Ordine anche solo per un semplice controllo, è facile incappare in tutti gli spiacevoli inconvenienti dati dalla detenzione, tra cui le temute sanzioni amministrative previste. Tuttavia in Svizzera, dove peraltro il livello di THC consentito raggiunge l’1%, è stato adottato un particolare test che permette di distinguere con estrema facilità la marijuana legale. Il kit è costituito da una piccola bustina in plastica trasparente unitamente a due fiale di acidi reagenti che, una volta introdotti all’interno della stessa e miscelati insieme dopo aver inserito all’interno un frammento di cannabis, reagiscono modificando il caratteristico colore trasparente. In base alla colorazione assunta dai reagenti, generalmente arancione è blu, è pertanto possibile stabilire in pochi secondi quando si è in presenza di marijuana light e quando invece la sostanza detenuta presenta elevate concentrazioni di THC, risultando pertanto illegale, differenze che di fronte ad una semplice occhiata sarebbero impossibili da individuare anche dalle stesse autorità competenti.

Che effetti e quali controindicazioni ha l’erba legale

L’erba legale è considerata tale in virtù della ridotta concentrazione di THC o tetracannabidiolo, principio attivo presente nella canapa sativa, responsabile dei caratteristici effetti psicotropi e psicoattivi e, attestandosi intorno allo 0,2%, non provoca in alcun modo la sensazione di sballo ed estrema euforia. Nella cannabis light prevale invece la concentrazione di CBD, cannabinoide dall’azione tipicamente rilassante e distensiva che in genere non determina alcun tipo di effetto collaterale. Possono tuttavia manifestarsi secchezza delle fauci e della zona oculare, vertigini o una leggera riduzione della pressione, tutte problematiche di lieve entità, che tendono a giungere rapidamente alla risoluzione senza la necessità di ricorrere ad alcun trattamento farmacologico.

Si può coltivare la marijuana legale?

La marijuana light risulta essere sempre più diffusa e viene pertanto spontaneo chiedersi se oltre alla libera commercializzazione, sia possibile coltivarla in maniera del tutto legale, senza correre il rischio di incappare in sanzioni o provvedimenti. La Legge 242 del 2 dicembre 2016 e ormai in vigore da gennaio 2017 parla chiaro: la coltivazione di canapa sativa che presenti un tasso di THC inferiore o pari al 0,2% è consentita senza che sia necessaria alcuna autorizzazione e come sancisce la normativa, qualora la concentrazione risulti superiore a tale valore, tuttavia senza superare il margine di tolleranza fissato allo 0.6%, il coltivatore non ne sarà comunque responsabile. Solo nel caso in cui il tetracannabidiolo superi la concentrazione dello 0.6%, l’autorità giudiziaria ha la facoltà di disporre del sequestro così come della distruzione della coltura. Tuttavia è comunque necessario attenersi a quelle che sono le disposizioni previste dal Ministero delle PoliticheAgricole legate alla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale di canapa della varietà Cannabis Sativa. La stessa legge stabilisce dunque la legalità della coltivazione di marijuana light, purché i semi scelti siano certificati e previsti di cartellini identificativi, unitamente agli scontrini d’acquisto da conservare per almeno 12 mesi. Le varietà devono altresì essere contemplate dal catalogo stilato dall’Unione Europea che racchiude le oltre 68 specie di canapa sativa depotenziate e con contenuto di THC massimo attestato allo 0.2%. Nessun obbligo di dichiarare la coltivazione dunque, nemmeno se effettuata indoor o presso il proprio domicilio, purché lo scopo sia unicamente tecnico e tale pratica non avvenga mediante l’uso di talee o semi privi di certificazione da varietà non inserite nell’elenco di cui sopra.

Le migliori qualità di canapa legale

CBDMania propone solo le migliori varietà di marijuana legale: ognuna di esse dispone di concentrazioni dei principi attivi CBD e THC in conformità con i limiti di previsti dalla Legge ma che tuttavia si distinguono per le caratteristiche proprietà organolettiche così come per l’ottima resa data da un’esperienza legata all’assunzione, sempre piacevole ed estremamente appagante. La New York Diesel presenta un sapore intenso e persistente, apprezzato dagli intenditori ma risulta particolarmente amata anche la varietà Sweet Cheese, nota per il marcato sentore di formaggio accompagnato da una vibrante nota di hashish. La varietà Rollex OG è invece prevalentemente fruttata, dolciastra e delicata, contrapposta alla famosissima Amnesia Haze, da sempre la varietà di cannabis sativa più apprezzata dagli assuntori abituali complice il sentore di resina balsamica fresca e persistente al palato. Gradevolmente speziata è invece la varietà Blueberry Kush, perfetta da assaporare in ogni momento della giornata mentre la Bubblegum, come suggerisce il nome, riprende vagamente il gusto di gomma da masticare e frutta accompagnata da un retrogusto amarognolo e terroso. La varietà Lemon Haze è altresì dolce e lievemente agrumata, la OG Kush fresca e legnosa, pur ricordando il caratteristico aroma del petrolio mentre la varietà Banana OG sa sorprendere grazie al delicato aroma fruttato, reso brioso e vivace dal piccante del pepe. Da non sottovalutare la varietà Therapy così come la Big Bud che, simile alla Skunk, presenta un aroma intensamente speziato ma al contempo rinfrescante e rotondo.

Qual è la marijuana legale con il livello di Thc più alto?

Come stabilisce la normativa legata alla produzione e commercializzazione di marijuana legale, in Italia il limite legato alla concentrazione di THC si attesta allo 0,2% con un margine di tolleranza dello 0.6%. Attualmente CBDMania dispone di varietà di cannabis legale che, sebbene vedano la prevalenza di CBD o cannabidiolo, dispone del livello di THC più alto: si tratta della nota Amnesia Haze che, con la sua concentrazione di tetracannabidiolo pari allo 0,4% permette di beneficiare degli effetti rilassanti e distensivi propri del CBD, senza tuttavia rinunciare completamente allo “sballo”, il tutto accompagnato da un’esperienza d’uso piacevolissima in virtù dei freschi sentori balsamici che hanno contribuito a renderla tra le varietà più famose e particolari al mondo.

Si può guidare se si ha assunto marijuana?

Dopo aver assunto marijuana, che si tratti di canapa depotenziata o comune cannabis ad alte concentrazioni di THC, non è consigliabile mettersi alla guida, questo poiché gli effetti psicotropi tipicamente attribuiti al tetracannabidiolo così come quelli rilassanti del CBD potrebbero comportare una diminuzione della reattività al volante così come alterare i riflessi, incrementando le possibilità di provocare incidenti stradali o di esserne vittime. Il Codice della strada è chiaro ed esaustivo: l’articolo 187 impone alle Forze dell’Ordine che, qualora il conducente appaia in evidente stato di alterazione, siano effettuati test in loco e successive analisi specifiche volte a determinare tipologia e quantità di sostanza stupefacente assunta, con conseguenti sanzioni e iter processuali annessi. Meglio sempre limitare quanto più possibile il consumo di marijuana, anche se light, evitando preferibilmente la guida nel periodo di tempo immediatamente successivo. La prudenza non è mai troppa e la consapevolezza così come il buon senso, devono necessariamente accompagnare l’assuntore in un’esperienza che tuttavia potrebbe rivelarsi tutt’altro che piacevole!