Quando parliamo di legalizzazione cannabis in Italia non possiamo non prendere in considerazione la situazione politica molto particolare che vive il nostro paese in questo momento storico.

In Italia da qualche mese come ben sappiamo si trovano a governare due partiti molto diversi tra di loro, sotto tutti i punti di vista e cioè Movimento 5 stelle e Lega, rappresentati da Luigi Di Maio, che è diventato ministro dello sviluppo economico e delle politiche sociali , nonché vicepresidente del consiglio del Governo Conte e Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro dell'interno.

Questa alleanza è nata dopo mesi di trattative, nei quali sembrava impossibile arrivare un accordo per la formazione del governo, e nei quali il Paese sembrava irrimediabilmente bloccato da questi problemi.

Non dimentichiamo che questi due movimenti nascono con principi diversi e non è un caso che in questi anni le polemiche tra i vari leader sono state feroci.

Alla fine si è arrivati a un contratto di governo pieno di cambiamenti e di compromessi e di conflitti da superare giorno per giorno tra due fazioni che hanno in alcune cose principi molto diversi, ma che sono riusciti a firmare un contratto di governo, facendo sperare molti italiani in un cambiamento ormai atteso da tanto tempo.

Ma ci sono stati in questi mesi varie polemiche su temi molto delicati come i migranti e la sicurezza e anche su temi che non fanno parte del contratto di governo come la legalizzazione della cannabis le posizioni sembrano molto divergenti.

Noi andremo ora ad analizzarle entrambe per darvi un’idea e per farvi fare un’opinione personale e vi diremo la nostra.

Cannabis: posizione del movimento 5 stelle

È chiaro che siamo in un governo in cui abbiamo scritto un contratto di governo e non tutto c'è nel contratto. ma io quella proposta l'ho sottoscritta nella precedente legislatura. Adesso portiamo a casa gli obiettivi del contratto, ma nulla vieta che in futuro il contratto possa essere aggiornato”.

Queste sono le frasi dette ai giornalisti dal ministro dello sviluppo economico e delle politiche sociali , nonché vicepresidente del consiglio del Governo Luigi Di Maio, intercettato al Parlamento europeo di Strasburgo, riguardo la cannabis.

L’argomento a cui si riferisce è la proposta sulla cannabis, depositata a Palazzo Madama dal senatore dei 5 stelle Matteo Mantero.

A questa proposta la Lega, come vedremo più avanti, ha risposto picche ma il movimento 5 stelle, come possiamo evincere dalle parole di Mantero non si arrende:

“Il dibattito parlamentare ed extraparlamentare su temi importanti come la legalizzazione della Cannabis è sempre utile, ma liquidare il tema con un ‘qualche parlamentare si preoccupa delle canne' o con un ‘secondo me è il male', è un po' troppo banale anche per Salvini.

Il ministro dell'Interno dovrebbe sapere che il tema non è ‘liberalizzare la canne' ma contrastare la criminalità (suo compito per altro) e tutelare la salute pubblica”.

Questa proposta prevede prevede la legalizzazione della produzione, lavorazione e vendita delle droghe leggere e cosi facendo secondo il senatore si raggiungerebbero due obiettivi: dare un grosso colpo alla criminalità e anche un grande linfa economica alle casse statali.

Una dei punti fondamentali sarebbe quello di detenere fino a 15 grammi in casa e 5 grammi fuori, con il decreto legge che poi prevede di modificare l’attuale legge sulle infiorescenze che permette al momento ai grow shop di vendere cannabis light, sempre più presenti su tutto il territorio nazionale.

Infine è prevista anche dal punto di vista legale una differenziazione di pena tra droghe pesanti e droghe leggere.

La posizione della Lega sulla cannabis

"Le proposte di legge del Movimento 5 Stelle sulla cannabis “non passeranno mai, non sono nel contratto di governo”(Salvini).

"Tutte le volte che Gian Marco Centinaio esce dal contratto di governo si alza il collega dei 5 Stelle e dice 'non è nel contratto di governo'. E quindi io quello che dirò ai colleghi è 'non è nel contratto di governo': facciano un governo con qualcun altro”( Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole).

“Le proposte sulla legalizzazione dell'uso della cannabis non sono concordate. È un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell'agenda della Lega”( ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana).

Queste tre dichiarazioni che vi stiamo riportando, sono solo una sintesi della contrarietà, che la Lega ha espresso sull'argomento.

A loro chiaramente si sono uniti altri partiti come Forza Italia, Pd e Fratelli di Italia, che seppur non hanno lo stesso peso della Lega, sono comunque un’espressione di una parte del paese, che ci fanno capire che siamo molto indietro come mentalità su questo tema.

La nostra posizione è molto chiara sull'argomento ed è di cauto pessimismo. L’apertura del movimento 5 stelle sulla cannabis ci aveva fatto sperare per un momento, nonostante la proposta ci avesse lasciati un po’ perplessi soprattutto per quanto riguarda la quantità irrealistica dei 15 grammi da tenere in casa in quanto "non è coerente" con la proposta di poter coltivare fino a tre piante di cannabis che anche a farle male producono più di 15 grammi .
Le dichiarazioni della Lega ci hanno fatto tornare con i piedi per terra, rendendoci consapevoli del fatto che la strada da fare è ancora tanta e che la confusione e le contraddizioni all'interno del governo non sono di buon auspicio, per un cambiamento immediato e incisivo sulla questione della legalizzazione della cannabis. Dal canto nostro nella legalità continueremo a portare avanti il nostro percorso, con la speranza che almeno la mentalità,la conoscenza e la consapevolezza delle persone aumenti considerevolmente. Nelle prossime settimane continueremo a informarvi e a parlarne.