La legalizzazione del consumo di marijuana da parte del Sudafrica è una grande vittoria per la libertà!

Spesso quando pensiamo all'Africa pensiamo di istinto ai problemi che di fondo e molto gravi che esistono nella maggior parte dei paesi e cioè:guerra, povertà.mancanza di risorse e di democrazia.

Ma su un argomento come la depenalizzazione della cannabis c è un paese come il Sudafrica che sta facendo dei passi avanti considerevoli, a differenza dell'Italia, che come dimostrano le ultime notizie di queste settimane con il ministro degli Interni Salvini propone di innalzare le pene per gli spacciatori e togliere la modica quantità.

Nello scorso autunno la Corte costituzionale del Sudafrica ha legalizzato la coltivazione e il possesso di marijuana per uso personale.

Con decisione non unanime, letta in aula dal giudice Raymond Green, la Corte del Sudafrica ha quindi depenalizzato "l'uso e il possesso di cannabis da parte di un adulto, per il consumo in privato", rendendone legale anche la coltivazione.

Il Sudafrica si deve considerare quindi il primo Paese africano a legalizzare l'uso di marijuana pure a scopo ricreativo. Anni fa i paesi Lesotho e Zimbawe avevano deciso di legalizzare la cannabis, ma solamente per motivi terapeutici.
Già un anno prima una sentenza della Corte suprema di Western Cape, la regione di Città del Capo nel Sudafrica aveva già dichiarato anticostituzionale il divieto di possesso, uso e coltivazione in privato e per uso personale di cannabis, chiedendo al Parlamento di modificare le relative sezioni della legge sul traffico di droga.

Depenalizzazione uso cannabis Sudafrica:dettagli

Dagga Legalize

Il provvedimento è stato quindi ratificato dal più alto tribunale sudafricano, che si è opposto alla teoria appoggiata da diversi dipartimenti del governo - compresi i ministri della Salute e della Giustizia - sui possibili effetti negativi della marijuana per una persona.

La sentenza tuttavia non ha informato in maniera specifica sulla quantità che può essere consumata e tenuta con sè in Sudafrica, lasciando che sia il Parlamento a stabilirla.

A lungo, in Sudafrica, attivisti di vari movimenti hanno manifestato in favore della legalizzazione della dagga, parola con cui nel Paese si indica la marijuana.

Tra di loro si sono distinti Jeremy Acton, ex leader del Dagga Party e Garreth Prince, attivista rastafariano. I due avevano infatti sollevato il caso davanti alla Corte di Città del Capo, sostenendo come le leggi vigenti costituissero una violazione al diritto di uguaglianza, dignità e libertà religiosa.

La decisione del più alto tribunale del Sudafrica si collega a quanto chiesto dall'Onu, che nel 2016 aveva sollecitato i suoi membri a "riesaminare le loro politiche" in materia di cannabis dopo decenni di repressione.

Per Phephsile Maseko, dell'organizzazione della medicina tradizionale del Sudafrica, la sentenza costituisce "una grande vittoria non solo per i medici, ma anche per i pazienti.

Noi siamo sempre contenti di diffondere queste notizie ma allo stesso tempo siamo rammaricati dal fatto che in un paese come l'Italia, che si definisce civile ed evoluto c è un governo diviso su un tema cosi importante