In Italia è legale coltivare canapa sativa a basso contenuto di THC?

Pare proprio di si. Il decreto legge 242 sancisce la legalità della coltivazione della canapa per diversi usi che vanno dalla produzione di materie prime a semilavorati, con finalità alimentari o industriali.

Quali obblighi abbiamo?

Due sono i requisiti semplici e fondamentali da osservare:

  • Acquistare semi certificati con tasso di Thc < 0,2% e di varietà appartenenti al catalogo europeo;
  • Conservare la certificazione dei semi e la ricevuta di acquisto del venditore autorizzato per almeno 12 mesi.

Da qui parte chi decide di farne una coltivazione remunerativa seguendo l’iter burocratico del professionista e chi invece vuole dilettarsi in un’autoproduzione hobbistica nel giardino o sul balcone di casa.

La scelta dei semi certificati!

Il passo successivo prevede una conoscenza più approfondita e incuriosita delle diverse tipologie di canapa per meglio veicolare la scelta rispetto al prodotto che si vuole ottenere. Di fatto bisogna familiarizzare con i termini dioica e monoica e con i nomi Carmagnola, Fibranova, Kompolti, Tiborszallasi, Futura e altre ancora.

Lasciando a chi deve realizzarne un reddito sudori e grattacapi ci vediamo già entusiasti nel curare la nostra pianta di canapa sativa , al fianco del limone, del basilico, del peperoncino, affascinati dalla sua crescita rigogliosa magari in attesa di poterne assaporare i suoi frutti.

I controlli delle forze dell’ordine

Ci preme infine ricordare che per la legge italiana la polizia giudiziaria può predisporre dei controlli per verificare la liceità della coltivazione. Dovranno sempre avvenire in presenza del coltivatore e per ogni controllo effettuato le autorità devono lasciare un campione di quelli prelevati a disposizione del proprietario, per eventuali contro-verifiche sui valori di THC.

Se la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, può essere disposto il sequestro o la distruzione della coltivazione o del raccolto. In ogni caso non vi è alcuna possibilità di accusa nei confronti del coltivatore che ha acquistato semi certificati.

Quindi tutti possiamo coltivare senza che ci venga contestata nessuna accusa, a patto che i semi provengono dalla lista approvata dalla Comunità Europea.
Se i semi non hanno la ricevuta di acquisto del venditore autorizzato come richiesto dalla legge, il coltivatore rischia una denuncia da parte delle forze dell’ordine anche se il contenuto di thc dovesse risultare entro i limiti consentiti dalla legge italiana. Per una Coltivazione e auto-produzione di canapa sativa nel rispetto della legge quindi non consigliamo di acquistare semi non certificati, anche se con THC inferiore allo 0,2%.