In alcuni tra i precedenti articoli abbiamo visto la situazione della legalizzazione della cannabis in Italia e anche in altri paesi. Ma ora andiamo a vedere nel dettaglio come viene affrontata nei Paesi Bassi

Abbiamo già raccontato i Cannabis Social Club in Spagna. In questo articolo abbiamo scelto i Paesi Bassi perché sono presi spesso da esempio nel bene dai consumatori e nel male dai proibizionisti:ma come sempre accade su questo argomento spesso c è molta disinformazione e confusione.

Innanzitutto diciamo che, per quello che riguarda il numero dei consumatori di cannabis, nonostante la possibilità di acquisto legale, è molto basso se riferito ad altri paesi.

Esso è allo stesso livello di un paese come la Germania, che ha seguito fino a pochi anni fa una politica di severa repressione ed è sostanzialmente analogo a quello di altri paesi europei.

Il dato più indicativo sulla situazione olandese è il confronto con gli USA, un paese in cui, come ben sappiamo, vige una situazione di feroce repressione. Basti pensare che nel 1989 i consumatori abituali di cannabis fra i diciassette e i diciotto anni erano in Olanda meno di un terzo che negli USA: il 4,6% contro il 16,7%

L'esempio dei Paesi Bassi
in questi anni ha stimolato in tutto il mondo riflessioni e iniziative di riforma delle leggi sulla cannabis. Il movimento antiproibizionista ha così avuto modo di dimostrare che il cambiamento è possibile.

Paesi Bassi:situazione olandese

Innanzitutto dobbiamo considerare che ormai la cannabis è una questione di primario interesse politico. Il 17 ottobre il Canada è diventato la prima grande economia al mondo a legalizzare la cannabis a scopo ricreativo. (L’Uruguay ha battuto tutti sul tempo nel 2013.)

Dal 1° novembre, i medici del Servizio sanitario britannico possono prescrivere la marijuana a scopi medici. Trenta stati americani hanno già legalizzato la cannabis per questo stesso scopo, altri nove ne consentono l’uso a scopi ricreativi e Donald Trump ha reso noto di essere favorevole a depenalizzarla a livello federale.

Ma la convinzione che hanno nei Paesi Bassi e anche in Olanda i movimenti antiproibizionisti è forte:loro credono che la cannabis diventerà qualcosa di normale nella vita quotidiana, proprio come gli alcolici o il caffè, spodestando di fatto le sigarette, sempre meno tollerate a livello sociale.

Nei Paesi Bassi il primo evento di massa a base di marijuana nel paese, se si escludono i circoli hippy di Amsterdam, fu un festival musicale a Rotterdam nel 1970.

Migliaia di giovani fumarono spinelli indisturbati, in mezzo a poliziotti in abiti civili che camminavano in mezzo a loro osservandoli. In quel momento lo stato non decise di legalizzare la cannabis ma decise, tuttavia, di smettere di perseguire chi fumava erba.

I politici del tempo si resero conto che le persone che fumavano cannabis non fossero più pericolose di quelle che consumavano alcool o caffè e, anche nel caso in cui lo fossero stati, ritennero che il proibizionismo avrebbe creato un bel giro d’affari per i criminali.

In questo momento storico nei Paesi Bassi non viene attivamente indagata la vendita di una quantità inferiore a 5 grammi per persona al giorno. in ciascuno dei coffee-shop autorizzati.

Nonostante la politica tendenzialmente permissiva riguardo alle droghe leggere, soltanto una piccola parte di consumatori di queste ultime passa alle droghe pesanti e questo aspetto è significativo perchè dimostra come la legalizzazione non porterebbe a nessuna conseguenza catastrofica, come per esempio i proibizionisti in Italia vorrebbero far credere.

L'esempio dei Paesi Bassi dimostra inoltre come,attraverso il buonsenso, si possa arrivare a un compromesso tra le posizioni estreme dei proibizionisti e dei consumatori sfrenati di Cannabis.